Il mattino della Vigilia ci svegliammo entrambi tardi. Grazie alla lunga dormita, il mio angelo si era completamente ripreso dalla trasformazione, così a metà mattinata uscimmo per comprare gli ingredienti per il cenone di Natale. Ormai conoscevo i gusti di Abel: amava i contrasti e i sapori forti - quelli delicati non riusciva ancora a percepirli - perciò avevo deciso di basare il pasto su quelle caratteristiche.
Trovammo il supermercato pieno di ogni tipo di addobbo e leccornia. Perfino gli scaffali erano addobbati, mentre gli altoparlanti trasmettevano una musichetta di Natale che rallegrava gli acquirenti, che perlopiù giravano in coppia o in famiglia.
Già... Per tradizione, la Vigilia si festeggiava con i propri familiari. Per quanto mi riguardava, Abel ormai era la mia famiglia, ma guardando quelle coppiette entusiaste realizzai per la prima volta che sarebbe stato più giusto lasciare che il mio angelo stesse con la sua fidanzata.
Mi fermai di punto i n bianco in mezzo al corridoio. Volevo fare la cosa più giusta per lui, anche se mi costava molto.
«Abel» iniziai, sperando egoisticamente in una risposta negativa. «Stavo pensando che di solito il Natale si passa in famiglia o con la persona che si ama, perciò... forse dovresti passarlo con Azaly».
L'attesa mi sembrò molto più lunga di quanto non fosse. «Scherzi? È una festa umana, a noi non importa nulla di festeggiarla. E anche se fosse, non ho alcuna intenzione di lasciarti da sola».
Il suo sguardo sembrava quasi rimproverarmi per aver pensato il contrario. «Ne sei sicuro? Potremmo cenare comunque insieme, perciò...».
«Più che sicuro» troncò la discussione.
Tornò a guardare gli scaffali, facendomi sentire sollevata e anche un po' sciocca per aver temuto che accettasse di lasciarmi sola. Abel aveva tenuto fede alla sua promessa: continuava a mettermi sempre al primo posto nonostante la sua bellissima fidanzata. Ero davvero fortunata ad averlo accanto a me.
*
La fermata dell'autobus che ci avrebbe riportati a casa era a qualche centinaio di metri dal grande supermercato, su una stradina piena di negozi nei quali i più ritardatari si affrettavano a concludere gli ultimi regali di Natale. Mentre camminavo tra quelle vetrine con il mio angelo, pensai che anche se avevo evitato qualunque decorazione in casa per rispetto al lutto di mio padre, c'era una cosa che avrei voluto procurarmi: un regalo che Abel potesse scartare quella sera come da tradizione. Il problema era che lui non aveva mai desideri, senza contare che mi sarebbe servita una certa dose di effetto sorpresa praticamente impossibile da ottenere, quando l'interessato è sempre al tuo fianco. E la Vigilia ormai era arrivata.
«Sarah. Hai detto che il Natale si passa in famiglia o con la persona che si ama, giusto?» mi distrasse all'improvviso. Aveva l'aria così assorta che temetti che avesse cambiato idea. «Allora perché non chiedi a David di stare con te?».
Per un attimo immaginai la scena, con tutte le conseguenze che una proposta del genere avrebbe comportato. «Ma che dici? Non posso chiedergli una cosa simile, non c'è questo rapporto tra di noi! Se glielo dicessi capirebbe tutto, e poi un ragazzo come lui sarà sicuramente impegnato con molte altre persone». Magari altre ragazze.
Se non mi lasciai prendere dalla gelosia fu solo perché mi accorsi improvvisamente che tutti i passanti mi stavano guardando. Non ne compresi subito la causa, almeno fino a che non incrociai con lo sguardo la vetrina a specchio accanto a me, nella quale vidi come apparivo in quel momento: Abel non veniva riflesso, e agli occhi degli altri stavo gesticolando nervosamente e parlando a voce alta da sola senza motivo. Ovvio che mi guardavano tutti.
«Sarah?».
Mi girai a guardarlo, ben attenta a non dare più nell'occhio. Abel sembrava preoccupato, si era accorto del motivo per cui mi ero fermata?
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My Own Angel
FantasíaLa giovane Sarah, rimasta sola al mondo ad appena 18 anni, vede materializzarsi davanti ai suoi occhi un ragazzo dalle ali piumate e lo sguardo dolce che si presenta come suo angelo, nato per starle accanto fino a che lei ne avrà bisogno. Dopo qualc...
