Abel accettò la mia decisione di ascoltare Azaly con riluttanza. Uscì di casa con aria preoccupata, mentre lei stava già andando a sedersi sul letto, indicandomi di raggiungerla.
Mi avvicinai con un certo disagio. Azaly era forse la ragazza più bella che avessi mai incontrato, con quel suo fisico perfetto e quei lineamenti delicati... come poteva anche solo sospettare che Abel preferisse un'altra a lei? Eppure sentivo che era realmente preoccupata, non si trattava di semplice gelosia.
«Perdonami se ti sto sottoponendo a questo stress, Sarah. Devi credermi, vorrei poterlo evitare, ma ho bisogno di conferme anche da parte tua». Mostrava un finto sorriso che stonava con gli occhi ormai lucidi.
«Non scusarti, è normale preoccuparsi per il ragazzo che si ama» cercai di confortarla, «Però posso assicurarti che ti sbagli, tra Abel e me non c'è nulla».
«So che tra voi non c'è una relazione. Non è questo che mi preoccupa, al momento. Vorrei solo sapere cosa senti per lui».
Mi guardava con risolutezza nonostante fosse più tesa che mai. Per risponderle in maniera esaustiva avrei potuto impiegare più di un'ora... era meglio semplificare per rassicurarla, tanto non sarebbe cambiato nulla. Feci un bel respiro per restare il più lucida possibile: Azaly era così empatica che probabilmente avrebbe sgamato subito una bugia, perciò dovevo scegliere le parole con cura.
«E' la persona più importante che ho, il mio confidente e il mio più caro amico. Ma non provo amore per lui, te lo giuro. E per quanto riguarda Abel, ti assicuro che sta mettendo tutto se stesso nel suo ruolo di angelo. Quello che mi hai visto fare alla Vigilia è dovuto proprio a questo, non potevo lasciarlo da solo dopo tutto ciò che ha fatto per me».
Restò a fissarmi in silenzio. Sembrava che riuscisse a leggermi nell'animo attraverso quegli occhi preoccupati, ma io restai concentrata e mi impegnai a non abbassare lo sguardo fino alla fine. Abel la amava, Azaly non aveva nulla di cui preoccuparsi per la loro storia e dovevo farglielo capire per il bene suo e del mio angelo.
«Va bene, ti credo» si convinse dopo un lungo silenzio.
Il suo lieve sorriso mi fece tirare un sospiro di sollievo. Se Azaly avesse indagato più a fondo, probabilmente, avrebbe trovato in me un attaccamento eccessivo nei confronti del mio angelo, ma questo non significava nulla. In ogni caso, ormai la questione era chiusa e a quel punto tanto valeva approfittare della situazione e chiederle notizie di Chris.
Azaly si aspettava la mia domanda e la sua risposta mi sembrò sincera. Come temevo, Chris non stava affatto bene, ma il suo angelo mi confermò che sapeva già di non essere ricambiato che ora gli importava solo di non perdere la nostra amicizia. Cercai di tranquillizzarla parlandole della giornata di studio che volevo organizzare con gli amici, e così, qualche minuto più tardi, lei se ne andò via con un pacato sorriso sulle labbra sicuramente più sincero di prima.
Non appena si fu allontanata, io uscii in giardino, dove trovai Abel sdraiato sul prato ancora bagnato dalla brina notturna. Sembrava perfino più teso di lei... non mi notò fino a che non gli fui praticamente davanti.
«Azaly è andata via?» mi chiese con voce atona.
«Sì, non l'hai vista uscire?».
«No. Ero assorto nei miei pensieri».
Sembrava provare tanta nostalgia, tristezza e soprattutto rabbia. Si alzò e rientrò in casa senza una parola, iniziando a camminare su e giù per il salone per scaricare il nervosismo. Riuscì a calmarsi un pochino solo quando notò che stavo tremando di freddo, perché ero uscita in giardino senza coprirmi abbastanza. Si fermò con un sospiro e poi, sempre in silenzio, prese la coperta sul divano e me la strinse addosso per scaldarmi.
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My Own Angel
FantasyLa giovane Sarah, rimasta sola al mondo ad appena 18 anni, vede materializzarsi davanti ai suoi occhi un ragazzo dalle ali piumate e lo sguardo dolce che si presenta come suo angelo, nato per starle accanto fino a che lei ne avrà bisogno. Dopo qualc...
