Il mattino dopo, Abel non venne a scuola con me. Mi disse che ancora non se la sentiva di rivedere Azaly e che di sicuro la sua presenza li avrebbe portati soltanto a discutere. Così andai da sola, con il cuore a mille dall'ansia durante tutto il tragitto, fino a che non iniziai le lezioni.
Alla fine nemmeno Azaly e Chris si erano presentati. Avrei dovuto immaginarlo, Chris doveva aver convinto il suo angelo a lasciargli saltare la scuola per restarle accanto, a differenza di me che avevo ceduto all'insistenza di Abel.
In ogni caso, lui ed io avevamo lasciato un importante discorso a metà, e quando finalmente arrivò il pomeriggio, sbrigai i compiti il più in fretta possibile per poi chiedergli di riprendere la nostra conversazione.
Per parlare con tranquillità uscimmo in giardino e ci sedemmo sotto l'albero più grande, forse fin troppo vicini. Abel era un po' rosso in volto, ma sembrava sereno.
«Da dove devo partire?» mi chiese con un mezzo sorriso.
«Non saprei. Vediamo...». Non sarei mai riuscita a porgli una simile domanda, se non fossi stata estremamente curiosa. «Quand'è che ti sei accorto di provare, ehm...». Non riuscii ad andare avanti.
«Di provare qualcosa per te?» proseguì al mio posto, sorridendo del mio comportamento impacciato.
«Sì...».
Lo guardai di sottecchi, trovando il suo sguardo perso nel vuoto. «Il mio primo ricordo è un sentimento molto simile alla gelosia. E' stato quando ti sei riappacificata con Chris e vi siete abbracciati, ricordi?».
«Già da allora?» mi sorpresi. Si trattava di almeno tre mesi prima...
«Credo di sì. L'immagine del vostro abbraccio ha continuato a ronzarmi fastidiosamente nella mente per ore, e a quel punto ho iniziato a preoccuparmi. Infatti, anche se forse non lo ricordi, il giorno dopo ero un po' inquieto».
In effetti ricordavo di averci fatto caso, ma non avrei mai potuto immaginare nulla del genere...
«E' andata avanti così per un po' e alla fine mi sono dovuto arrendere all'idea di essere un po', ehm... a quei tempi credevo di essere possessivo nei tuoi confronti. Ho accettato l'idea di considerarti un po' più di una semplice protetta e ho deciso di godermi i bei momenti insieme, che improvvisamente avevano acquistato più valore».
«Ed è stato sempre così?» chiesi con vana speranza.
«No». Quel suo sorriso triste rivolto al vuoto mi faceva star male. «Ciò che provavo per te diventava sempre più forte e ben presto ho capito in che direzione stavano convergendo i miei sentimenti. La mia prima preoccupazione è stata di non riuscire a svolgere il mio dovere di angelo, perciò sono andato di proposito contro i miei interessi per impedirmi di condizionarti. Questo lo ricorderai, è stato quando ti ho proposto di dichiararti a David».
Sussultai. Era per questo che aveva insistito tanto? In effetti quel giorno avevo avuto l'impressione che qualcosa in lui non andasse, ma poi l'avevo attribuita al rischio di doversene andare e non me n'ero più preoccupata. Credevo di essere io, in quel periodo, quella più legata all'altro.
«Non mi sono resa conto di nulla, che stupida...» realizzai con rabbia.
I miei primi sospetti erano arrivati molto dopo, in quel pomeriggio in giardino in cui ebbi l'impressione che stavamo per baciarci. Entrambi. No, era meglio ricacciare subito quel pensiero indietro: palarne ora avrebbe fatto solo danni.
«Non potevi» mi giustificò, come sempre. Eppure ero arrabbiata e delusa da me stessa per averlo lasciato solo ad affrontare tutto questo. «Ti avevo detto che il problema stava nei sentimenti che potevano nascere tra noi in futuro, perciò era normale che tu avessi escluso la verità».
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My Own Angel
FantasíaLa giovane Sarah, rimasta sola al mondo ad appena 18 anni, vede materializzarsi davanti ai suoi occhi un ragazzo dalle ali piumate e lo sguardo dolce che si presenta come suo angelo, nato per starle accanto fino a che lei ne avrà bisogno. Dopo qualc...
