Capitolo 43: Sirius

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È di un altro livello.
Il Mostro non si sta nemmeno impegnando, eppure sta mettendo in seria difficoltà me ed Andrew.
Lo squarcio che ha aperto sul muro che sono riuscito ad evitare per un pelo ha tagliato in due l'intera struttura del San Mungo.
Deve essere l'incantesimo con cui ha smembrato Benjy, e questo è il motivo per il quale non me la sono ancora data a gambe.
La rabbia.
Io devo ucciderlo o lui ucciderà me e chissà quanti altri.
-Sinceramente da voi due mi aspettavo di meglio...Crucio!
Sento Andrew gridare alla mia destra e lo vedo crollare in ginocchio.
Un errore fatale: mi ritrovo colpito in pieno stomaco da un incantesimo così potente da mandarmi a sbattere contro la parete, ripiegato su me stesso come un invertebrato.
Mi ha preso in pieno il fegato, il figlio di puttana.
-Stupeficium- pronuncia Andrew.
Lo schiantesimo, deviato, sfonda una porta alla destra di O'Connor.
-Debole- commenta il Mangiamorte.
Punta la bacchetta di Andrew:
-Sai Blackwood...c'è un incantesimo che se usato nel modo giusto, fa comprimere gli organi interni- racconta con tono distratto.
-Vediamo quanto resisti...Deprimo.
Un urlo rimbomba nel corridoio.
-Questi sono i reni...ora la vescica...lo stomaco...il fegato...sei molto resistente- commenta infine.
Andrew ha gli occhi vitrei ed è girato sulla pancia, la testa rivolta dall'altra parte rispetto al nemico.
-La maledizione cruciatus è riservata a Black...quindi con te direi che ho finito, vediamo quanto resisti se ad essere compressi sono cuore e polmoni...se resisti per più di tre minuti, ti lascerò vivere ancora per un po', ti potrei anche dare la possibilità di fuggire...
-Fottiti- replica con un filo di voce Andrew.
O'Connor ha l'aria vagamente sorpresa, che però riesce subito a trasformare in indifferenza più totale.
-Come hai detto?- domanda.
-Fottiti, o vai a fottere Voldemort se preferisci magari...
-CRUCIO! CRUCIO! LURIDO TRADITORE! CRUCIO! CRUCIO! MORIRAI NEL MODO PEGGIORE POSSIBILE!
Alzo la bacchetta mentre Andrew continua a gridare insulti ai Mangiamorte, a O'Connor e Voldemort e urlo uno schiantesimo.
O'Connor sfonda la parete e ricade all'indietro con un grido.
Come avrei voluto fulminarlo.
-Andrew? - chiedo avvicinandomi al mio compagno.
Ma lui non risponde.
E non respira.
Con un sospiro gli chiudo gli occhi socchiusi e guardo un'ultima volta l'ombra del sorriso apparso sul suo volto.
-Complimenti Black...
La voce del Mostro mi fa gelare il sangue. Lui è in piedi, con una maschera di sangue sul volto che lo rende simile ad una creatura degli Inferi.
-Come fai ad essere in piedi?- chiedo.
-Domanda interessante...hai mai sentito parlare dei Troll di Pianura della Polonia?

Fin troppo in realtà, ma preferisco tacere.
-Sai, mio nonno era uno di loro. Arthur O'Connor poi ha sposato mia madre perché era in difficoltà economiche, e quando io sono nato ho studiato a Durmstrang, con pieno status da Purosangue. La mia gente è diventata una falange del Signore Oscuro, i più spietati combattenti del suo esercito! Ma poi sono stati sterminati dalla Mano Nera, e credo che tu sappia chi ha partecipato attivamente a quelle operazioni.

Remus aveva dato la caccia a tutti i membri più pericolosi di quella tribù e ne aveva anche sistemati un buon numero insieme a Ramirez, che nel corso di uno scontro aveva anche perso una mano.
Io alzo la mano ironicamente e dico:
-Mi spiace interrompere la lezione di storia, immagino fosse una persona particolarmente sveglia visto che fa fuori spazzatura come voi, vorrei fare presente inoltre che se non fossero diventati le puttanelle di Voldemort, i tuoi amici sarebbero vivi e vegeti!

Schivo per un pelo l'anatema che uccide, e scaglio un Impedimenta.
Sento l'incantesimo andare a segno e mi lancio all'interno di una stanza per evitare il successivo Anatema, stavolta un Cruciatus.
-Colloportus- dico.
Mi sento un codardo, ma devo trovare un modo per vincere e riordinare le idee. La porta viene scossa da una scarica di incantesimi.
O'Connor ha perso il controllo di sé.
-Esci traditore!- urla.
Attraverso la stanza e spalanco le finestre. La porta sta per cedere. Mi trasformo in cane e mi infilo sotto il letto.
Sento uno schianto e il mezzo Troll entra sbuffando furibondo.
Grida di rabbia e una sfilza di insulti quando vede la finestra aperta.
-Codardo!! È scappato!
Poi si sente un rumore di fuochi d'artificio e il silenzio assoluto. Per un minuto. Due. Poi due costosi stivali di pelle nera entrano nella mia visuale. Poi un altro.
-Che succede O'Connor?- chiede una voce melliflua che mi fa irrigidire: Lucius Malfoy.
-Black è fuggito- ringhia.
-Hai fatto scappare Black?
-Allerta i tuoi uomini e stanatelo, non può essere lontano- abbaia O'Connor irritato.
-Il Signore Oscuro non sarà affatto contento.
-Tu lo sarai ancora meno se ti ritroverai senza testa, te l'assicuro.

The Order of the Phoenix  La tua prossima ossessione. Scoprilo ora