La punta di pietra della lancia passa a pochi metri di distanza da me e crea un cratere in mezzo alla strada.
Il Gigante che la impugna è alto nove metri, con i lunghi capelli neri e sporchi, i denti grandi come mattoni, una cintura fatta con teschi che sono terribilmente simili a crani umani, e con quelli che sembrano pantaloni di pelle tutte diverse, che appartenevano a non so quali animali.
E sta cercando di ammazzarci tutti.
Senza contare quei maledetti Mangiamorte che continuano a lanciare Anatemi.
Spero che Lily mantenga la sua promessa e rimanga a debita distanza.
-Potter!
Uno dei Mangiamorte mi piomba addosso come un enorme volatile nero e quando me lo trovo davanti riconosco immediatamente la sua faccia storta e i suoi occhi da serpe, è ancora più brutto di come me lo ricordavo.
-Dolohov! È sempre un piacere rivederti! - replico con un sorriso sornione.
Un lampo di luce viola dall'aria letale mi passa di fianco.
-Anzi no, spero di seppellire il tuo brutto muso sotto un cumulo di macerie! - dico, lanciando uno schiantesimo.
Il duello si fa subito serrato.
Evito per un soffio un lampo di luce verde, prima che delle liane avvolgano le gambe di Dolohov, che rischia di perdere l'equilibrio.
Gli scaglio contro un incantesimo di trasfigurazione che lo colpisce in pieno petto, subito seguito da uno schiantesimo lanciato da Fabian Prewett.
-E uno è sistemato- commento.
Il Gigante, con l'arrivo di Moody, sembra essere adesso in seria difficoltà.
-Gli occhi! Puntate agli occhi! - sbraita il mio capo.
Un lampo di luce verde va a colpire partito da uno dei Mangiamorte che volano intorno al Gigante va a colpire uno degli Auror.
Non mi soffermo a vedere di chi si tratta.
Ma bisogna abbattere questo mostro, che fa da barriera tra i nostri incantesimi e i Mangiamorte.
C'è un incantesimo che può colpire un Gigante nel suo punto debole e lasciarlo temporaneamente indifeso.
Mi lancio in avanti e mi metto davanti al colosso, grido: -Conjuvictus!
L'ho utilizzato una volta contro un Troll che avevo affrontato ai MAGO nell'esame di difesa e avevo avuto successo, solo che stavolta il bersaglio è molto più in alto.
Ma il ruggito del mostro non lascia spazio a dubbi: l'ho colpito e sono eccezionale.
-Bel colpo Potter! Ora buttiamolo giù! Avada Kedavra! - urla Malocchio.
Decide di luci verdi colpiscono il gigante, che traballa per qualche minuto, prima di crollare come una torre fiaccata dai proiettili di una catapulta.
Per fortuna nessuno rimane schiacciato sotto il suo corpo.
-Finalmente è crepato! - esulta Gideon.
-Maledetto bastardo- ringhia Fabian.
I Mangiamorte capiscono subito che la situazione si sta capovolgendo, e tentano la ritirata, ma la squadra di Scrimgeour e quella di Gideon hanno tagliato loro la ritirata.
Parecchi vengono abbattuti, ma un gruppo di cinque di loro riesce a fuggire.
Mi volto verso Dolohov e impreco sonoramente: è sparito.
Ma come è possibile? Perché riescono sempre a fuggire questi maledetti?
Bisogna ripulire il campo; e non sarà una cosa per niente semplice.
Lily e gli Auror più freschi si occupano dei corpi dei giganti; Crouch, opportunamente giunto in netto ritardo, sta scortando con la sua scorta i Mangiamorte che abbiamo catturato, ma tra loro nessuno ha il Marchio Nero sul braccio; gli Obliviatori continuano a correre ovunque per cancellare la memoria dei Babbani.
Non ci si può riposare.
Raggiungo una donna con i capelli lunghi, talmente ricoperta di polvere da sembrare una statua di sale.
-Il mostro...e poi le luci...la morte...
È chiaramente sotto shock, ha gli occhi spiritati e agita le braccia.
Le punto la bacchetta davanti al viso e pronuncio: -Oblivion.
I suoi occhi diventano vitrei e smette di agitarsi.
