Una fitta mi attraversa il braccio come una scossa elettrica: gentile omaggio dell'ultima luna piena, probabilmente sono andato a sbattere contro un albero.
Ho passato la notte del plenilunio in mezzo a un'area boscosa delimitata da una cupola di protezione, nella quale si trovavano, oltre a me, altri due Licantropi.
-Tutto bene Remus? -chiede Lion, un uomo di colore con una collana di denti di squalo intorno al collo e che stringe in pugno una lunga bacchetta d'ebano, probabilmente opera di qualche artigiano straniero, visto che non sembra fatta di Olivander.
Anche se non conosco il suo vero nome, è indubbiamente uno dei nostri più forti veterani.
Dietro di me ci sono schierati altri tre cacciatori, pronti a scattare all'interno del covo.
Tutto è incominciato stamattina quando un nostro informatore è entrato nel nuovo quartier generale, e ci ha rivelato che un gruppo di criminali si nascondeva appena fuori Londra e che tra di loro poteva trovarsi Fernir Greyback.
Per questo ci siamo mossi con quattro squadre, con pochissimi novelli selezionati per questa missione.
Lion fa un cenno e avanziamo verso il muro di protezione della casa.
-Fermi- ordina.
Ci blocchiamo.
Lion estrae la bacchetta e scaglia un incantesimo contro il muro, immediatamente viene scagliato all'indietro contro di noi, ma lui lo evita facilmente.
-Incantesimo riflettente- ringhia.
-Cosa facciamo adesso? -chiede Dean, un ragazzo biondo e con la pelle lattea ricoperta di lentiggini, nonostante sia un novello ha capacità davvero notevoli.
-Allontaniamoci di dieci passi, dobbiamo abbattere la barriera- risponde Lion.
Eseguiamo.
Alziamo le bacchette al cielo per scagliare i nostri reducto, ma una voce roca e terribilmente familiare mi gela il sangue e mi impedisce di completare la formula:
-Remus...sono davvero felice di rivederti...
Mi volto e urlo: -Stupeficium!!
Il getto di luce colpisce il pino secolare a dieci passi da me, mentre il rumore degli incantesimi che si infragono contro la barriera con un suono stridulo simile a quello di un vetro che inizia a creparsi, ma che non si infrange.
-DOVE DIAVOLO SEI?!!!-urlo.
Immediatamente Lion è al mio fianco.
-Remus che succede? -chiede lui con un tono sorpreso, e anche molto preoccupato.
-Lui è qui! Raduna gli altri! Presto!- grido.
Lion non fa in tempo a rispondermi, perché un lampo di luce verde entra nel mio campo visivo e va a colpire uno dei nostri compagni.
-Ci attaccano!! Riparatevi dietro gli alberi!! -urla Lion.
Ci mettiamo a correre, dietro di noi i nostri compagni cercano di colpire la forza invisibile che ci sta decimando, una maledizione mi passa a pochi centimetri dalla testa, mentre mi rifugio dietro una gigantesca quercia: ai miei lati ci sono solo Lion e un altro cacciatore di taglie con i capelli bianchi, un veterano di nome Regulus, anche se ha ben pochi tratti in comune con il fratello di Sirius.
Siamo rimasti solo noi.
-Quanti caduti? -chiede Lion.
-Cinque- risponde Regulus con tono funereo.
Intanto è in corso una discussione a una ventina di metri da noi, grazie ai miei sensi, resi più acuti dalla recente trasformazione, colgo quasi tutta la conversazione.
-Sono nascosti dietro gli alberi- dice una voce che mi è totalmente sconosciuta.
-Andiamo a stanarli! Sono rimasti in pochi, potremmo sopraffarli facilmente! -dice una seconda voce, così stridula da perforarmi i timpani.
-Si, così giocheranno al tiro al bersaglio! Idiota! -dice una voce roca che riconosco come quella di Greyback, e mi provoca un brivido gelido lungo la schiena.
-Cosa facciamo allora? -chiede una quarta voce.
-Chiamiamo lei mi pare ovvio- risponde Greyback.
Sento delle esclamazione di sorpresa e una certa nota di paura quando l'uomo dalla voce stridula chiede: -La Morte Nera?! Stai scherzando spero!
Un ringhio feroce del Lupo Mannaro fa tacere tutte le proteste: -Ricordate chi comanda qui! Poi là c'è un membro dell'Ordine della Fenice, una mia vecchia conoscenza, lui la sa lunga su quello di cui l'Ordine è a conoscenza!
Poi ordina imperioso- Turner! Vai a chiamare la Morte Nera! Ormai dovrebbe avere finito con gli altri cacciatori di taglie! Noi intanto teniamo d'occhio questi qui!
