Will sentì qualcosa di pungete sfiorargli la pelle e poi un dolore atroce diradarsi come una marea per tutto il suo petto.
Aprì di scatto gli occhi e si trovò sopraffatto dall'oscurità.
Sbatté le palpebre più volte cercando di mettere a fuoco la figura che lo sovrastava, un'immagine, qualsiasi cosa purché avesse la prova di non aver perso completamente la vista.
Si sentì assalire dal panico e cercò di mettersi seduto ma non riusciva a muovere le gambe.
Cercò di toccarle con le mani ma non fu capace di spostarle di un solo millimetro.
Era completamente paralizzato.
Annaspò alla ricerca di aria- anche i suoi polmoni stavano smettendo di funzionare- mentre qualcosa trapassò la carne del collo e fiotti di sangue caldo se ne riversavano.
Era scosso, stordito, saturo di una stanchezza mortale e non avendo più la forza di lottare, raccolse tutte le sue ultime energie e urlò, implorando pietà.
••••••••••••
Annabeth era seduta sulla panchina che dava sul laghetto delle anatre fissando l'acqua cristallina alla ricerca di risposte a domande che neanche lei stessa sapeva di essersi posta.
Aveva una mano sulla pancia e ogni tanto l'accarezzava con un piccolo movimento delle dite.
Madre. Stava per diventare madre e lei non si sentiva minimamente pronta.
Come poteva sentirsi pronta?
Lei e Percy avevano appena iniziato a costruire qualcosa di stabile, a dare effettivamente inizio alla loro vita insieme.
Avevano trovato un equilibrio e questo stava per essere distrutto.
Avrebbe dovuto essere contenta e con la testa persa fra le nuvole a immaginare la loro vita insieme al loro bambino, ma le era quasi impossibile: non riusciva a smettere di pensare a una piccola creaturina costretta a una vita come quella dei semidei, non riusciva a non inscenare tutte quelle situazioni in cui si sarebbe ritrovata una volta compiuti i dodici anni.
Non era ancora nata e il mondo veniva continuato attaccato da masse sconosciute.
Con il passare degli anni i mostri sarebbero ritornati più brutali e più terribili di quanto lo fossero stati in precedenza.
Stava davvero condannando suo figlio a quella vita?
Non negava che era una vita fatta di gloria e onore, non negava che era la vita che lei stessa amava eppure ai suoi occhi brillavano solo gli aspetti negativi, aspetti che non vorresti mai che tuo figlio prendesse in considerazione.
Una parte di lei non avrebbe voluto saperlo, avrebbe voluto partecipare alla missione come sarebbe dovuto accadere in circostanze normali.
Ma quelle non lo erano.
Sua madre le aveva detto che la saggezza non le sarebbe stata di aiuto e le aveva accennato a una scelta.
Annabeth era dubbiosa riguardo quest'ultima: che intendesse decidere tra il prendere parte alla missione o restare al Campo al sicuro?
Ma la scelta sarebbe stata difficile e questa non lo era.
Indipendentemente da tutto il bambino aveva la precedenza sia per lei e sia per Percy.
Percy, che non appena compresa la situazione aveva cacciato via Will ringraziandolo per parlare con lei, era stato entusiasta alla notizia.
La aveva guardata con le lacrime agli occhi e le aveva chiesto cosa avesse intenzione di fare, se lo volesse tenere, perché nonostante lui lo desiderasse, rispettava e amava Annabeth come non aveva mai fatto con nessuno in vita sua.
STAI LEGGENDO
CONTROLUCE-Solangelo
Teen FictionNico e Will, insieme a sette, si ritrovano a dover affrontare una nuova forza, antica e potente, capace di manipolare la mente e la materia quattro anni dopo la guerra contro Gea. Una nuova profezia è stata annunciata e loro credendo di essere final...
