-Hanno osato molto attaccando Meadowes- dice Ramirez davanti a me.
Lo guardo e capisco quello che vuole dire: attaccare uno dei membri più potenti del Ministero è stato un azzardo, se avessero fallito, adesso Meadowes sarebbe probabilmente rinchiuso nel suo ufficio a guidare l'assalto di tutti gli Auror contro i Mangiamorte, che adesso sono invece senza una guida.
-Senza di lui gli Auror avranno un sacco di problemi, lui e Barty sono stati gli unici a capire in tempo quanto Voldemort e i suoi Mangiamorte fossero pericolosi- continua il mio ex mentore, battendo le dita della mano metallica sul tavolo di legno.
-Come ti trovi in Spagna? -chiedo.
Lui fa una smorfia e dice: -Per quanto adesso faccia una vita invidiabile, credo che presto tornerò in Inghilterra, le taglie dei Mangiamorte si alzeranno spaventosamente e io non ho nessuna intenzione di farmi superare dal mio allievo...
Sorrido ricordandomi cos'è successo subito dopo i MAGO, quando Ramirez è tornato ad Hogwarts.
Quattro anni prima:
-Finalmente abbiamo finito gli esami, non mi sembra vero- dice James, appoggiandosi al tronco dell'albero vicino al Lago Nero.
-Come se tu ti fossi ammazzato di studio- lo prende in giro Sirius.
-Mi sono presentato agli esami, e come minimo ho preso eccezionale sia in difesa che in trasfigurazione- ribatte James.
-Ceertoo, e magari anche in pozioni- dice Sirius con voce ironica.
-Chiudi il becco Padfoot- ringhia James.
Io mi sto trattenendo per non scoppiare a ridere: questi due litigano come una coppia di vecchiette.
Sto per farlo loro presente, quando uno squittio di Peter mi porta a girarmi per vedere il perché di quel verso, che di solito esprime sorpresa, tensione o paura.
E mi trovo davanti Alvaro Ramirez, il nostro ex insegnante di difesa contro le arti oscure.
-Professore! -dico.
-Salve ragazzi, tutto bene? -chiede lui, mentre James e Sirius smettono di beccarsi e salutano con entusiasmo: Ramirez è senza dubbio stato l'insegnante più amato di Hogwarts da noi Malandrini, e non solo perché ci ha salvato da Fernir Greyback.
-Tutto bene grazie e lei? -chiede James, che poi nota un luccichio argentato; anche io l'ho visto: proviene dalla mano di Ramirez, che sembra fatta di metallo.
-Professore, la sua...-inizia Sirius.
-Niente di grave tranquilli, un piccolo incidente del mestiere- dice lui come se stesse parlando di una macchia di inchiostro su una pergamena.
-Cosa le è successo? -chiedo.
Ramirez è molto forte, quale nemico può essere così forte da avergli sacrificato la sua mano sinistra?
-Uno scontro con un criminale, tale Smith, ci ho rimesso la mano, ma credo di avergli tagliato la faccia con un fendente della mia fedele spada, e sicuramente gli ho cavato un occhio- dice Ramirez, come se stesse parlando di una partita di Quiddich.
-Perché è tornato ad Hogwarts, signore? Torna ad insegnare difesa? -chiede Peter.
-No, sono venuto a parlare con Remus- dice Ramirez.
-Con me? -chiedo sorpreso.
-Si, magari in privato? -propone Ramirez.
-Per me va bene.
-Ve lo rubo per cinque minuti, poi andiamo a Hogwmade e offro da bere a tutti- dice il cacciatore di taglie.
-Grande professore! -esulta James.
-Di cosa voleva parlarmi? -chiedo.
Ci siamo allontani di circa cinquanta metri dai miei amici.
-È molto semplice: voglio offrirti un posto nella mia associazione di cacciatori di taglie- annuncia Ramirez.
La proposta mi prende totalmente in contropiede: mi aspettavo qualsiasi cosa, ma di certo non questo.
-La paga è buona, potrai tenere l'ottanta per cento delle taglie dei criminali che catturerai e otterrai uno stipendio dall'associazione, l'abbiamo fondata io e alcuni cacciatori di taglie miei amici- continua lui.
-Ma...perché io? -chiedo.
Lui mi guarda e dice: -Sarò molto franco: tu sai com'è il mondo là fuori, i Licantropi e gli altri semi-umani sono sempre discriminati, è difficile trovare un lavoro per quelli come te, e nella nostra associazione non si fanno distinzioni di sorta: abbiamo un mezzo Gigante, tre Vampiri e un numero incredibile di Lupi Mannari nelle nostre fila.
Io ascolto, ho già deciso quale sarà la mia risposta: un lavoro assicurato subito dopo Hogwarts, potrò comprare una casa, conoscere altri della mia stessa condizione e dare la caccia a colui che ha ha ucciso mio padre e mi ha reso un Licantropo: quel bastardo di Greyback.
Ramirez intuisce quello che sto pensando, e promette: -Greyback sarà tuo, se lo troveremo. Se ci vuoi pensare, puoi...
-Non ho bisogno di pensarci- lo interrompo deciso.
Lo guardo negli occhi e dico: -Accetto.
A questo sto pensando in questa fredda mattina di novembre, mentre fuori da questa casa nel centro di Londra appartenente all'associazione, Voldemort continua a restare nell'ombra, corrompendo, facendo sparire e uccidendo coloro che provano ad opporsi a lui, gli Auror e il Ministero sono nel panico, persino i Babbani non sono al sicuro e l'associazione può solo dare la caccia agli invisibili Mangiamorte, inafferrabili come il fumo...
La porta sbatte rumorosamente ed entra un ragazzo di diciotto anni, occhi neri incastonati nel viso color ebano, le labbra sporgenti e un accenno di barba: è un novello, vale a dire un cacciatore di taglie appena entrato nel l'associazione, credo si chiami Samuel.
-Signor Ramirez! Oh, salve signor Lupin, mi dispiace interrorpervi, ma è urgente! -dice trafelato.
-Riprendi fiato Samuel, cosa devi dirci? -chiede Ramirez con voce tranquilla.
-Abbiamo trovato...uno dei Mangiamorte...i nostri informatori...si tratta di Smith, signore, ma ce ne sono molti altri...forse sei o sette e c'è anche una voce, che potrebbe essere però infondata...
-Quale voce? -chiedo.
-Voi sapete chi...
-Voldemort?! Dove si trova!? -urlo, buttando giù la sedia, mentre Samuel spalanca gli occhi a dismisura.
-Appena fuori Londra...il posto è la Villa dei Serpenti...
Ramirez scatta in piedi a sua volta è ordina: -Chiama il Ministero! Chiedi di Crouch e digli che ci servono tutti gli Auror e gli uomini che ha a disposizione! Tutti chiaro?!
-Si, signore...
-Poi chiama l'adunata per l'associazione! I Mangiamorte sono molto forti, ma hanno taglie altissime, se ne prendiamo anche solo uno, sarà un successo! Andiamo Remus!
Neanche un'ora dopo siamo appostati intorno al parco di una gigantesca villa: l'antica dimora dei Blackwell.
Siamo venti cacciatori di taglie, compresi me e Ramirez, la squadra di Auror di Moody, quella di Rufus Scrimgeour e quella di uomo con i capelli rossi tenuti legati in una coda che credo si chiami Vilanova, o qualcosa del genere, nella sua squadra ci sono Fennick, ex cacciatore della squadra di Grifondoro e Selwin, ex Caposcuola di Corvonero.
-Questa villa emana un'energia potente e sinistra- dice un uomo dai tratti indiani di nome Achal, che porta ai fianchi due scimitarre.
Molti cacciatori di taglie non disdegnano le armi non magiche come le spade o i coltelli, abbiamo un vero arsenale in ogni casa che appartiene all'associazione.
Delle ombre si avvicinano furtive, da dietro i muri, veloci e silenziosi come le ombre in cui si nascondono: i Pedinatori, i segugi del Ministero della Magia.
Si avvicinano a noi e poi uno di loro, che ha i capelli argentati e brizzolati che brillano alla luce della luna, si rivolge a Ramirez: -C'è un potente incantesimo insonorizzate, ma posso dire con assoluta certezza che ci sono sette persone all'interno, e una di loro Dolohov, che ha una taglia di mille galeoni sulla testa.
Molti cacciatori di taglie sogghignano a queste parole.
-Andate pure ad avvisare gli Auror- dice Ramirez.
E i Pedinatori, dopo un secco cenno di saluto, si dirigono verso la squadra di Scrimgeour.
-Il nostro obbiettivo primario è la cattura di Antonin Dolohov, vivo o morto non fa alcuna differenza- spiega Ramirez con voce tranquilla.
-Buona fortuna a tutti voi- dice poi.
Tutti rispondono con un cenno del capo o con veloci sussurri.
Poi arriva il segnale: delle scintille rosse vengono sparate in cielo, subito estraggo la bacchetta e la punto sui robusti cancelli della villa:
-Bombarda! -ringhio insieme ad altri cinque cacciatori di taglie.
E con un incredibile esplosione il cancello esce dai cardini e cade: ha inizio l'assalto.
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The Order of the Phoenix
Fan-FictionSecondo libro della trilogia. Fino a che ci sarà qualcuno che si opporrá al male, l'Ordine continuerà ad esistere e noi non smetteremo di combattere, e risorgeremo dalle ceneri come la Fenice (Silente)
