Dopo poche ore dal mio rientro a casa, il cellulare iniziò a squillare.
Guardai il display con gli occhi un pò socchiusi. EVAN?
"Pronto?" dissi con un filo di voce.
Mi sentivo ancora frastornata, non avevo dormito abbastanza e i miei occhi riuscivano a malapena a restare aperti.
"Ti aspettavo...dove sei?" mi rispose con tono leggermente preoccupato.
"Tranquillo, sono a casa...stavo dormendo. Sempre nei momenti meno opportuni mi chiami!!!" gli dissi ridendo, rigirandomi fra le lenzuola e desiderando di averlo affianco.
"Com’è andata?" mi chiese lui incuriosito.
"Abbiamo votato e..."
"E???" insistì lui.
"Non possiamo parlarne con calma Evan? Sto morendo di sonno.."...stavo realmente morendo di sonno, i miei occhi cercavano sempre più la via per il riposo e il mio corpo domandava ristoro.
"Ok, certo. Senti prima ho parlato con Doc, stasera lavori con lui, io vado nei laboratori dell’università. Ti ho lasciato in ambulatorio le chiavi dell’appartamento...spero di trovarti lì quando tornerò a casa..." ridacchiò maliziosamente al telefono.
"Va bene. A stasera" conclusi la telefonata senza neanche attendere una sua risposta.
Ero stanca. Anzi distrutta.
La tensione che mi portai dietro in quell’Assemblea mi aveva divorata fino alle ossa.
Avevo un reale bisogno di dormire.....
"Ciao Doc!" salutai il Dottore appena arrivata in clinica.
Avevo passato tutto il giorno a letto a riposarmi. E finalmente potevo sentirmi piena di energia.
Sentivo di essermi lasciata alle spalle l’ansia della sera prima perciò volevo velocemente terminare la serata e andate a casa di Evan per passare un pò di tempo con lui.
Avevo bisogno di stare con lui, lasciarmi alle spalle tutti i dubbi che mi erano venuti e guardare il suo viso perfetto per dare conferma al mio cuore che ciò che stavo facendo era giusto.
"Ciao El, alla buon’ora eh!" mi salutò il Dottore con un filo di sarcasmo.
"Dai Doc sei sempre così fiscale, non ho fatto tardi questa volta!" sorrisi avviandomi verso la reception per affiancarlo e mostrargli con ironia il quadrante dell’orologio che avevo al polso.
"Cos’hai in questo periodo? Ti vedo più...direi...strana. Solitamente arrivi e inveisci come una iena contro chi ti fa domande o cerca solo di salutarti …" mi guardò incuriosito.
"Niente Doc!" sviai lo sguardo per non farmi leggere in faccia l’imbarazzo che cresceva sulle mie guance.
"Io qualcosa l’ho notato, però aspetterò che sia tu a confidare questo grande segreto" mi punzecchiò lui ridendosela sotto i baffi.
"Doc...senti...dopo avrei bisogno di parlarti".
Tornai improvvisamente seria: anche se sentii di non essere tesa come la sera precedente.... la mia testa non poteva sfuggire alla dura realtà.
Diodine, Alexandar, il Consiglio.....Evan.
Come un flash mi si pararono davanti le immagini degli eventi vissuti in quest’ultimo periodo.
"Dimmi pure...tanto oggi non c’è molto movimento in giro, la clinica era vuota tutto il giorno..sono tutti spariti!!!" mi disse il Doc, mentre continuava ad archiviare le cartelle cliniche dei donatori.
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Moonset
VampirUn altro giorno...un'altra notte. Cosa si può desiderare quando si è a cavallo del tramonto della luna. Godere del giorno o continuare a vivere nell'ombra....?
