ATTENZIONE, importante:
Il seguente racconto è stato estrapolato da "Shadows" romanzo autobriografico realizzato cinque anni dopo l'accaduto, i cui diritti vanno interamente agli autori Belle Blanc e Justin Bieber.
Lì Los Angeles, gennaio del 2***.
Erano passate da poco le cinque e il caffè saliva borbottando in cucina, Juss lo affiancava a torso nudo annusando di tanto in tanto le note aromatiche.
Finii di impilare la spesa negli appositi scaffali scompigliandogli i capelli, borbottò qualche parola dolce venenodosi a nascondere nell'incavo del mio collo.
Preparare il caffè era divetata una delle sue attività preferite, da alcuni mesi lo avevo affiancato insegnandogli pazientemente ad usare la macchinetta all'italiana e lui di quei mille passaggi ne era rimasto affascinato.
Il bilocale da noi affittato era sommerso dagli scatoloni, c'eravamo trasferiti da circa tre settimane e le nostre famiglie c'avevano sommerso di articoli per la casa.
La convivenza a me non pesava per niente, mentre con Neville vivevamo in stato confusionale sempre sbronzi e impasticcati circondati da buste di droga e bottiglie vuote con Justin qualsiasi cosa aveva il suo preciso tempo e spazio ed il tutto era perfettamente diviso in due.
Tiffany rotolò giù dal divano con uno sbadiglio, si mise la copertina sulle spalle e corse scalza da Juss.
<<Buongiorno, principessa!>>
Le posò un bacio delicato sulla fronte stringendola forte fra le braccia, erano diventati oramai inseparabili.
Justin portò velocemente la tazzina di caffè alla bocca ingurgitando il liquido, poi di fretta e furia si fiondò in camera da letto per prepararsi.
Come ogni venerdì avrebbe accompagnato Tiffany ai corsi di nuoto sincronizzato per poi raggiungere la propria palestra, lo vedevamo come un momento tutto nostro della settimana: loro due che si infilavano cappotti e guanti ridendo a crepapelle, io che sulla porta di casa davo un bacetto ad entrambi.
Il nostro equilibrio s'era ripristinato, almeno in parte.
Pattie molte volte veniva a trovarmi, facevamo lunghe passeggiate sottocasa o addirittura cucinavamo insieme: parlare con lei ininterrottamente dei miei era salutare, fu sicuramente la psicologa di cui negai sempre il bisogno.
Anche lei iniziò progressivamente a sentirsi meglio, ad assumere sempre più dosi ridotte degli antidepressivi di cui faceva giornalmene uso: il lavoro offerto da mia zia iniziava a fruttare e la fiducia riposta nel marito aumentò esponenzialmente.
<<Amore ci vediamo più tardi.>> strillò Justin precipitandosi all'ascensore, quel giorno erano in ritardo più del dovuto penso.
Juss se ne uscì lasciando ovunque il suo profumo, quel calmante che non sapevo dosare,a cui non sapevo rinunciare.
Quando la porta di casa si richiuse alle loro spalle tirai un sospiro di sollievo, incominciai a rollarne una con impazienza.
Da quella fatidica notte di capodanno molte cose cambiarono nella mia vita: se da un lato avevo in un qualche modo ritrovato una famiglia dall'altro l'ansia e la mia psicologia già molto instabile erano miseramente crollati a pezzi.
Kristal fu l'unica a capire esattamente il mio stato mentale, l'unica a poterlo fare avendo lei stessa un passato turbolento: finimmo così a fumare canne nello Stabilimento e a parlare, parlavamo ormai di tutto avvolte nella polvere, circondate da lattine sporche di birra e graffiti sbiaditi.
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Shadows
Fiksi PenggemarUn amore scelto e voluto da due persone vulnerabili, il destino in accordo con un passato truce. Una vita di eccessi, di litigi, di dipendenze emotive dove amare è ferirsi reciprocamente, volersi a tal punto da possedersi senza remore, scambiando c...
