(present)
Per il momento in cui esco dall'edificio il sole insistente del primo pomeriggio mi batte sulla testa, evidenziando inesorabilmente le scie bagnate che mi sezionano il viso.
Sono la prima cosa che Taehyung nota. Salta in piedi, abbandonando la panchina in cui è rimasto seduto qui fuori per tutto questo tempo.
Passo oltre il mio migliore amico, come se non lo avessi visto.
"Non seguirmi."
La sua morsa sul mio avambraccio è troppo gentile per frenarmi. "Yoongi," mi chiama.
"Tae, te lo chiedo per favore."
Capisco che non voglia lasciarmi solo in un momento come questo, che non possa lasciarmi solo in generale, ma ora come ora non me ne può fregare di meno.
Taehyung riesce a farmi voltare con la forza, il suo viso bambino serio vicino al mio. Con i suoi occhioni nocciola naviga nei miei, lucidi di lacrime come non li ha mai visti, e automaticamente allenta la presa.
Il suo timbro di voce profondo viene fuori insicuro, preceduto da un sospiro. "Non fare niente di strano, d'accordo?"
Sappiamo bene entrambi cosa intenda con strano. Strano è l'esatto motivo per cui lo psichiatra mi ha posto la condizione irremovibile di farmi accompagnare per tornare a Nessunposto. Taehyung mi fa sentire così indifeso e conosciuto che se non sapessi che fraintenderebbe abbasserei lo sguardo.
"Ci rivediamo in albergo."
Annuisce con il capo e si porta le mani lungo i fianchi.
Mi guarda andare via e addentrarmi nella città che lui non conosce.
E' solo grazie al fatto che Nessunposto è davvero grande quanto un pugno che riesco a trovare la strada per il tunnel pedonale. Quel buco di nero poco frequentato è esattamente come me lo ricordavo, con le due estremità soleggiate che paiono un qualche paradiso irraggiungibile.
Ritrovo la cunetta che Jimin mi aveva mostrato, quello spazietto in cui lui mi aveva confessato di andare a rifugiarsi quando il mondo gli sembrava troppo stretto per poterci contenere tutti quanti assieme.
Mi ci rimpicciolisco, metto la testa tra le ginocchia ossute.
Sarà perché tutta questa assenza di colori e forme definite mi permette di concentrare la mia sensibilità su qualcosa che non sia la vista, ma fatto sta che con le orecchie così vicine ai miei piedi riesco a sentire l'impercettibile ticchettio delle lacrime schiantarsi contro l'asfalto.
Appena l'estate scorsa qui due ragazzi correvano, correvano, correvano.
Correvano anche se non avevano più fiato, urlando una parola o due ogni tanto, le loro gole in fiamme.
Correvano avanti e indietro per il tunnel senza mai raggiungere la luce.
Correvano e due ciclisti gli sfrecciarono di fianco facendo un pelo ad uno dei due, le imprecazioni nei suoi confronti che si univano alle loro.
Un singhiozzo mi scappa dalle labbra.
Con una mano artigliata alla frangia, inizio a urlare.
Non avendo niente da fare se non aspettarmi, Tae cerca il cimitero di Nessunposto.
A quanto pare gli hanno detto che lì è seppellito Jimin quando lui ha provato a storcere qualche informazione alle persone del luogo. Gli hanno anche detto che il signor Park è venuto dalla città per stare con la signora Park.
Ovviamente non ha avuto neanche il tempo di mettermi al corrente di tutto ciò. Sono solo cose che più avanti, quando tutta questa storia farà meno male, verranno fuori naturalmente durante le nostre conversazioni. Se mi avesse chiesto adesso di visitare un cimitero sarebbe stato troppo, troppo per me.
Eppure Taehyung cammina in silenzio tra le lapidi dopo aver varcato la cancellata stretta tra due muretti. L'erba alta gli arriva ai polpacci, il sole gli bacia i lisci capelli castani.
La sua ricerca non dura tanto.
Quando il mio amico rientra in albergo mi trova già nella nostra camera, la cosa più decente che potessimo trovare senza abusare dei nostri scarsi risparmi.
Le molle del mio letto cigolano quando si siede alle mie spalle, sicuro di trovarmi sveglio nonostante io sia sdraiato su un fianco.
Un rumore come di plastica segue i suoi movimenti mentre mi scrolla per la spalla.
"Yoongi, hai bisogno di mangiare. Non hai messo niente nello stomaco da ieri sera."
Perfino a Taehyung scappa un gemito di sorpresa quando mi giro verso di lui per abbracciarlo d'impeto. Ricambia subito la mia stretta, avvolgendomi la schiena con le braccia, cullandomi. Mi passa una mano tra i capelli, pieno d'affetto. "Non pensi che sia ora di cambiare tinta?"
Annuisco contro la sua spalla, felice per una sola volta di quanto il mio amico sia fisicamente più materico di me. Non che ci voglia tanto.
Il nostro abbraccio viene sciolto, quel poco di spesa fatta viene riposta in parte nel mini-frigo disponibile.
Più esausti che mai dopo un viaggio del genere, io e Taehyung piombiamo nei nostri letti, le luci già spente. Ci siamo dimenticati gli scuri aperti ma nessuno dei due si scomoderà.
La cosa divertente è che, per quanto siamo stanchi, non riusciamo a dormire subito.
Ci limitiamo a guardare ognuno la propria porzione di soffitto, gli occhi aperti sul vuoto. Solo i grilli ci suonano qualcosa.
"Tae"
"Si?"
Lo sento aggiustarsi il lenzuolo, probabilmente rimasto attorcigliato alle sole gambe come suo solito, una cosa che odia.
Ho bisogno di confessare, di rendere partecipe qualcuno prima di dover iniziare a dimenticare sul serio. Qualcun altro deve sapere.
"Hai presente quando ti ho raccontato della scommessa? Quella per cui se Jimin si tuffava io sarei dovuto rimanere una settimana in più?"
"Si."
"Noi, ecco, prima..." Mi scappa una risatina nervosa. "Cavolo, è imbarazzante da dire. Noi-"
"E' scattato il bacio."
Mi volto verso il mio migliore amico nonostante con questo buio non possa vederlo, stupito.
"Già."
Sono sicuro che in questo momento l'idiota patentato ha un sorriso a trentadue denti stampato in faccia. "E tu che mi avevi detto che non c'era stato niente. Te lo si leggeva in quella faccia da ebete che non era così."
Dal verso soffocato che sento il mio cuscino è giusto atterrato sulla faccia del mio migliore amico.
"Ma taci."
Taehyung ride apertamente, senza curarsi dell'orario.
Con il passare dei minuti il buio della stanza d'albergo assorbe le nostre voci, portandosele via. Il mio compagno di avventure si addormenta prima che io trovi il coraggio di dirgli quanto sono grato per la sua presenza.
Ancora una volta, Dio, sia lodato Kim Taehyung.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
