Il classico intramontabile di Bram Stoker in una versione curata con mappe, approfondimenti e curiosità.
🐺 ꜱɪɴᴏꜱꜱɪ
💬La storia narra, tramite lettere e diari dei protagonisti, la disperazione, lo sgomento, il coraggio, la crescita ed infine la lott...
Whitby, 24 luglio - Lucy, venuta a prendermi alla stazione, era più carina e tenera che mai, e siamo andate alla casa sul Crescent dove abitano. È un posto delizioso. Il fiumiciattolo che ha nome Esk scorre in una profonda vallata che s'allarga ad accogliere il porto. L'attraversa un grande viadotto su alti pilastri, e a vederlo attraverso questi il panorama sembra più vasto di quanto non sia in realtà.
La vallata è tutta meravigliosamente verde, ed è così incassata che, quando si è su un versante, si scorge direttamente l'altro, a meno di non spingersi proprio all'orlo e spingere lo sguardo in basso.
Le case della città vecchia - che si stende sulla riva opposta - hanno tutte i tetti rossi e sembrano accatastate l'una sull'altra, proprio come in certe stampe di Norimberga. Sulla città, a dominarla, si levano le rovine dell'abbazia di Whitby che è stata saccheggiata dai danesi, e in essa si svolgono alcune scene del "Marmion"(*), quelle in cui la ragazza viene murata viva. È una nobilissima rovina, di immani dimensioni, piena di scorci belli e romantici; una leggenda vuole che a una delle finestre si scorga una dama bianca. (*)
Tra essa e la città, un'altra chiesa, la parrocchiale, a pianta rotonda con un gran cimitero fitto di lastre tombali.(*) È, a mio giudizio, il più bel sito di Whitby, posto com'è proprio al di sopra della città, sì che la vista ne spazia su tutto il porto e la baia, donde si protende in mare il promontorio che ha nome Kettleness. La scarpata scende a picco sul porto e in parte è crollata, causando la distruzione di alcune tombe. In un punto, una parte dei cenotafi sovrasta esattamente il sentiero sabbioso che corre al di sotto.
Ci sono passeggiate con sedili per tutto il cimitero; e la gente va a riposarvisi a tutte le ore del giorno, per ammirare il bel panorama e godersi la brezza. Anch'io ci andrò assai spesso a sedermici, e lavorare. Ci sono anche adesso, intenta a scrivere con il diario sulle ginocchia, e presto orecchio alle chiacchiere di tre vecchi seduti accanto a me. Si direbbe che tutto il giorno non facciano altro che starsene qui a conversare.
Ai miei piedi si stende il porto, all'altra estremità del quale una lunga muraglia di granito si protende in mare, curvandosi all'estremità, e a metà di quest'arco sorge un fanale; è bardata all'esterno da poderosi frangiflutti. Da questa parte, il molo forma un gomito in senso opposto e anche alla sua estremità si trova un fanale. Fra le due gettate, un'angusta apertura dà accesso al bacino, che s'allarga subito al di qua.
È molto bello con l'alta marea; quando invece è bassa, non restano che secche, secche a non finire, e non c'è altro che il rivolo dell'Esk che scorre tra banchi di sabbia qua e là punteggiati di rocce. Fuori dal porto, da questa parte, si erge, prolungandosi per circa mezzo miglio, una gran scogliera dall'aguzzo profilo che s'inizia esattamente al di là del faro meridionale. Davanti alla punta della scogliera, una boa con una campana che suona quando il tempo è cattivo,spandendo al vento funebri rintocchi. Una leggenda dice che, quando una nave naufraga, sul mare si odono campane.(*) Lo chiederò a quel vecchio che sta venendo alla mia volta.