-Non c'era nessun mostro, c'è stato un terremoto e molti edifici sono crollati- dico con fermezza.
Seguo la prassi: frasi semplici e realistiche, accettabili per i Babbani.
-Un terremoto...
-Esatto- annuisco, riponendo la bacchetta sotto il mantello, poi mi volto.
-Buon Natale- esclama la donna.
-Eh? - chiedo stupefatto.
Con un schiocco appare Sturgis che sorpassa la donna, si sta guardando intorno come alla ricerca di qualcuno.
Non mi ha nemmeno notato.
-Sturgis? - lo chiamo.
Lui si accorge di me in quel momento e comincia ad agitarsi: -James! È successa una cosa! Una cosa terribile!
Mi avvicino a lui e lo prendo per le spalle: -Sturgis! Calmati! Che è successo?
Lui prende una boccata d'aria, incastona i suoi occhi felini nei miei, poi si volta verso la donna, che ci sta fissando, leggermente perplessa per il fatto che un uomo è apparso dal nulla davanti a lei.
-Oblivion- recita Sturgis puntando le addosso la bacchetta.
Gli occhi della donna diventano di nuovo provi di luce.
-Noi non siamo mai stati qui, sei stata sepolta sotto le macerie e ne sei uscita da sola- afferma l'Obliviatore.
Poi mi prende per una manica e mi trascina via.
York è una città fantasma: il silenzio, dopo che gli ultimi Mangiamorte si sono ritirati, regna sovrano; l'unica eccezione sono i nostri passi e quelli dei sopravvissuti, che camminano tra le macerie come dei sonnambuli, spesso feriti, quasi tutti ricoperti di polvere bianca.
Gli Obliviatori si stanno ritirando al suono delle sirene dei mezzi di soccorso Babbani.
A un certo punto Sturgis si ferma e comincia a respirare rumorosamente, stremato dalla corsa.
Io non ho nemmeno il fiatone, ma le capacità incredibili dei miei polmoni sono un mio tratto distintivo.
-Che succede Sturgis? - chiedo.
Il mio compagno è completamente ha diverse macchie di quella sottile polvere che ricopre ogni cosa sui vestiti, il volto imperlato di sudore e il pallore del volto ancora più accentuato dalla polvere di calce.
-Caradoc è sparito- riesce ad esalare.
-Cosa? - chiedo, mentre una mano invisibile mi stritola la bocca dello stomaco.
-Caradoc non si trova da nessuna parte, Sirius dice che quando la nebbia dei Dissennatori si è diradata...
-Nebbia dei Dissennatori? Ma di cosa stai parlando? Raccontami tutto- esigo.
Sturgis inizia a raccontare della geniale trappola tesa da Remus, quando arriva al punto nel quale è arrivato Voldemort un brivido gelido mi percorre la colonna vertebrale, per poi arrivare all'attacco dei Dissennatori poi scacciati dai Patroni di Sirius e gli altri.
-Poi non c'era più nessuno, tranne i corpi e due membri della squadra speciale...che sono stati baciati- riesce a dire.
Devo reprimere un conato.
Odio i Dissennatori quasi quanto i Mangiamorte, sono davvero creature disgustose; Silente aveva ragione, come si fa a mettere quei demoni di guardia ad una prigione? Forse nemmeno gli sgherri di Voldemort meriterebbero una sorte tanto terribile come finire in un luogo brulicante di quegli esseri.
-E Caradoc non si trova- concludo funereo.
Se è stato catturato da Voldemort non oso immaginare quale sia la sua sorte, ma è anche un uomo pieno di risorse e con capacità fuori dal comune, potrebbe essere ancora vivo.
Mi aggrappo immediatamente a quel barlume di speranza e mi rianimo.
-Andiamo Sturgis, sono sicuro che Caradoc è ancora vivo e vegeto, andiamo a cercarlo!
E mi rimetto a correre.
Mi rifiuto.
Non posso aver perso un altro compagno dell'Ordine.
Non dopo aver perso da così poco Benjy.
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The Order of the Phoenix
FanfictionSecondo libro della trilogia. Fino a che ci sarà qualcuno che si opporrá al male, l'Ordine continuerà ad esistere e noi non smetteremo di combattere, e risorgeremo dalle ceneri come la Fenice (Silente)
