(present)
Una delle hostess passa per la seconda volta nello stretto corridoio dell'aereo, controllando che tutti abbiano allacciato correttamente la cintura di sicurezza. Dice di spegnere il cellulare a Taehyung, l'unico che ancora non sembra aver capito che siamo in partenza.
In realtà mi fa un torto perché senza quella distrazione il mio amico si concentra subito su di me.
"Tutto a posto?"
Non mi volto alla mia destra, continuo a fissare fuori dal finestrino. Controllo il suono della mia voce mentre rispondo di sì.
L'aereo plana. Dieci minuti, una rivista sfogliata già messa da parte, poi Taehyung me lo richiede. Ripeto di sì.
Si prende qualcosa dal carrello, mi chiede cosa voglio io.
"Sto bene così."
"Perché? Tutto a posto?"
"Si, Tae, tutto a posto."
Sbuffo. Lui sbuffa.
"Ma sicuro?"
La mia testa scatta verso di lui, deciso a colpirlo con la prima cosa che mi capita sotto tiro. Devo essere rosso in faccia perché Taehyung si mette a ridacchiare con la bocca chiusa, le mani che balzano verso l'alto come se fosse sotto arresto. Mi accontento di fulminarlo con gli occhi, sapendo che sta solo facendo quello che il mio psicologo e i miei genitori si sono tanto raccomandati di fare. Non che non avrebbe costantemente controllato il mio umore senza i loro consigli.
Ma d'altronde come si aspetta che mi senta? Come tutti si aspettano che mi senta? Sto tornando a Nessunposto, il luogo dove tutto è iniziato e finito; ovvio che niente è a posto.
E' da quando ho aperto gli occhi questa mattina che mi sento sull'orlo di una crisi di nervi. Il viaggio in auto per arrivare all'areoporto più vicino è stato un incubo senza fine, novanta minuti di insofferenza e iperattività dove tutto quello che potevo fare era controllare e ricontrollare tutti i documenti necessari, sia i miei che quelli di Taehyung. Senza dimenticare lo sguardo di mio padre, costantemente su di me attraverso lo specchietto retrovisore, come se temesse di non vedermi mai più.
Ed ora, bloccato sull'aereo per un lasso di tempo troppo lungo, con il mio migliore amico sul punto di cadere tra le braccia di Morfeo, o meglio, sul punto di sbavare sulla spalla dello sconosciuto seduto al suo fianco, non posso fare altro che liste mentali, rivedermele e ripeterle, come un mantra.
Allora.
Atterreremo. Prenderemo un treno per Nessunposto. Raggiungeremo l'albergo per mollarci i nostri bagagli e riposarci. Farò tutto quello che c'è da fare. Torneremo in albergo. Notte. Ritorno a casa.
Fine.
Basta.
Semplice.
Sospiro, passandomi una mano tra i capelli. Chissà se qualcuno del posto mi riconoscerà nonostante non li porti più verdi.
Forse sto andando incontro alla punizione che mi spetta. Parenti e dottori mi hanno assicurato che non ho niente da temere, ma non si può mai sapere.
Ma poi chi ha avuto l'insana idea di darmi il permesso per far 'sta cosa? Hanno approvato questo viaggio perché pensano che mi farà bene, che mi aiuterà a lasciare tutto alle spalle, ma per ora l'unica cosa che sto lasciando dietro di me é la voglia di respirare.
Parentesi, apriti e inghiottimi.
Davvero, non posso credere di star volando verso Nessunposto. Nel momento in cui ho scoperto dell'incidente tutto quello che desideravo era scappare il più velocemente possibile, il più lontano possibile.
Ma ricordo bene di averla pensata diversamente quando Jimin mi disse di chiamarlo per venirmi eventualmente incontro all'areoporto. Sarei tornato cento volte e con le scuse peggiori, solo per farmi venire a prendere.
Eppure il mio aereo atterrerà in meno di un'ora e non ci sarà nessuno da cercare tra la calca.
Spero solo che non vada tutto troppo male.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
