Laddove accadono enormi disastri naturali,
con spargimento gratuito di sangue e sofferenza,
dio si rivela inconfondibilmente
in tutta la sua solida inesistenza.
(Giovanni Soriano)
C'è qualcosa che non va, lo sento. Lo so. Lo vedo.
Il mio pensiero va subito a Elena e a mia sorella.
Che cosa diamine é successo in questo posto? Nella mia casa? Nella nostra casa?
Sento le braccia di Damon cercare di trattenermi, ma mi divincolo.
Corro verso il punto in cui si é radunata la gente.
Stanno guardando un uomo anziano, per terra.
Dal sangue che fuoriesce dalla sua testa e dalle ferite sul corpo, deduco che si sia buttato dal nostro grattacielo.
I suoi occhi sono sbarrati.
Fissi, persi in un cielo che non potrà più vedere.
Non sto a guardare il suo cadavere troppo a lungo.
La compassione mi spinge a inginocchiarmi per chiudergli gli occhi, ma la sete di sangue mi vorrebbe trascinare verso di lui per leccare tutto il sangue che ha perso.
Mi volto lontano da lì, lontano da lui, disgustato da me stesso.
Non mi accorgo neppure della presenza di Damon alle mie spalle.
«É normale. Non devi sentirti in colpa.» mi dice.
«Il mio amico é scomparso, questo povero uomo è morto, eppure il sangue sembra sempre essere al primo posto per me.»
Elijah mi guarda con quel suo sguardo superiormente saggio.
«Se sei venuto fin qui, non é stato per l'odore di sangue, Stefan. É perché avevi paura che quel cadavere fosse di Elena.»
Le sue parole riescono a farmi stare meglio.
Insieme a loro, salgo a casa.
Elena e Bonnie stanno abbracciando Caroline, in preda ai singhiozzi.
Lexi le guarda, compassionevole.
Quando entriamo, é proprio Lexi a chiederci se abbiamo scoperto qualcosa di utile.
«Sappiamo che Elisoeur non esiste né qui, né da nessun'altra parte. E la gente che abbiamo soggiogato non ci ha detto nulla di rilevante.» esclama Elijah.
Elena e Bonnie sono chiaramente deluse mentre Caroline non riesce a esprimere nessuna emozione che non sia dolore.
«Ci sono delle novità?» chiedo, temendo che anche loro abbiano avuto poca fortuna come noi.
«É arrivato questo biglietto.» Lexi ce lo mostra.
Damon scoppia a ridere amaramente.
«Andiamo, già da questo avrei detto che era una donna! Troppo melodrammatica.»
Bonnie lo incenerisce con lo sguardo.
«Entro il tramonto di domani lo ritroveremo.»
Caroline smette di singhiozzare.
«C'è un modo. Il posto in cui si trova Klaus é protetto da un muro magico che non consente alla magia di entrare, ma le permette di uscire. Potremmo appellare il suo anello, quello che lo protegge dalla luce diurna. E poi Bonnie può scoprire da che luogo proviene.»
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You Have Me
RomanceOgni viaggio é una vita. Una vita a se stante, sempre diversa dalle altre, mai uguale a quella che l'ha preceduta. Questo viaggio ci ha portati qui, nella Grande Mela, popolata da giovani pieni di speranza, speranza in una rinascita dopo la Gran...
