(Continua dal diario del dr. Seward)
"Lui arriva presto" ha assicurato Van Helsing dopo aver consultato il suo taccuino. "Nota bene: in telegramma di Madame si dice che lui si è diretto a sud da Carfax, e questo significa che è andato verso il fiume per attraversarlo, cosa che può fare soltanto con bassa marea, la quale deve essere poco prima di ore una. Il fatto che è andato verso sud, per noi ha un significato, ed è che lui sospetta, ma solo sospetta, e da Carfax si è recato prima al luogo dove meno lui può sospettare nostra interferenza. Dovete essere arrivati a Bermondsey assai poco prima di lui. Che non è già qua mostra che poi è andato a Mile End. Questo ha preso lui qualche tempo, perché deve essersi fatto portare oltre fiume in qualche modo. Credete me, miei amici, non avremo molto da aspettare adesso. Meglio è che abbiamo pronto qualche piano d'azione, per modo che noi non sprechiamo nessuna occasione. Ma ssst, ormai non c'è tempo. Pronti con vostre armi! Forza!"
Così dicendo, ha levato una mano in segno di avvertimento: tutti noi udivamo il rumore di una chiave inserita piano nella serratura del portone. Non abbiamo potuto non ammirare, persino in un momento del genere, il modo con cui uno spirito dominatore sa sempre affermarsi. In tutte le nostre cacce e avventure in varie parti del mondo, Quincey Morris era sempre stato colui che aveva elaborato il piano d'azione, e Arthur e io eravamo abituati a obbedirgli tacitamente. Ed ecco ora la vecchia abitudine istintivamente riaffermarsi. Una rapida occhiata per la stanza, e Quincey seduta stante ha stabilito il nostro piano d'attacco; e, senza dir parola, con un semplice gesto, ci ha messo tutti in posizione. Van Helsing, Harker e io immediatamente dietro l'uscio, in modo che, non appena si fosse aperto, il professore avrebbe potuto serrarlo mentre noi due ci saremmo interposti tra esso e il vampiro. Godalming e Quincey, uno davanti all'altro, si tenevano defilati, pronti a piazzarsi di fronte alla finestra. Attendevamo in uno stato di tensione tale da far sembrare i secondi lenti come incubi. Passi lenti e misurati avanzavano lungo l'atrio; il Conte era evidentemente pronto a qualche sorpresa, o per lo meno la temeva.
E all'improvviso, con un balzo, è penetrato nella stanza, superandoci prima che qualcuno di noi potesse levare una mano a fermarlo. In quel suo movimento c'era l'agilità della pantera, qualcosa di così inumano da riscuoterci subito dalla sorpresa della sua irruzione. Il primo ad agire è stato Harker che, con gesto ratto, si è gettato davanti alla porta da cui si accedeva alla stanza che dava sulla facciata. Come il Conte ci ha visto, sul volto gli si è disegnato un orribile sogghigno che ha messo in mostra i canini lunghi e acuminati; ma il malvagio sorriso immediatamente ha lasciato il posto a un'espressione di leonino disdegno, la quale però è mutata quando, obbedendo a un impulso comune, tutti siamo avanzati alla sua volta.
Peccato che non avessimo elaborato un piano d'attacco più preciso, perché anche in quell'istante mi sono chiesto che cosa avremmo fatto, né sapevo se le nostre armi letali ci sarebbero servite davvero. Harker evidentemente era ben deciso a metterle alla prova, perché, impugnando il suo grande coltello kukri(*), ha menato un violento, improvviso fendente al Conte. Un colpo formidabile, e soltanto la diabolica rapidità con cui l'avversario è balzato a schivarlo è valso a salvarlo.
Un attimo di esitazione, e la lama tagliente gli avrebbe spaccato il cuore; in effetti, la punta gli ha solo tagliato la stoffa dell'abito: un ampio squarcio, da cui sono piovuti un mazzo di banconote e un rivolo di monete d'oro. L'espressione sul volto del Conte era a tal punto infernale, che per un momento ho temuto per Harker, ma l'ho visto brandire alto il coltello, accingendosi a menare un altro colpo.
Istintivamente sono avanzato, obbedendo a un impulso protettivo, alzando crocifisso e ostia consacrata. E ho sentito un misterioso fluido scorrermi lungo il braccio; ed è stato senza sorpresa che ho visto il mostro arretrare di fronte a un movimento simile, spontaneamente compiuto da ciascuno di noi. Impossibile descrivere l'espressione di odio e frustrata malignità - di ira e di diabolica stizza -, che si è dipinta in faccia al Conte. Il suo colorito cereo si è fatto grigiastro per contrasto con gli occhi ardenti, e lo sfregio rosso sulla fronte è risaltato, sulla pelle pallida, come una ferita palpitante.
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Dracula - Bram Stoker (Completo)
HorrorIl classico intramontabile di Bram Stoker in una versione curata con mappe, approfondimenti e curiosità. 🐺 ꜱɪɴᴏꜱꜱɪ 💬La storia narra, tramite lettere e diari dei protagonisti, la disperazione, lo sgomento, il coraggio, la crescita ed infine la lott...
