Quando andava a pranzo fuori detestava sedersi in solitaria, perché occupare un tavolo riservato solo per lei stessa la faceva sentire dannatamente osservata. Sembrava che tutti gli occhi fossero puntati su di lei, e forse lo erano davvero. Così una tranquilla colazione da Strabucks o un pranzo al ristorante diventavano una seduta di gruppo con degli sconosciuti che si sentivano in diritto -quasi in dovere- di scambiare occhiate misericordiose con Camila. Santo cielo, io sto benissimo! Avrebbe voluto urlare all'ennesimo avventore che con lo sguardo più abbattuto del cornetto cencioso che stringeva in mano aveva intercettato quasi forzatamente i suoi occhi, elargendo un sorriso compassionevole. In realtà lei non pensava ci fosse niente di strano a sedere da soli nel mezzo di un locale affollato, era quasi imbarazzante lo scambio di occhiate caritatevoli, quasi come se improvvisamente tutti avessero scordato che stare da soli era un sacrosanto diritto e che non fosse così anomalo saperci stare, ma, al contrario, che fosse anormale non saperci convivere.
Comunque tutta la faccenda degli sguardi tragicamente mortificati si vanificò -Grazie a Dio- quando Lauren entrò nel locale, si guardò attorno con aria un po' scompigliata a causa delle raffiche di vento che soggiogavano New York, e Sorrise incrociando lo sguardo della cubana e andandole incontro con il bavero rovesciato e i capelli imperlati di rugiada.
«Sono in ritardo?» Domandò con un sorriso tenue, accomodandosi.
«No, sono in anticipo io.» Sorrise la cubana, incassando le spalle.
Lauren si alleggerì dal cappotto. Sotto indossava solamente un golf di lana caldo che poggiava sui jeans chiari. Era spontaneamente bella, senza alcun bisogno di doversi agghindare o dover ritoccare il trucco -che per la cronaca non aveva-. Era davvero mozzafiato.
Il cameriere prese la sua ordinazione, non senza scoccarle un'occhiata di troppo. Beh, immagino che sarà sempre così, Rifletté la cubana. Non solo Lauren era una donna avvenente e dal fascino sopraffino, era anche una figura importante e molto conosciuta.
«Come sta tuo padre?» Domandò la cubana, che nell'ultima settimana non aveva avuto modo di fermarsi per una capatina vista l'agenda oberata di incombenze -fra cui rimpinguare la dispensa che Dinah aveva rifornito solamente con alimenti orientali che avevano nomi impronunciabili per una profana come Camila.
Lauren sospirò, avvolgendo in un gesto prostrato la tazza calda sotto al suo naso. «È molto stanco. Lui non lo dice, ma si vede.»
«Mi dispiace tanto. Me lo saluterai?» Chiese la cubana, abbozzando un sorriso mesto.
«Possiamo andare insieme, gli manchi.» Il bagliore negli occhi della corvina sottintese ciò che le parole non ebbero l'audacia di esprimere. Ciò che non viene detto non è comunque inespresso, mai.
«Allora andremo insieme.» Convenne la cubana, registrando il cenno riconoscente del capo dell'altra.
Il cameriere tornò per servire una cioccolata calda ordinata dalla cubana e due brownies in omaggio. Ancora uno sguardo di sottecchi scagliato dal ragazzo col grembiule sganciato e le maniche arrotolate ad esporre i muscoli guizzanti. Camila lo lasciò perdere; Lauren non distoglieva gli occhi da lei, era tutto ciò che importava.
«E come stai tu?» Fu la seguente domanda di Camila quando furono nuovamente sole.
Lauren arginò un sorriso. Sapeva bene ciò che inconsciamente stava facendo Camila: evitando che venisse posta a lei la medesima domanda.
«Sto bene, Camila, grazie.» Prese un sorso del suo caffè, prestando oculata attenzione al minuetto che eseguivano gli occhi della cubana tutt'attorno. «E tu come stai?», domandò infine Lauren.
Camila trasse un respiro profondo, molto profondo, ossigenando anfratti di se si estendevano oltre gli apparati. «Sto... bene.» La realtà era che quella breve pausa fra lo "sto" e il "bene" descriveva tutto ciò che c'era da dire sul suo stato d'animo. Lauren annuì lentamente, senza obiettare. Le faceva male essere la causa del malanimo della cubana, ma era lì per rimediare.
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Towers
Fiksi PenggemarLauren, 25enne pluripremiata, è a capo di una grossa azienda multinazionale che fattura miliardi di soldi annui. È molto quotata online, a tal punto che le sue azioni sono ripartite solo fra pochi fortunati. Camila, 23enne "allo sbando", riceve in...
