ATTENZIONE, importante:
Il seguente racconto è stato estrapolato da "Shadows" romanzo autobriografico realizzato cinque anni dopo l'accaduto, i cui diritti vanno interamente agli autori Belle Blanc e Justin Bieber.
Lì, Los angeles 1 gennaio del 20***.
Folle.
Descriverei così la pioggia aranciata e sottile di inizio serata che d'un tratto si era trasformata in un diluvio universale attorno ai lampioni giù in strada.
Era capodanno, il primo gennaio ed io mi accingevo a perdere tutte quelle poche certezze che possedevo.
Le gocce d'acqua premevano con forza disumana contro i vetri delle finestre mentre nell'androne aperto entravano di tanto in tanto follate di vento violente che facevano rotolare un po' più in là qualche petalo di giglio sul marmo insudiciato.
L'ingresso della villa era finalmente triste e vuoto, il palco sul quale i cantanti si erano esibiti un ammasso di cavi elettrici e bottiglie dichampagne.
Il grande orologio troneggiava le scalinate vuote segnando le tre di notte, i suoi rintocchi si confondevano con lo scoppiare dei lampi sulla linea d'orizzonte ed io rabbrividivo stretta a Juss.
Sedevamo sul porticato d'ingresso inspirando l'odore di infissi pregni d'acqua ed il fumo delle nostre sigarette, aveva avvolto un braccio intorno al mio corpo tremante e di tanto in tanto lasciava carezze lungo la mia pelle candida.
Non parlava più, teneva alto lo sguardo nel nulla.
Fu quando vedemmo accostare una cadillac nera illuminare il fondo del viale che finalmente ci guardammo in faccia dopo tanto, si sforzò di sorridere ed io rimasi stupita come sempre nell'ammirare le fossette disegnarsi agli angoli di quelle sua bella bocca.
Ne vennero fuori Alicia e Chad con i loro volti sconvolti e gli abiti sfatti, in particolare Alicia sembrava reggersi a fatica sui tacchi vertiginosi che indossava.
Chad invece aveva uno sguardo profondo e penetrante, non riuscì a sostenere il mio per più di una manciata di secondi, a stentò sussurrò un "come stai?" e si rabbuiò subito nel tracciare con gli occhi le iniziali incise sul portasigari che portavo in grembo.
E.B
Lo cercavamo da quella fatidica giornata passata allo Stabilimento, sennonché il litigio tra me e Justin a causa di Janet aveva rallentato il tutto.
Ricordo che il silenzio persistette fino a quando non giungemmo in fondo al corridoio del secondo piano, Chad mi affiancava timidamente tormentandosi le mani per poi cercare di rassicurare con lo sguardo spiritato chiunque incrociasse il suo.
<<Eccoci.>>
Rabbrividii nel notare la porta dello studiolo semiaperta e una luce giallo viva lanciare un'ombra lunga sul volto pallido di Juss.
Strinse la mia mano così forte, una lacrima solcò il mio viso velocemente eppure lui la racchiuse nelle sue labbra.
Lo amavo così tanto, sapeva trasformare il pianto in bacio.
Appena entrammo il volto severo di Patricia si venne a fissare sul mio, ricordo ancora le occhiaie profonde e l'ombretto sfatto su quegli occhi così celesti.
Una lacrima tradì la sua espressione altera, una sola.
<<Vieni qui.>> fu capace di pronunciare fra i singhiozzi ed io acconsentii.
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Shadows
FanfictionUn amore scelto e voluto da due persone vulnerabili, il destino in accordo con un passato truce. Una vita di eccessi, di litigi, di dipendenze emotive dove amare è ferirsi reciprocamente, volersi a tal punto da possedersi senza remore, scambiando c...