È un vecchio strano. Deve essere molto, molto avanti con gli anni, perché ha il volto grinzoso e scavato come la corteccia di un albero. Mi dice che ha quasi cent'anni e che era marinaio della flotta da pesca di Groenlandia ai tempi della battaglia di Waterloo. Dev'essere, temo, un tipo assai scettico, perché quando gli ho domandato delle campane sul mare e della Dama Bianca dell'abbazia, ha replicato con tono brusco:
"Io non ci farei molto caso a 'ste storie, signorina. Roba di altri tempi. Sia chiaro, non dico che non hanno mai state, ma ai miei tempi c'erano mica. Roba che va bene per gitanti, turisti e simili, mica per una giovane signora carina come voi. Quella gente che piove qui da York e da Leeds, e non fanno che abboffarsi di aringhe affumicate e tè, e vogliono sempre comprare di tutto per quattro soldi, quelli bevono 'ste balle. E mi domando se neanche vale la pena di contargliele, a quelli - non lo fanno neanche i giornali, che ne spacciano, di fandonie". Ho pensato che fosse una persona dalla quale apprendere cose interessanti, e gli ho chiesto se non gli dispiaceva parlarmi della caccia alla balena dei vecchi tempi. Stava accingendosi a farlo, quando l'orologio ha suonato le sei, e allora si è alzato a fatica dicendo:
"Adesso devo filare a casa, signorina. A mia nipote non gli piace di stare ad aspettare quando che il tè è pronto, e a me ce ne vuole, per arrivare a casa, il sentiero mica sono due passi. E poi, cara signorina, a quest'ora io mi sento un vuoto qui, allo stomaco".
E se n'è andato con passo incerto, zampettando più in fretta che poteva giù per i gradini. La scalinata è una delle migliori caratteristiche del luogo, conduce dalla città alla chiesa e ci sono centinaia di gradini (*)- non so esattamente quanti - che si susseguono in una curva elegante, e la pendenza è così lieve, che potrebbe scenderla e salirla senza difficoltà anche un cavallo. Penso che in origine la scalinata fosse in qualche modo collegata con l'abbazia. Bah, me ne andrò a casa anch'io. Lucy è uscita per andare in visita con la madre, e siccome si trattava soltanto di un atto di cortesia, non mi sono unita a loro. Ormai saranno rientrate.
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Immagine capitolo: nell'immagine ecco Whitby al giorno d'oggi. Vi ho segnato i luoghi menzionati all'interno del capitolo, essendo tutti molto antichi l'aspetto all'epoca del romanzo doveva essere pressappoco lo stesso.
Curiosidracula#1: l'Abbazia infestata. Non solo finzione, la leggenda della dama bianca che si affaccia ad una delle finestre esiste realmente. Secondo storie antiche, credenze del luogo e racconti di testimoni, l'abbazia è infestata da vari fantasmi, tra cui quello della sua fondatrice, Sant'Hilda. Si dice che il suo spettro compaia all'ultima finestra del lato nord dell'abbazia ormai in rovina.
Curiosidracula#2: il Marmion è un poema storico di Sir Walter Scott. La citazione in Dracula si riferisce alla scena in cui la monaca Constance viene murata viva nel convento come punizione per aver tramato con Lord Marmion, suo amante.
Curiosidracula#3: l'abbazia dove nel poema Marmion viene murata viva la monaca Constance è quella di Lindisfarne (un'isola molto più a nord) e non quella di Whitby, tuttavia questa leggenda resiste ancora oggi tra le storie di fantasmi dell'abbazia di Whitby. È probabile che Mina, o lo stesso Stoker, si siano fatti ammaliare dalla leggenda.
Curiosidracula#4: La chiesa tra le rovine dell'abbazia di Whitby e la città citata da Mina è in realtà la chiesa di St. Mary. Anche il cimitero che viene nominato esiste davvero e sorge vicino a quest'ultima.
Curiosidracula#5: Mina parla di una leggenda secondo cui "quando una nave naufraga, sul mare si odono campane". Anche questa potrebbe riferirsi ad una leggenda reale. Quando l'Abbazia di Whitby venne sciolta nel 1540, le sue campane furono vendute e caricate su una nave che però affondò in seguito ad una tempesta. La leggenda vuole che durante la notte di Ognissanti (Halloween) si possa udire il suono spettrale delle campane provenire dal mare. È chiaro che Stoker si è documentato molto sulle leggende e sulle storie oscure di Whitby che effettivamente nasconde tanti misteri. Magari è proprio per questo che l'ha scelta come ambientazione!