Lion, che come Regulus ha colto solo qualche brandello di conversazione,
riassume perfettamente il pensiero comune quando dice: -Non sono particolarmente ansioso di incontrare una persona che si fa chiamare la Morte Nera.
-Ci serve un piano, dobbiamo scappare, sapevano che saremmo arrivati- deduco.
Il loro tempismo è stato fin troppo perfetto e poi ho il terribile presentimento di sapere chi sia la Morte Nera...
-Remus!! Quanto tempo!
La voce roca di Greyback mi riporta alla situazione presente, che è comunque critica.
-Greyback -ringhio, stando bene attento a non esporre neanche una parte del mio corpo al di fuori del robusto tronco che è il mio unico scudo dall'avada kedavra.
-Dov'è Ramirez stavolta? Non è qui vero? È davvero un peccato che abbia perso una mano...ora per te è finita! -continua il Lupo Mannaro.
Se solo riuscissi a capire la sua posizione precisa potrei sperare di colpirlo, nonostante i suoi riflessi siano qualcosa di assolutamente fuori dal comune, se lo cogliessi di sorpresa...
-Ti mangerò molto lentamente! Gustando ogni singolo boccone! Sei sopravvissuto qualche anno, ma le mie prede non possono sfuggirmi per sempre! -urla Greyback ora in preda ad uno stato di evidente eccitazione.
Ha sempre quel tono quando parla della carne umana...
-Stupeficium -urlo sporgendomi fuori dal mio riparo, per poi tornare subito indietro.
Sento il rumore dell'incantesimo andato a segno e un corpo cadere pesantemente al suolo.
Probabilmente non si tratta di Greyback, ma almeno adesso c'è un nemico in meno.
-Hai sempre una buona mira Remus- dice Greyback freddo.
-Speravo di averti chiuso la bocca! -rispondo.
-Capisco...allora adesso ci provo io. Avada kedavra!!
Il lampo di luce verde mi passa a pochi centimetri dalla testa, poi va a perdersi in mezzo agli alberi.
-Greyback! Perché diavolo non li staniamo con l'Ardemonio? Così o usciranno da quel loro misero riparo o bruceranno vivi! -propone di nuovo la voce stridula.
C'è una piccola pausa poi Greyback ringhia: -Ho un'idea ancora migliore.
Poi sento solo dei sussurri: anche lui deve sapere il fatto che i sensi sono più sviluppati pochi giorni prima e dopo la trasformazione.
-Remus!! Ti faccio una proposta! Uno scontro uno contro uno! Se vincerai sarete liberi, se no morirete tutti!- propone Greyback.
È talmente palese che sia una trappola che sto per rispondergli in modo parecchio tagliente, ma il criminale mi anticipa: -I miei uomini giureranno di non fare nulla! Non vogliono incorrere nel mio...disappunto.
Uno scontro uno contro uno con Fernir Greyback porterebbe probabilmente alla mia fine, non è il genere di avversario con cui posso avere a che fare, non sono ancora al livello di Ramirez...
Ma lui tutto questo lo sa.
Forse potrei spingerlo a sottovalutarmi, a farlo sentire con la vittoria a portata di mano, e finalmente liberare il mondo dalla sua presenza, se riuscissi ad avvicinarmi abbastanza potrei sferrare un avada kedavra e...no.
Io non sono come lui o come Voldemort, che fulminano la gente solo perché capita loro davanti, uccidendo senza pietà.
Ci deve essere un modo per uscire da questa situazione e salvare me stesso e i miei compagni.
E mi viene in mente.
-Ho un piano- annuncio ai miei compagni e inizio a spiegargli rapidamente cosa ha pensato.
-Remus! Ti do dieci secondi per uscire allo scoperto, poi inizierò a dare fuoco a questo posto e, nel caso riuscissi a strisciare fuori dalle fiamme, ti finirò in modo lento e doloroso- minaccia Greyback con un tono di voce che è passato dal canzonatorio al minaccioso: non gli piace aspettare.
E sono sicuro che non sta bluffando.
-Dieci- inizia il Lupo Mannaro.
Pausa.
-Nove.
Lancio uno sguardo di avvertimento a Lion e Regulus.
-Otto.
Stringo la bacchetta in mano e sospiro profondamente.
-Sette.
Abbandono il mio riparo e mi pongo davanti a Greyback, che dista una quindicina di metri da me.
-Iniziavo a pensare che fossi diventato un codardo -commenta il Licantropo.
Alza la bacchetta e io faccio lo stesso.
-Pronto a morire Remus? -chiede con voce roca.
-ORA!!
