(Ve lo ricorderò all'inizio di ogni capitolo. La storia non è raccontata in ordine cronologico, ci sono molti flashback e salti nel tempo, per cui vi consiglio di tenere a mente il numero che contrassegna il capitolo. I numeri scritti in lettere fanno parte del passato, le cifre del presente. E' complicato, I know)
present
"Le faccio le mie scuse, signora Smith, ma devo cancellare l'appuntamento di oggi. Si, un imprevisto. Per lunedì alla stessa ora andrebbe bene? Okay, perfetto. Grazie mille e scusi ancora..."
La signorina Richardson si scolla il cellulare dall'orecchio dopo una buona quindicina di minuti. Appoggia l'aggeggio fumante sulla scrivania e scarabocchia qualcosa sulla sua solita agenda.
Nonostante le avessi detto che non era necessario, ha voluto chiamare ogni singolo paziente della giornata per annullare il loro appuntamento e tenersi libera per me. L'ennesima cosa di cui dovrei esserle grato ma che non fa altro che irritarmi.
Cerco comunque di suonare gentile. "Non volevo rovinare i suoi piani per la giornata, signorina Richardson. Accumulerà un sacco di lavoro."
Siamo tornati a sederci sulle poltroncine, e la distanza che la scrivania assicura tra noi è un grande sollievo per me.
La signorina Richardson sorseggia dalla sua tazzina il caffè che si era preparata prima di iniziare con le chiamate, ormai freddo. "Se ti lasciassi andare a casa adesso, la prossima settimana non verresti. Mi eviteresti ancora più di prima."
Non provo più a convincerla. Ha totalmente ragione.
Lei finisce di bere con calma, poi mette da parte cucchiaino e bicchiere su una delle tante mensole. Si infila una mentina in bocca e appoggia i gomiti sulla scrivania, incrociando le dita.
"Sembra una storia lunga." dice dopo un po'.
L'amarezza mi fa sorridere.
"Veramente non lo è."
Guardo in basso mentre lo dico. Se la signorina Richardson mi guardasse in faccia capirebbe quanto vorrei disperatamente che ci avesse visto giusto.
Magari, avrebbero risposto i miei occhi. Magari.
"Ne hai già parlato con amici o parenti? Qualcuno ne è al corrente?"
La signorina Richardson apre un cassetto e ne tira fuori il solito raccoglitore. Lo apre, stando attenta a non fare slittare via nessuno dei tanti fogli che straripano tra quelli ben allineati. Ne prende uno bianco, ci scrive la data di oggi, il mio nome e lo sottolinea con l'evidenziatore.
Questo sua preparazione, evidentemente diventata automatica, mi agita. Davvero voglio raccontarle di Jimin?
"No, lei ne ha l'esclusiva assoluta."
Tira fuori una penna stilografica dall'apposito astuccio e la posiziona sulla carta. I suoi occhi luminosi mi guardano, in trepida attesa che io mi esponga. Persino la sua postura irrequieta sulla sedia mostra quanto lei sia sulle spine.
"E allora?" mi fa, la sua voce tornata alle solite note squillanti.
Deglutisco saliva che non ho in bocca e impongo alla mia faccia di rimanere impassibile, calcificata.
Mi dico che dopo starò meglio. Che mi sentirò la testa e il cuore leggero.
Non le dirò il suo nome. Non le dirò dove ci siamo incontrati.
Non le dirò molte cose e ne camufferò altre.
Nel momento in cui apro bocca e inizio a parlare mi accorgo di quanti siano gli attimi che, geloso, voglio tenermi per me. E di quanto siano quelli meglio scolpiti nella mia mente.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
