Lasciai cadere gli occhi sul riflesso delle nostre immagini, stampate sul corridoio specchiato che si estendeva sotto i nostri piedi. Tornai lentamente sui miei passi, tirando le labbra in una smorfia e esibendo i canini. Non riuscivo a confrontarmi con quei due smeraldi che continuavano a fissarmi silenziosi, mentre avanzavano verso di me, quando io nel frattempo cercavo di indietreggiare, tesa come una corda di violino, pronta a scappare a quel confronto. Mi decisi ad alzare gli occhi solo quando sentii un rumore goffo e impreciso provenire da Evan: stava deglutendo in maniera innaturale, come se un immediato disagio gli avesse provocato un groppo in gola.
"El... Tranquilla!" mi sussurrò, avanzando verso di me e tendendomi una mano in segno di incoraggiamento "Nicodemo non sa che sono qui, probabilmente tornerà fra poco. Volevo parlarti..." continuò, col palmo della mano rivolto verso l'alto, tremante.
Alzai gli occhi dal punto della sua carotide su cui mi ero fissata. Presi coraggio per incrociare i suoi occhi, severi ed impauriti in un certo senso. Forse era conscio che, ora che le porte scorrevoli si erano richiuse alle sue spalle, avrei potuto ucciderlo in meno di due secondi.
"Che diavolo vuoi da me, Evan?" ringhiai, sorprendendomi del suono cupo ed oscuro che era uscito dalla mia bocca.
"Solo parlarti..." mi rispose, affiancandosi al piccolo letto bianco ed intonso che era posizionato su una parete della stanza, anche questa di un biancastro sporco.
Mi irrigidii di colpo. Parlare di cosa? Dopo quello che era successo al Bloody E non avevo niente di cui parlare con lui. Niente che valesse la pena discutere. Lui si era schierato con loro. Lui mi aveva ferita alle spalle. Lui... 'Al diavolo!!' pensai, sedendomi sul letto singolo e sporcandolo con i miei vestiti lerci. Da quando eravamo usciti dalla clinica, per scappare dalla periferia est della città, indossavo ancora lo stesso paio di jeans e al posto della maglia portavo quel pezzo di stoffa strappato, necessario solo a coprirmi il petto. Macchie di sangue, cenere e fango erano sparse ovunque sui miei vestiti ed i miei capelli erano un cespuglio biondo di rovi, mescolato anch'esso al sangue e alla polvere.
"Ti ascolterò per un minuto al massimo Evan. Perciò fai in fretta. Altrimenti urlerò talmente forte da attirare l'attenzione di tutti i presenti in questo schifo di laboratorio!" sibilai, sfilando una ciocca di capelli dal grumo che scendeva sulle mie spalle e rigirandomela fra le dita, contratte e rigide per il nervoso.
Evan mi fissò per un secondo. Il suo sguardo era talmente intenso da mettermi in imbarazzo.
"Non essere così meschina con me Elenoire.. se tu solo sapessi..." iniziò con voce leggermente tremante, distogliendo lo sguardo dal mio viso e corrucciandosi leggermente.
"Sapere cosa?" gli urlai contro, alzandomi d' istinto dal letto e digrignando i denti "So già quello che c'è da sapere! Mi hai usata Evan! Mi hai usata come una cavia da laboratorio!!!!".
Mi sentii frustrata per l'ennesima volta ed allo stesso tempo impotente. La mia vista si offuscò leggermente per le lacrime che erano pronte a sgorgare, ardenti e pesanti più che mai. Sapevo in cuor mio che quell'argomento bruciava con un'intensità straordinaria. E il solo parlarne mi ardeva nell'animo, mandando in tilt il mio cervello.
"Non è così. Sono stato costretto. E poi.. il corso degli eventi.. io..." continuò lui farfugliando. Si avvicinò a me con cautela, con occhi pieni di risentimento.
"Costretto? Sei stato costretto a fare cosa Evan?" sentii il sangue ribollirmi nelle viscere. Con una mano scattai verso il suo collo, per afferrarlo e avvicinarlo al mio viso. Le sue mani scivolarono sul mio polso, per supplicarmi di lasciarlo andare.
"Calmati El! Ti posso spiegare!" cercò di dissuadermi "Non era nei miei piani! Non volevo ferirti, né usarti....".
Per un secondo strinsi la presa intorno al suo collo, dopodiché lo lasciai affinché riprendesse a parlare. I suoi occhi si strinsero in una smorfia di dolore e le sue mani andarono ad accarezzare il punto sul collo in cui avevo affondato le unghie.
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Moonset
VampireUn altro giorno...un'altra notte. Cosa si può desiderare quando si è a cavallo del tramonto della luna. Godere del giorno o continuare a vivere nell'ombra....?
