diciotto

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past


Se il cellulare non avesse preso a squillare avrei sentito chiaramente lo schiaffo del mare contro il corpo di Jimin.

Le mie mani trafficano intorno ai miei pantaloni, alla ricerca della tasca giusta. Nel momento in cui le mie dita trovano quella familiare forma rettangolare mi sporgo in avanti, cercando con gli occhi una chiazza color arancio in quella distesa bluastra.

Accetto la chiamata senza guardare prima lo schermo.

"Pronto?"

"Dove diamine sei?"

La voce di mio padre. Merda.

"Sono...sono-"

"Non importa. Tua madre ha appena chiamato e quando ha scoperto che non avevo idea di dove tu fossi ha dato di matto! Mi avevi detto che saresti stato a casa per cena, ti ho addirittura lasciato l'unico mazzo di chiavi!"

Non mi sono mai tuffato in mare, per cui non so proprio come funzioni. Da quel che posso dedurre stimando l'altezza di questo strapiombo, Jimin si è lanciato in acqua a una forza tale che deve essere impossibile riemergere subito. Ma è solo questione di tempo.

"Yoongi, mi hai sentito? Devi tornare all'appartamento, adesso."

Una mano mi corre ai capelli in un gesto automatico mentre continuo ad ispezionare la superficie del mare con gli occhi. Dai, Jimin, dai.

"Papà, adesso non è- posso richiamarti più tardi?"

"Più tardi? Sono le nove e quarantacinque, sono qui fuori ad aspettarti da mezzora quando saresti già dovuto essere in casa. Ti voglio qui entro dieci minuti. E chiama tua madre."

La linea viene chiusa bruscamente. Mi devo trattenere da gettare il cellulare a terra.

I rimasugli di Giorno devono essersi tuffati con Jimin, perché ormai è calato il buio. Mi spingo al limite della scogliera, a carponi, le mani tremanti ben piantate sulle rocce, ma mi rendo conto che in queste condizioni a una tale distanza sarei anche in grado di non vederlo.

Cazzo, non posso restare qui.

Sono costretto a dirmi tante cose per riuscire ad andarmene. Mi dico che Jimin sta bene. Mi dico che ha trattenuto il fiato e che quindi potrebbe già star nuotando verso le scale, in apnea. Mi dico che non può essere andato storto niente, i suoi amici e lui lo hanno fatto tante di quelle volte.

Mi metto in piedi ed indietreggio, rendendomi conto di quanto sarebbe stato fatale un movimento sbagliato, una pietra scivolosa.

Tornerò all'appartamento alla velocità della luce, consegnerò le chiavi a mio padre e poi volerò in centro, dove Jimin mi starà già aspettando. Farò così.

Mi volto e corro giù per il sentiero da cui siamo venuti insieme.

Le scarpe di Jimin rimangono abbandonate lì sugli scogli, una disordinatamente di fianco all'altra.

Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora