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(present)


La signorina Richardson è evidentemente ancora indecisa se prendere appunti o se darmi l'impressione di essere ascoltato guardandomi negli occhi.

Se devo dire la mia potrebbe anche non fare nessuna delle due.

Scribacchia cose solo di tanto in tanto, con fare nervoso, la punta della penna che fende l'aria. Come se temesse di venire attaccata dal sottoscritto se abbassa la guardia per un secondo di troppo.

Con questo terzo incontro ho svuotato completamente il sacco e devo ancora decidere se è un bene o un male.

Le lascio il tempo che le serve per scrivere, bevo un sorso d'acqua senza avere sete.

La punta della penna si stacca dalla carta, la sua bocca si arriccia e i suoi occhi troppo truccati saettano tra le righe appena tracciate, rileggendo il tutto. Riesce a malapena a tenere ben stretta la penna con quelle unghie aguzzine.

Alza lo sguardo chiaro, batte le ciglia e io so che mi bloccherà in questo ufficio claustrofobico per un'altra mezzora.

"E' una cosa giornaliera?"

"Cosa, il bere o il ragazzo nello specchio?"

Lei ci pensa un attimo. Si può letteralmente vedere il suo cervello elaborare, stordita dalla duplicità della sua stessa domanda. "Lo specchio."

Forse riesco a sbrigarmela velocemente e tornare a casa per le sedici.

"Adesso sì." dico e faccio per alzarmi, la mia mano già sulla giacca appesa allo schienale della mia sedia.

La signorina Richardson mi punta contro la sua penna, corruccia le sopracciglia disegnate ad ali di gabbiano. Metto le mani in alto, torno seduto al mio posto. Solo in un secondo momento mi scappa da ridere al pensiero di quel gesto; cosa aveva intenzione di fare se non mi fossi fermato, lanciare una maledizione? Tirarmi dietro la penna?

Pure il suo tono si è fatto più minaccioso.

"Cosa intendi con adesso? Non era così prima?"

"No, affatto. All'inizio non riuscivo a vederlo a meno che non avessi bevuto o avessi preso dei farmaci. Mi è capitato anche quando ho preso un'influenza particolarmente brutta."

Le mie parole diventano subito inchiostro su carta.

"E poi? Come si è evoluta la situazione?"

"Non saprei. Semplicemente un giorno ho iniziato a vederlo da sobrio e da allora è sempre stato così."

Come ormai ho imparato a fare, è facile filtrare gli avvenimenti realmente accaduti. Non si tratta di bugie bianche, si tratta solo di omettere qualcosina ogni tanto. Ancora non mi è ben chiaro quale beneficio dovrei trarre da questi appuntamenti, ma di sicuro non sapere certe informazioni superflue non cambieranno il lavoro della signorina Richardson.

Perciò non le dico che solo due di tutte le assenze dell'inverno appena passato erano dovute alla febbre. Le altre quindici le ho passate a sperimentare.

Trovavo il modo di ritardare a prendere l'autobus, fingevo di non sentire la sveglia, oppure andavo in un qualche bar nell'attesa che entrambi i miei genitori se ne andassero a lavoro. Una volta che la casa era tutta per me lasciavo le tapparelle così com'erano, non le alzavo per evitare noie dai vicini. La scuola iniziava senza di me mentre facevo una colazione a base di vodka liscia. Testavo i miei limiti, provavo a cambiare specchi, stanze, aggiungevo compresse, pasticche.

Scandivo bene il tempo a disposizione. Impostavo sveglie per ricordarmi quando era il momento di smetterla se volevo anche solo sperare di essermi ripreso per quando mia madre e mio padre sarebbero tornati a casa. Il più delle volte finiva che il cellulare continuava a suonare a vuoto mentre io ero da qualche parte per la casa, incosciente. Al mio risveglio non ricordavo più se Jimin me l'ero sognato o se effettivamente ubriacarsi funzionasse.

Ho dovuto fare a meno dei miei esperimenti quando mamma ne ha trovato i resti. 

Inghiottito dal Mare, Rapito dalla Luna - UNDERNEATH THE MIRROR (BTS Yoonmin)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora