Song: Love me like you do.
<<Fatto!>>
Trillo indossando finalmente l'abito rosa da me scelto per la serata.
Guardo attraverso il riflesso dello specchio il risultato: la schiena è totalmente scoperta mentre una scollatura profonda si insinua sul davanti, il tessuto dell'abito lungo è leggero tanto da non avvertire peso alcuno sui tacchi vertiginosi che mi ritrovo ad indossare.
Justin ha insistito tanto affinché comprassi qualcosa di viola, ma il viola è un colore difficile da portare e quindi ci siamo ritrovati a patteggiare per un colore più delicato.
Non scorderò mai il suo volto annoiato diventato acceso nel vedermi uscire trionfante dal camerino: cercavamo entrambi qualcosa di elegante ma allo stesso tempo semplice, il riflesso della mia personalità.
Sento bussare flebilmente alla porta, una scossa mi percuote tutta: Justin dovrebbe essere qui a momenti e con lui anche Chad.
<<Zia!>>
Esclamo sorpresa, indossa un tailleur color panna delizioso e lo sguardo non può non cadere sul girocollo di perle.
<<Scendiamo di sotto?>>
Do una rapida occhiata alle pieghe dell'abito ritoccandomi leggermente il rossetto dai toni delicati, non vorrei essere in ansia ma le mani tremano oramai da sole.
<<Sei stupenda.>>
Fa tirando su la lampo posteriore del mio vestito, vedo i suoi occhi brillare pieni di gioia: è come se fossi sua figlia, me lo ha sempre detto sin da piccina.
Decido di lasciare la mia stanzetta senza volgermi a guardarla, giurerei di vedere Bieber steso sul letto con il bocca il suo solito mezzo sorriso.
Non appena arriviamo in sala da pranzo non posso trattenere lo stupore: candele rosa cipria, rose bianche in stravaganti vasi e argenteria sembrano rendere tutto così intimo, persino il tavolo di cristallo da me tanto odiato per l'estrema inutilità, viste le attenzioni che apporta, sembra ora essere perfetto.
<<Alla mia principessa!>>
Zia alza il proprio calice porgendomene un altro, colmo di champagne.
Bevo un sorso gustandomi tutta la tranquillità che in questi anni non ho mai avuto: finalmente mi accetto, finalmente sono fiera di me stessa ed ho tutto ciò che un essere umano possa desiderare.
<<Miss Margaret, due ragazzi attendono all'entrata. Li faccio accomodare?>>
Micheal il portiere, che di tanto in tanto fa da comparsa nel suo vecchio frack, annuncia la venuta dei miei amici.
Sento il liquido fresco andare di traverso, sono costretta ad alcuni colpi di tosse per rinvenire dalla situazione scomoda.
Ma il punto della situazione è: e ora?
Cerco di mantenere la calma nel momento in cui gli occhi di zia mi invitano a riceverli.
Attraversare gli ampi spazi di questa villa non è mai stato più stressante: l'ansia che viene man mano a galla con la stessa forza della pressione è mortale.
<<Li ho condotti nel guardaroba presso l'entrata per liberarsi degli oggetti di frivola importanza.>>
A Micheal vorrei gridare di parlare come mamma lo ha fatto, però per l'amore della mia dignità resto in silenzio incrociando appena i suoi occhi color pece.
Incontrare Justin è per me un'emozione forte, lo è sempre forse perché in fondo qualcosa mi turba ovvero la paura che egli possa cambiare.
Il rapporto di fiducia instaurato in questa seconda settimana passata insieme attimo per attimo dona pace ed equilibrio a noi quanto al gruppo.
<<Chad!>>
Il rosso mi si fionda letteralmente addosso stringendomi in un abbraccio, per quanto non mi ci sia soffermata molto e non ci pensi spesso con lui ho condiviso molti dubbi ed è stato sempre un punto di partenza.
Quando finalmente si fa da parte noto come sia diventato arancione, forse per l'imbarazzo della reazione avuta.
<<Sei stupenda!>> dice in un sussurro flebile.
Arrossisco lievemente, schioccandogli un bacio sulla guancia: è il fratello maggiore che non ho mai potuto avere.
<<Il blu ti dona!>> indico il suo completo ed ho ragione, il suo corpo slanciato ne giova.
Justin invece non mi ha ancora degnata di uno sguardo preso come è dal sistemarsi la giacca allo specchio.
