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Ho freddo fin dentro le ossa.
Non ho idea di che ore siano quando busso alla porta dell'appartamento che mi ha ospitato nelle ultime due settimane. La batteria del cellulare mi ha lasciato da quel pezzo. So solo che è notte.
A giudicare dalla velocità con cui mio padre mi apre e dalla sua faccia è chiaro che è furioso. Alle sue spalle l'interno della casa è buia, rischiarata solo dalla televisione accesa.
Papà indietreggia giusto per darmi lo spazio per entrare, poi chiude la porta senza accompagnarla. Le nostre valigie sono tutte accumulate qui nell'atrio, intatte.
Iniziamo.
"Si può sapere dove diamine sei stato? Sei sparito così, senza dare spiegazioni, e dopo averti aspettato fino all'ultimo al bar ho pensato che forse mi avessi già preceduto in stazione. Quando sono arrivato là tu non c'eri. Non c'eri neanche quando il treno che dovevamo prendere mi è sfilato davanti."
Mi stringo nella felpa troppo larga, la mia personalissima armatura. Non dico niente, per cui lui procede.
"Ti rendi conto di tutti i soldi che mi hai fatto gettare al vento con questa bravata? Abbiamo perso quelli del biglietti del treno, dell'autobus, dell'aero. Pensi ci verranno rimborsati così facilmente? Pensi che io mi spacchi la schiena ogni giorno a lavoro per assecondare i tuoi schizzi d'umore?"
Quanto vorrei la possibilità di non rispondere. Restarmene qui impalato ad annuire senza dover replicare. Diventare spettatore e lasciare il ruolo da protagonista a qualcun altro. Tapparmi le orecchie e cantare una canzone.
Non ho la forza di sforzarmi ed essere originale o convincente. "Mi dispiace" dico, la voce che mi esce rauca dopo aver passato una giornata fuori uso.
L'espressione di mio padre peggiora.
"Ti dispiace? Yoongi, sono stato nel panico fino ad ora. Tua madre ha chiamato per sapere come stesse andando il viaggio e io ho dovuto inventarmi la prima balla che mi è venuta in mente! Siamo fortunati che la padrona di casa non avrà altri clienti prima di lunedì e ci ha dato la possibilità di restare qui."
Ho freddo, ho freddo.
"Non capisco davvero che ti succede. Passi il non rispettare il coprifuoco, ma oggi hai davvero superato ogni limite."
La sigla del telegiornale locale cattura la mia attenzione.
"Il prezzo dei biglietti per il viaggio di ritorno verranno sottratti dalla tua paghetta e ovviamente puoi scordarti i tuoi amici fino all'inizio della scuola."
Dopo i titoli di coda la grafica bluastra viene sostituita da un titolo a caratteri cubitali, una foto di Jimin sullo sfondo.
I suoi capelli sono castani, il sorriso forzato, le guance e il naso lucidi. Sembra più giovane, più infantile. La mandibola non è così marcata come adesso.
"Non ho intenzione di parlare di questa storia con tua madre, o mi farà un'altra scenata. Sarà meglio che rimanga tra me e te."
Come ieri.
"Mi ascolti quando ti parlo?"
Sussulto all'improvviso aumento di volume della sua voce.
Il viso di mio padre è in ombra, la corona di capelli intorno alla sua testa visibile solo perché in controluce con la televisione. I miei occhi restano fissi su di essa, impassibili.
A parte le mie labbra non muovo un singolo muscolo del viso quando dico: "Spegni."
"Cosa?"
Papà si gira all'indietro, seguendo il mio sguardo.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
