CAPITOLO TRENTAQUATTRO

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"Tieni" Jason porse una bevanda calda a Will, seduto di fronte la Casa di Apollo.

Will ringraziò e iniziò a sorseggiare il liquido ambrato sentendo subito il mal di testa affievolire.

"Perché non hai detto niente a nessuno?"chiese Jason, sedendosi accanto a Will sul terreno battuto.

Era una giornata soleggiata e Jason sentì il terreno tiepido sotto i polpastrelli.

"Non avevo molto tempo. Quando ho trovato Chiara aveva già perso conoscenza, se non fossi intervenuto subito la avremmo persa certamente."

"Nobile, direi. Ma purtroppo controproducente" commentò Percy.

Stava arrivando con Vortice in mano. Si scostò i capelli dal volto e si sistemò per terra di fronte ai due ragazzi. Sospirò e poggiò un tappo blu sulla punta della spada, trasformando quest'ultima in penna.

Will non replicò: il dolore alla testa era diminuito ma si sentiva ancora frastornato e confuso.

Si guardò intorno cercando di fare mente locale. Il Campo Mezzasangue era pressoché vuoto. I pochi semidei che non lo avevano lasciato dopo l'ultimo attacco era rinchiusi nelle loro Case mentre i più coraggiosi strepitavano a suon di spade nella zona di allenamento.

Il prato era intinto da un verde rilucenti e l'aria calda accarezzava il viso facendo da madre al frusciare degli alberi. Il cielo azzurro  si rifletteva sulla superficie piana del lago e Will riuscì anche a distinguere il rosso delle fragole.

"È una giornata fin troppo tranquilla, non credete?" disse continuando a scrutare il paesaggio.

Percy girò il capo come a poter avere anch'egli una visione completa del Campo "Chiamasi anche quiete prima della tempesta"

Jason seguì lo sguardo dei suoi amici e finì per perdersi nei suoi pensieri.

Chiara Esposito era una bugiarda e una traditrice.

Era stata accolta nel Campo con amore e le era stato concesso tutto ciò di cui avesse potuto avere bisogno per poi scomparire e fare del male a uno di loro.

Nico sosteneva che Chiara fosse la reincarnazione di sua sorella e Jason non poteva fare a meno di chiedersi, in questo caso, che piani avessero le Parche per lei e se realmente Bianca stesse adempiendo a tutti i suoi doveri.

"Io non riesco a capire" iniziò Jason dando voce ai suoi dubbi  " Perché Chiara ti ha colpito?"

Will si strofinò gli occhi e gli rivolse verso l'amico. Non disse niente, ma lo guardò perplesso come se si stupisse di quella domanda.

"Facile no?" si intromise Percy amareggiato. Aveva gli occhi verdi fissi sul terreno e si stava mordendo un labbro "È stata la Signora a volerlo. Lei stava solo seguendo gli ordini."

"La Signora?" domandò Jason confuso

Will annuì "Chiara non ha detto propriamente Signora ma ha parlato di una lei che le bisbiglia cosa fare"

"Non riesco ancora a seguirvi, ragazzi" replicò Jason scuotendo il capo.

Percy si sistemò più comodo e si gettò nel racconto del suo incontro con Chiara a New York, di come una potente Signora le avesse corrotto la mente e di come ormai lei fosse completamente soggiogata.

Spiegò di averla scoperta all'Empire State Building e stava anche per rivelare il motivo e il nome di chi si nascondesse dietro tutta quella faccenda ma Will, come illuminato, essendo stato per tutto quel tempo all'oscuro di quanto fosse accaduto da New York in poi, aggiunse che Chiara aveva nominato la sede degli dei e di un fallimento che aveva deluso la sua Signora.

CONTROLUCE-SolangeloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora