Successe tutto in un attimo: Nico saltò addosso a Percy e prendendolo alla sprovvista incominciò a prenderlo a pugni. Percy atterrò di schiena sul suolo fangoso imbrattandosi i capelli e i vestiti. Nico riuscì a colpirlo due volte, solo ed esclusivamente due volte. Primo pugno: la frustrazione di una nuova profezia, la delusione che tutto quello che credeva cambiato e risolto, in realtà fosse rimasto uguale e potesse ripresentargli davanti, la rabbia di star rovinando quello che teneva più caro. Secondo pugno: l'odio verso Ade e i suoi contorti giochetti, la disperazione che attanagliava il suo cuore, la paura di scoprire che suo padre gli aveva mentito e che non era disposto a veder lui, suo figlio, felice, e nel constatare che avrebbe sempre preferito Bianca.
Due colpi e la situazione venne rivoltata. Nico si trovava con le spalle sul terreno e Percy incombeva su di lui. Una maschera di rabbia. Lo zigomo destro era ammaccato mentre un rivolo di sangue macchiava il suo mento: il labbro era spaccato. Era splendido. I capelli neri che gli incorniciavano quegli occhi verdi furenti e che fremevano dalla voglia di vendicarsi per l'oltraggio subito. Quasi rise Nico a quel pensiero: con tutti i momenti disponibili proprio quando Percy stava per picchiarlo doveva contemplare la sua bellezza?
Ma Percy non lo picchiò. Gli strinse le spalle, forte. Faceva male ma Nico si ripeteva che se lo meritava. Cosa gli era saltato in mente? Prendere a pugni Percy? Percy Jackson? Il ragazzo che aveva sconfitto il dio della guerra, salvato più e più volte gli dei, affrontato Tartaro in persona, ucciso più mostri di qualsiasi altro semidio? Il ragazzo che gli era stato accanto nei momenti di difficoltà, offrendogli una spalla su cui piangere, un amico con cui sfogarsi? Voleva che gli facesse male. Che scaricasse su di lui tutta la rabbia, la delusione, la disperazione come Nico aveva fatto a sua volta. Che gli facesse capire che lui non era più un ragazzino. Che doveva comportarsi come un adulto. Voleva soffrire. Voleva provare dolore. Vero dolore. Dolore fisico. E voleva che Percy ne fosse l'artefice. Di sicuro non voleva che Percy gli lasciasse le spalle, si alzasse e gli porgesse una mano per aiutarlo a rimettersi in piedi. Eppure questo accadde. Nico spalancò gli occhi stupefatto. Afferrò la mano di Percy e si alzò traballante.
"Ora possiamo parlare senza che tenti di uccidermi?" chiese Percy con sguardo impassibile. Nico annuì, incapace di dire qualunque cosa
"Cosa Di Angelo? Non hai più così tanta voglia di aprire la bocca ora?" lo schernì. Si sedette sulla panchina. La maglietta era sporca di fango nella parte che vestiva la schiena, come i pantaloni e i capelli. Nico si sistemò accanto a lui.
" Io non voglio andare negli Inferi" disse semplicemente. Il suo tono di voce era come quello di un bambino che era stato sgridato e che ora cercava di ottenere il perdono dei genitori
"Ah, tu non vuoi ?" Percy fissava l'orizzonte. La sua espressione era dura e indecifrabile. Come quella di un dio greco. "Vedi Nico" riprese " qui non si tratta di volere, ma di dovere. Credimi rivedere Ade non è proprio uno dei miei passatempi preferiti però io devo. Devo perchè dobbiamo capire qualcosa di questa situazione, devo perchè ci potrebbero essere altri attacchi al campo, devo perchè gli umani vengono attaccati, devo perchè la gente sta male, i semidei stessi soffrono. E tu verrai con me " non aveva ancora girato lo sguardo verso Nico.
"Attacchi agli umani?" chiese Nico. Non era ancora riuscito ad assimilare tutto il discorso.
" Esatto Nico." Percy lo stava finalmente a guardarlo. Fiero e rabbioso. " Il genere di attacco che noi abbiamo subito. Lo stesso. Ci sono già stato quindici morti, solo a New York. Queste masse nere sono ovunque ormai nel mondo. Le autorità umane, i governi stanno impazzendo, le popolazioni soffrono. Migliaia di feriti. Gli ospedali sono pieni: non capiscono cosa indebolisca così tanto e in fretta le persone da portarle per fino alla morte. Le famiglie senza una casa sono tante. Cibo e acqua scarseggiano sempre di più. Il mondo sta andando alla deriva"
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CONTROLUCE-Solangelo
Teen FictionNico e Will, insieme a sette, si ritrovano a dover affrontare una nuova forza, antica e potente, capace di manipolare la mente e la materia quattro anni dopo la guerra contro Gea. Una nuova profezia è stata annunciata e loro credendo di essere final...
