(Ve lo ricorderò all'inizio di ogni capitolo. La storia non è raccontata in ordine cronologico, ci sono molti flashback e salti nel tempo, per cui vi consiglio di tenere a mente il numero che contrassegna il capitolo. I numeri scritti in lettere fanno parte del passato, le cifre del presente. E' complicato, I know)
past
Trapped si sta letteralmente fottendo le mie orecchie. Ovviamente la cover di Bruce Springsteen.
Persino io abbasserei il volume, ma l'idea di perdere in minima parte il contatto con la musica per avvantaggiare quello con la realtà non è così allettante.
Dopo aver mantenuto la facciata da ragazzo amichevole e ben educato per tutta la durata del pranzo poter stare da solo è paradisiaco. L'aria sembra di nuovo fatta per essere respirata solo da me, i miei pensieri tornano ad essere le uniche voci da sentire.
Ho sempre amato come, quando sono da solo, tutte le cose sembrano iniziare a girare con la stessa logica. E' come se ognuno di noi avesse un proprio filtro personale, una sottile pellicola colorata che si poggia su ciò che ci circonda, mostrandocelo così come lo vogliamo vedere. Come se luci e ombre si ridimensionassero, a seconda dei nostri principi.
Se invece si è circondati da altre persone i filtri iniziano a sovrapporsi, il mondo cambia sfumatura. Valori e bisogni vengono confrontati, svalutati.
E' questo è tutto quello che il mio cervello da comune mortale è riuscito ad assorbire dalle lezioni di filosofia. E neanche tanto bene, dato che Kant aveva usato l'esempio degli occhiali dalle lenti blu attraverso le quali vedere il mondo sin dalla nascita solo per arrivare a dire che una delle due lenti valutava il tempo e l'altra lo spazio. Il mio evidenziatore è arrivato a sottolineare solo fino a blu, poi si è scaricato.
E finalmente ora sono solo. Finalmente per i fatti miei.
La musica nelle orecchie e nella testa, il viso protetto dagli insistenti raggi solari, le palpebre chiuse. Le venature lignee della staccionata sui cui sono seduto sotto i miei polpastrelli .
Sono stato fortunato a trovare questo luogo. Non mi ero reso conto di non avere un posto in cui voler effettivamente andare una volta uscito da quella casa. L'unica cosa che sapevo era che non ci pensavo neanche morto a tornare all'appartamento.
Niente da fare. Niente da non fare.
Proseguire su per la strada da cui io e papà siamo arrivati e oltrepassare il tratto che già conoscevo non mi è parsa un'idea catastrofica. Anzi, è stata un'ottima idea dato che appena svoltato l'angolo ho subito trovato il luogo che non stavo cercando.
Si tratta di una piccola mezzaluna di terra, lunga ad occhio e croce una decina di metri; si protrae dalla strada asfaltata, supera la banchina e abbraccia la curva della collina. Con la staccionata di legno sembra tanto una balconata che sovrasta un immenso giardino, il mare ridotto ad un'azzurra pozzanghera in lontananza. Qui domina il verde.
Verdi sono le piante nei numerosissimi vasi di fiori. Verdi sono le centinaia di alberi che ricoprono interamente il terreno sottostante. Verde è l'erba alta e trascurata che arriva a sfiorarmi le gambe a penzoloni.
Mi sono accomodato sulla staccionata non appena ci ho messo gli occhi sopra. Questo posto è troppo trascurato per essere di proprietà privata, per cui non mi sono fatto tanti problemi.
Lo stupido piatto di torta è in bilico accanto a me, dimenticato nell'istante in cui non l'ho più avuto tra le mani.
Una vaga brezza stempera il caldo delle due. Non ricordo un tale senso di tranquillità da quando è finita la scuola.
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Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)
Fanfiction[Il cartaceo di "Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna" è già disponibile su Amazon!] Yoongi è costretto dalla madre a frequentare una psicologa da quando i suoi comportamenti lasciano intendere che in lui ci sia qualcosa di profondamente sbagliat...
