La campanella prende a suonare in maniera insistente, sciami di matricole si riversano nei corridoi a gruppetti serrati trascinandosi gli zaini colmi di libri inutili e appunti che tanto a partire dal terzo anno incominceranno ad ignorare.
Kristal accende come sempre la solita sigaretta, si trascina sulle scale nel complesso troppo fatta per distinguere gli scalini mentre prende ad elencarmi delle feste a cui dovrei di sicuro partecipare ma alle quali mi presento quasi mai.
Alicia ci ha abbandonate, con la scusa del dover prendere ripetizioni di matematica a casa di Chad.
La spagnola ha cominciato ad essere man mano sempre più assente soprattutto nei giorni in cui, non essendoci rientro, si ci può fermare fuori a mangiare.
<<Dannazione, daddy è venuto a prenderti.>> sbotta Kristal litigando con le calze a rete e la minigonna di pelle, ha un modo tutto suo di venire vestita a scuola.
Alzo lo sguardo sul nugolo di fidanzatini apprensivi, tra questi spicca il volto assorto di Juss: i suoi occhi puntano ai miei e li spogliano feroci, sono arrabbiati i suoi e talmente rossi e cupi dal perdermici per una frazione di secondo.
<<Che fai?>> ridacchia la mia amica osservandomi accendere una sigaretta tattica.
Le lancio uno sguardo languido come a voler intendere uno dei miei soliti "aspetta e vedrai."
Una settimana di assenze, Justin non sa proprio affrontare la sua ragazza incazzata. Proprio no.
Vuole la guerra? Che guerra sia.
Punto diritto alla sua persona spintonando un paio di cheerleader civettuole, le loro divise colorate e il mio abigliamento nero non vanno granchè daccordo.
<<Cazzo ci fai qua?>>
Oramai credo di star urlando, il mio zaino lo colpisce in pieno petto e cade ai suoi piedi totalmente inerte.
Lo fulmino con lo sguardo mentre prende a sogghignare, come sempre del resto ma stavolta non cedo, stavolta sono qui per spaccargli quel bel visino o meglio per prendermi il rispetto che mi spetta di diritto.
Mi attrae a sè portando le sue mani lungo i miei fianchi, è un contatto voluto e contrastato assieme.
<<Dovremmo parlare.>> mormora cercando in tutti i modi di incastrare i nostri corpi in qualcosa di molto simile ad un abbraccio.
Devo fare appello a tutte le mie forze per districarmi dalle sue premure, per quanto io provi a contrastarlo nel complesso la sua figura sembra prevaricare sulla mia ed annientare anche la più piccola probabilità di vincita.
<<Non c'ho da dirti niente io.>>
Colpisco il suo petto con i miei pugnetti, so quanto inutile sia ma davvero fargli del male ora come ora è l'unica cosa che riuscirebbe ad appagarmi, a farmi sentire meno stupida e raggirabile.
Mi lascia andare oramai arreso e forse stanco del mio atteggiamento, in quelle iridi brilla una luce diversa che io stento quasi a conoscere: perennemente irritato, ombroso e sempre sulle sue.
Da un po' di tempo sembra essere caduto in un baratro dal quale non vuole per sua inclinazione risalire.
<<Mezza scuola domattina parlerà di noi, contenta?>> sibila con quel tono odiosetto, si volta a salutare un'altra manciata di amici con il più falso dei sorrisi stampato in bocca.
Ha indosso la sua divisa da giocatore di basket, è sui toni del viola e del giallo e nel complesso gli dona se non fosse per quel cipiglio con il quale mi guarda, che sembra voler sottintendere la sua ragione e il mio torto.
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Shadows
FanficUn amore scelto e voluto da due persone vulnerabili, il destino in accordo con un passato truce. Una vita di eccessi, di litigi, di dipendenze emotive dove amare è ferirsi reciprocamente, volersi a tal punto da possedersi senza remore, scambiando c...
