Il primo telegiornale a diramare la notizia fu il CNN Breaking News, alle otto della mattina, appena poche ore dopo che era esplosa sul web. Fu Becky Anderson, nella sua austera compostezza e l'immancabile giacca rosa, ad annunciare il servizio. Un breve resoconto sull'inizio della vicenda, e poi le dirompenti news confluirono sullo schermo, una dietro l'altra. Quanti più titoli si sovrapposero fra loro, tutti armonicamente coordinati.
"Lo scandalo Towers volge al termine?", "Chi è la fonte misteriosa?", "È tutto vero: La Towers non c'entra niente!", "Lauren Jauregui illibata."
E così via.
Camila seguì metodicamente tutte le notizie, senza perdersi nemmeno una battuta. Mentre si dirigeva all'azienda, non sapeva cosa immaginarsi. Sperava di aver risollevato gli animi, soprattutto di Lauren, ma non ne era sicura. Forse la notizia non aveva giovato alla corvina. Perché? Non lo sapeva nemmeno lei, ma era nella sua indole pensare al peggio. Sempre.
Fortunatamente c'era l'energia frizzante si Dinah a portare una spennellata di briosità alla sua giornata. La polinesiana le raccontò che aveva dialogato molto con Siope, che non era successo assolutamente nulla nella sua stanza, se non che si era addormentata fra le sue braccia. Aveva descritto talmente doviziosamente quel momento che Camila per poco non si era addormentata alla guida.
Doppiamente fortunata, aveva incontrato Normani, la quale aveva non solo raffreddato gli animi troppo adolescenziali della polinesiana, ricordandole che la miglior arma di seduzione è il mistero, ma era servita a Camila anche come epinefrina.
Mentre salivamo in ascensore, Normani si dilungò su come fosse stato possibile che i soldi tornassero magicamente al loro posto. Camila recitò la parte della finta tonta, stringendosi nelle spalle. Mentire non era il suo forte, ma aveva testato il ruolo occasionalmente, quando i moniti di Sinu non transigevano le uscite notturne e quelli di suo padre non ben volevano i ragazzini della cubana...
Se mi vedesse ora. Pensò la cubana, poi le porte metalliche si aprirono, e i suoi pensieri si dissolsero.
Il piano era tutto un fermento.
Investitori che strepitavano al telefono, segretarie che dibattevano con imprenditori pulsanti, manager insolitamente scomposti che allentavano le costose cravatte, Lucy che era semplicemente Lucy... Un vespaio!
«Manca solo Jim Carrey e poi siamo pronti a girare la prossima commedia stagionale.» Commentò frustrata Normani, che aveva una visione organica e flemmatica del personale, per niente correlativa al baccano che stava implodendo nelle viscere dell'azienda.
Tutte le televisioni erano sintonizzate su più canali diversi, ma tutti i notiziari -o quasi- stavano catalizzando l'attenzione sullo scandalo Towers che non era più denominato "scandalo", ma bufala.
Normani e Camila si aggrumarono alla calca per qualche istante, restando comunque in disparte, e capitalizzarono l'attenzione sugli schermi. Era notevole la mole mediatica che contemporaneamente discuteva del caso, ingenerando forse più scompiglio che ordine.
«Andiamo, abbiamo una riunione.» Bofonchiò Normani sommessamente, ringhiando contro il corteo di televisori.
Non sembrava contenta degli eventi. Forse sollevata, ma non contenta.
A Camila si gelava il sangue ogni volta che osservava lo sguardo contrariato della collega posarsi su quella o quell'altra faccia giornalistica. Pensare che tutto quel caos lo aveva scatenato lei.
I suoni del corridoio arrivavano ovattati alla sala meeting, dove una falange di investitori si era rifugiata per scampare al clangore. Quando tutti presero posto, Lauren fece il suo ingresso in sala, puntuale come sempre.
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Towers
FanfictionLauren, 25enne pluripremiata, è a capo di una grossa azienda multinazionale che fattura miliardi di soldi annui. È molto quotata online, a tal punto che le sue azioni sono ripartite solo fra pochi fortunati. Camila, 23enne "allo sbando", riceve in...