Regulus grida: -Expecto Patronus!
Immediatamente un enorme animale lucente dalle corna ricurve carica.
E illumina le immagini dei nostri nemici: sono tre, pochi passi avanti c'è Greyback, che è balzato alla sua destra per evitare la carica del toro, un altro uomo è a terra svenuto.
-Stupeficium!- urlo.
Un lampo di luce rossa colpisce l'uomo alla sinistra di Greyback, un altro incantesimo va a colpire l'altro, il Lupo Mannaro riesce invece ad evocare un sortilegio scudo e a parare lo schiantesimo diretto verso di lui.
Il patronus scompare.
-Davvero molto divertente, adesso siamo tre contro uno, ma Remus, non ci siamo già trovati in una situazione simile? -chiede Greyback con voce tranquilla.
-Stavolta starà diverso! E non sperare di cavartela tentando la fuga! Ti porteremo vivo al Ministero! -rispondo con un tono di voce altrettanto pacato cercando di ostentare una sicurezza che in realtà non possiedo.
Greyback è un mago molto potente e in più possiede anche la velocità e la resistenza di un Lupo Mannaro, senza contare che tra poco sarà raggiunto dall'ultimo suo compagno.
E dalla Morte Nera...
Devo metterlo fuori combattimento in fretta.
-Orbis! -grido.
La magia scorre attraverso il mio braccio, raggiunge il palmo della mano e la bacchetta incomincia ad accumulare l'energia.
Le foglie degli alberi cominciano a frusciare, poi ad agitarsi come se stesse per arrivare un uragano.
E dalla mia bacchetta incomincia a fuoriuscire una luce sfavillante come il sole, che va a formare il vortice.
Il lampo di luce verde di Greyback viene parato dagli incantesimi expelliarmus dei miei compagni...
-Greyback!!!- grido.
Noto per la prima volta un'ombra di paura e incertezza negli occhi neri del criminale, che cerca disperatamente di interrompere il contatto tra la sua bacchetta e quelle degli uomini al mio fianco per poter scagliare un nuovo incantesimo contro di me, ma stavolta non se la caverá.
Abbasso il polso...
E il vortice travolge il Licantropo con tutta la sua potenza, la sua bacchetta vola molti metri più in là, mentre lui viene ripetutamente colpito...
Poi il suo corpo colpisce violentemente il suolo e io faccio sparire il mio incantesimo.
Mi avvicino a lui.
Un uomo normale sarebbe almeno svenuto, ma lui è solamente bianco come un lenzuolo e il suo braccio destro è piegato in modo innaturale: deve essere rotto.
Un odio feroce è impresso nel suo sguardo mentre fissa la mia bacchetta, che gli ho puntato a pochi centimetri dalla faccia.
-Dannato...bastardo! -riesce a gorgogliare prima di sputare un rivolo di saliva e sangue sulla mia scarpa.
-Incarceramus- recito.
Dei lacci scuri lo avvolgono e lo stritolano parecchio più del necessario.
Non so come, ma il Lupo Mannaro ha ancora la forza di ridacchiare e sputare fuori: -Sei migliorato Remus...ormai sei forte come tuo padre...
Questa frase basta a farmi perdere il sangue freddo.
-Non nominare mio padre! -gli urlo contro furioso.
-Ricorda che è colpa sua se sei stato morso...
-Taci!!- gli intimo.
-Se non mi avesse offeso, ora tu saresti...
-ONUSTUM! -grido in preda alla rabbia.
Le corde iniziano a stringere il corpo del criminale ancora più forte, tanto che nemmeno Greyback resiste e inizia ad urlare di dolore, fino a che non perde i sensi.
Finalmente è finita, adesso verrà sepolto vivo ad Azkaban e passerà ciò che gli resta da vivere in quell'inferno. Un essere come lui non merita qualcosa di misericordioso come la morte.
-Wow! Il lupacchiotto alla fine ha imparato a mordere!
La voce mi fa gelare il sangue all'istante: è la conferma che non mi sbagliavo riguardo all'identità della Morte Nera.
-È parecchio che non ci si vede!
Mi volto nella direzione della voce:
una cascata di capelli neri e mossi, le labbra rosse e piene, la pelle diafana che brilla alla luce della luna; si avvicina lenta ed inesorabile come una belva feroce, probabilmente era lì da un po' di tempo ad osservarmi.
-Bellatrix.
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The Order of the Phoenix
FanfictionSecondo libro della trilogia. Fino a che ci sarà qualcuno che si opporrá al male, l'Ordine continuerà ad esistere e noi non smetteremo di combattere, e risorgeremo dalle ceneri come la Fenice (Silente)