Ho percepito la sua ansia nel ricevere la mia famiglia sin da subito, non appena ho lasciato scivolare i miei occhi attenti sulle sue iridi aspre.
non capisco il perché: al contrario mio è sempre perfetto, sa sempre quale maschera si addica meglio al contesto e alla persona che si ci ritrova davanti.
Decido di avvicinarmici sebbene le mani mi tremino.
Lentamente posando le mie mani sulle sue do gli ultimi colpi di grazia alla stoffa.
<<Così dovrebbe andare meglio.>>
Sussurro, noto subito come non si scomponga e come ancora quegli occhi profondi entrino nei miei accompagnati da un mezzo sorriso.
<<Buonasera, Lil Stubborn.>>
Ho un brivido, quella voce calda e bassa non è alla portata di tutti i giorni.
Appoggia appena le sue mani sui miei fianchi per poi lasciare un bacetto sulla guancia.
Noto lo sguardo orgoglioso di Chad che di tanto in tanto si alza furbetti dallo schermo del cellulare, segno di fiducia piena in ciò che Justin compie.
Questa sintonia, qesta pace: l'aspettavo da così tanto.
<<Sei bellissima.>>
Justin mi coglie alla sprovvista sussurrando questo fatidico complimento da me segretamente aspettato.
Faccio scivolare gli occhi sulla sua figura riprodotta dallo specchio e il respiro mi si mozza in gola, è meraviglioso in tutta la sua figura.
I capelli oro tirati indietro, il portamento fiero avvolto nel completo nero ed il petto tatuato celato dalla camicia bianca che cancella ogni traccia dei più svariati tatuaggi ma non quel "Patience" che rimane fermo lì a chiedere mille baci.
Con qualche frase di circostanza, con delle presentazioni al volo ci liberiamo di mia zia per poi correre subito in camera mia.
<<Senza di me, uscite senza di me.>>
Chad ci fulmina con lo sguardo.
Li guardo entrambi appoggiata allo stipite della finestra mentre fumano beatamente sul mio terrazzino.
Il cielo è nuvoloso, come se quelle nubi abbiano deciso di oscurare tutta la bellezza presente nella volta celeste.
<<Quando la piantate di fumare?>>
Evado la conversazione perché noto già un sorrisetto sarcastico affiorare sulla bocca di Justin: sarebbe capace di spiattellare tutti i nostri baci e vantarsi spudoratamente solo per il gusto di vedermi arrossire e completamente presa da lui.
<<Va bene, questa me la segno.>>
Il rosso si disfa del mozzicone mettendo su il broncio, mi fa tenerezza: metà ragazzo, metà uomo con le spalle rivolte al mare e una sensibilità sproporzionata per un cuore solo.
Lo raggiungo per abbracciarlo forte.
Justin sembra avere un fremito eppure noto come una scintilla di orgoglio farsi strada in quegli occhioni color caramello: se oggi siamo qui e possiamo vivere serenamente assieme è in parte grazie al suo cambiamento.
<<Non sciupare il mio migliore amico.>>
Sbuffa rivolto a me, lasciando andare una nuvoletta di fumo: guardo quelle labbra come una dannata.
Come sempre se ne accorge, ma davanti a Chad ci sentiamo entrambi molto frenati.
Non è solo la mia impressione.
<<Che c'è ho qualcosa qui?>> dice passandosi le dita sulle labbra soffici.
Il suo sguardo diventa birichino, vuole provocarmi ed io non sono qui per accettare.
<<Oh Bieber, le tue labbra sono una favola!>> commenta Chad in falsetto.
Ridiamo di gusto, così che le nostre risate si mescolino ben presto al canto senza fine delle cicale.
Spintono entrambi, per poi rientrare e dare gli ultimi colpi al mio outfit.
Mi improfumo alla perfezione, guardando a malapena la palette che mi invita a ritoccare il trucco: sono sempre stata una persona incline al perfezionismo, odio essere impresentabile e questo porta ad un eccessivo stress durante i preparativi.
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Shadows
FanfictionUn amore scelto e voluto da due persone vulnerabili, il destino in accordo con un passato truce. Una vita di eccessi, di litigi, di dipendenze emotive dove amare è ferirsi reciprocamente, volersi a tal punto da possedersi senza remore, scambiando c...
