(Ve lo ricorderò all'inizio di ogni capitolo. La storia non è raccontata in ordine cronologico, ci sono molti flashback e salti nel tempo, per cui vi consiglio di tenere a mente il numero che contrassegna il capitolo. I numeri scritti in lettere fanno parte del passato, le cifre del presente. E' complicato, I know)
past
"Quindi organizzano spesso questi incontri di lavoro fuori dall'azienda?"
Wow, un tentativo di conversazione, non mi riconosco più.
"Più o meno tre volte all'anno, ma di solito non si portano dietro i familiari. A parte mia madre. Lo faceva quando ero troppo piccolo per restare a casa da solo e continua a voler essere accompagnata tutt'ora."
"Aspetta un attimo, tu vivi qui? Per tutto l'anno?"
Jimin, l'ex-Ragazzo Dalla Testa Arancione Che Ho Snobbato Al Pranzo Di Lavoro che adesso ha un nome, sembra cogliere la connotazione negativa nell'incredulità della mia voce. Si acciglia.
"Perché, tu no?"
Il solo pensiero di abitare a Nessunposto è esilarante nel suo orrore. Ci si sente rassicurati a sapere di avere una città molto lontana a cui far ritorno entro un tempo prestabilito.
"No, no, mio padre mi ha portato qui in vacanza solo per quel lavoro nell'azienda. Torno a casa tra una settimana."
Per un attimo me lo immagino: una vita di infinite attese alla cassa, locali sempre chiusi, multinazionali inesistenti. Senza parlare del fatto che uno potrebbe percorrere Nessunposto a piedi per tutta la sua lunghezza in una ventina di minuti massimo. Mi percorre un brivido e scuoto la testa. "Vivere qui, questa sì che è bella."
Povero, povero Jimin. Chissà che inferno deve essere.
"Non ti trovi bene a Nessunposto?" mi chiede lui. Non sorride più, ma il suo tono non è ostile.
"Non prendertela, ma questo paese è... spaesato. E' tutto così piccolo e disorganizzato. Pigro. Sembra di essere regrediti di un decennio." Lo dico senza peli sulla lingua, in tono casuale. Okay, forse non così casuale. Andiamo, sono stato costretto a passare qui ben due settimane di noia allo stato puro, è normale che alla prima occasione che ho di parlarne me ne esca con più cattiveria di quella necessaria.
Jimin scavalca con una gamba sola la staccionata, mettendocisi a cavalcioni. Si schiarisce la gola, l'espressione più sottile.
"Okay, non so esattamente tu da dove venga, ma non ti sembra di star facendo di tutta l'erba un fascio? A Nessunposto non ci sono molte attrazioni per giovani, è vero, ma dopotutto questa località è popolare per la sua tranquillità e per i paesaggi. I turisti vengono qui per rilassarsi e mangiare le nostre specialità culinarie in famiglia. E' una specie di paradiso terrestre a basso costo, non puoi sminuirlo con un sembra di essere regrediti di un decennio."
Le sue guance già abbronzate prendono colore ad ogni parola. A quanto pare anche il ragazzo tutto sorrisi è capace di indispettirsi. Per il patriottismo, poi. Mi sembra di assistere a uno di quei video che girano su internet dove i bambini vengono ripresi senza vergogna nel bel mezzo delle loro scenate, inconsapevoli di quanto siano in realtà divertenti con quelle espressioni crucciate. Guerra civile contro la mia bocca per evitare che si faccia scappare una risata. Il risultato è sicuramente uno strano ghigno tremolante.
Continuo a mordermi il labbro mentre gli chiedo se si è arrabbiato.
Jimin risponde che non lo è, poi incrocia le braccia al petto.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
