La casa di Simon era piuttosto grande ed era a dir poco piena di gente. Pessima notizia per una che, come me, odiava la confusione, ma in fondo dovevo aspettarmelo da un festaiolo come lui. La musica si sentiva fin dal vialetto esterno... sarebbe stato difficile anche solo parlare con gli amici.
Forza Sarah, fallo per Abel mi ripetei mentre uno sconosciuto mi apriva la porta come se fosse casa sua. Andai a salutare Simon e le poche persone che conoscevo per poi farmi strada insieme ad Abel fino a trovare Chris. Azaly non era con lui.
«Sarah! Wow, sei stupenda». Mi guardò da capo a piedi, procurandomi un certo disagio che stonava con la sensazione che mi aveva dato il complimento di Abel.
«Ehm, grazie. Azaly non è venuta?» mi preoccupai.
«E' in giardino, non sopportava questa confusione». Come darle torto? «Abel, puoi raggiungerla lì. A dopo».
Rimase in silenzio a fissarlo in attesa di una risposta. Era una mia impressione o lo stava cacciando?
«Sarah, quando pensi che andrete via?» mi fece Abel, senza curarsi del suo atteggiamento. «Farò in modo di tornare in tempo».
«Non preoccuparti, torneremo a casa insieme» ci interruppe Chris, «tu resta con Azaly, a lei ho già detto che ci vedremo a casa. Alle feste non è facile stabilire un orario di ritorno».
Ok, adesso stava decisamente esagerando. Avevo il diritto di decidere da sola con chi tornare a casa. Non avevo affatto voglia di fare il tragitto da sola con Chris, e così ne ero costretta, perché i nostri amici abitavano tutti nella direzione opposta. ...Solo che aveva ragione sul problema dell'orario.
Feci un respiro per calmarmi. «Ha ragione Chris. E' la cosa migliore» ammisi.
Faticai a sorridere mentre lasciavo andare via Abel da solo, soprattutto perché vedevo che era preoccupato per me.
Non appena se ne andò, nonostante fossi con decine di persone, mi sentii improvvisamente sola... anche se Chris non mi lasciò nemmeno per cinque minuti, anche se gli amici di Simon si rivelarono tutti socievoli e simpatici... mi mancava Abel.
*
La tanto attesa mezzanotte arrivò con una lentezza snervante. Solo allora festeggiammo quella che Simon aveva chiamato "la Vigilia della Vigilia", e dopo un'altra mezz'ora la casa iniziò finalmente a svuotarsi. Come avevamo deciso – o meglio, come aveva deciso Chris – lui ed io tornammo a casa insieme, inevitabilmente soli.
Non mi piaceva l'idea di restare sola con lui dopo tutti quei precedenti. La prima casa a cui saremmo arrivati era la sua e io ero combattuta tra il desiderio di salutarlo e la paura di girare da sola a quell'ora della notte.
«Sai una cosa, Sarah?» mi distrasse mentre arrivavamo davanti al suo portone. Stava calciando nervosamente i sassolini a malapena illuminati dai lampioni. «Oggi sono stato davvero bene. Avevo bisogno di passare un po' di tempo con te, ultimamente stiamo insieme così poco...».
Ecco. Ora non ero più indecisa su cosa fare, preferivo di gran lunga proseguire da sola piuttosto che andare avanti con questo tipo di discorsi. Risposi alla sua frase con un sorriso di circostanza e provai a salutarlo, ma era inutile sperare che mi lasciasse andare.
«Aspetta! Non puoi andare da sola a quest'ora, ti accompagno». Era così buio che quasi non vedevo i tratti sul suo viso.
«No! Non serve, ci vogliono meno di dieci minuti per arrivare».
«Ma è tardi, è pericoloso».
«So badare a me stessa. E poi Azaly ti starà aspettando, non lasciarla da sola più del necessario».
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My Own Angel
FantasyLa giovane Sarah, rimasta sola al mondo ad appena 18 anni, vede materializzarsi davanti ai suoi occhi un ragazzo dalle ali piumate e lo sguardo dolce che si presenta come suo angelo, nato per starle accanto fino a che lei ne avrà bisogno. Dopo qualc...
