(Ve lo ricorderò all'inizio di ogni capitolo. La storia non è raccontata in ordine cronologico, ci sono molti flashback e salti nel tempo, per cui vi consiglio di tenere a mente il numero che contrassegna il capitolo. I numeri scritti in lettere fanno parte del passato, le cifre del presente. E' complicato, I know)
present
Delle grosse perdite di umidità chiazzano il soffitto dello sportello d'ascolto.
Mi chiedo se qualcuno abbia intenzione di intervenire, ma la cosa non mi interessa abbastanza da farlo presente in segreteria.
La schiena inizia a farmi male. Devo ammettere che sdraiarsi su una fila di sedie neanche tanto ben allineate non è stata una delle mie trovate migliori. Diamine, se proprio devo fare la parte del paziente problematico allora voglio avvalermi del diritto di mettermi comodo su un vero divanetto, onnipresente elemento nei film.
Quando l'ho detto alla signorina Richardson lei ha cacciato una risatina acuta e mi ha detto che il preside non l'ha fornita così bene. Certo, mi sono trattenuto dal rispondere regalandole un sorriso smagliante, questo perché il preside sa che lei non è una vera psicologa.
Fatto sta che ha bocciato sia la mia proposta di sdraiarmi sulla scrivania sia quella di far cambio di posto; lei si è tenuta la poltroncina reclinabile ed io sono finito a raccattare sedie dalle aule vuote.
Il lato positivo è che da qui in basso nessuno dei due riesce a vedere l'altro in faccia senza dover sollevarsi. Non so esattamente cosa stia facendo lei, ma ogni tanto le vibra il cellulare.
Tiro con i denti il chewingum che sto masticando per distenderlo sulla lingua.
La signorina Richardson si schiarisce rumorosamente la gola.
Soffio e il chewingum si gonfia fino a diventare una perfetta sfera rosata.
"Min?" chiede con quel tono da non-vorrei-disturbarti-ma-ti-disturbo-lo-stesso.
La sfera esplode e si appiccica alle mie labbra.
La sento sbuffare. Tempo tre secondi e la sua testa fa capolino da sopra la scrivania. I capelli piatti le ciondolano tutt'intorno e mi viene una mezza idea di sputarci in mezzo il chewingum. Cosa che non faccio, perché non sono così idiota.
La signorina Richardson mi guarda in cagnesco, arriccia la bocca e attacca: "Tre settimane fa sei scappato via dal mio ufficio. La volta dopo hai lasciato un biglietto sotto la porta dicendo che avevi di meglio da fare. La settimana scorsa sei stato trattenuto in farmacia per un infortunio di cui nessuno è testimone durante l'ora di ginnastica."
Ha l'abitudine di gesticolare ampiamente mentre parla, sospetto per mettere in mostra quei lampadari che porta ai polsi.
"Siamo qui dalle due e mezza. Mancano dieci minuti alla fine del tuo appuntamento, io ho bevuto il mio caffè, tu hai mangiato il tuo panino. Abbiamo intenzione di comunicare? Vuoi intavolare una conversazione? Mi vuoi aiutare ad aiutarti o ti diverti semplicemente a farmi perdere tempo?"
Le lancio un'occhiata obliqua. I discorsi prefabbricati sono pane per i miei denti.
"La scuola le paga lo stesso salario se parlo o non parlo, no? Deve solo starsene lì ad incipriarsi il naso e godersi questa lunga pausa mentre io tengo gli affari miei per me. E magari tra un paio di settimane dirà ai miei genitori che si, sono un giovane uomo davvero molto gentile ed educato, solo un po' stressato. Aggiunga che più mi lasciano in pace meglio è e la cosa è fatta."
Sono sinceramente stupito quando la signorina Richardson mi risponde con un tono di voce velenoso quasi quanto il mio. "Dopo aver appurato che correre via è poco dignitoso hai deciso di cambiare tattica? Passi al contrattacco?"
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
