La mattina seguente, Camila si svegliò con le occhiaie che le circondavano gli occhi, le palpebre cenciose e due dispettose rughe attorno agli angoli della bocca.
Aveva dormito si e no quattro ore, a causa della tempesta che aveva soggiogato Miami per tutta la notte. Lo sferzare violento dei vetri, il battito stillante della pioggia, l'ululato macabro del vento e infine il chiarore dei fulmine che avevano crepato il cielo erano stati una perfetta combinazione per l'insonnia.
Amava le tempeste, ma ne aveva paura. Sì, era un paradosso, forse uno dei pochi che aveva... O forse uno dei tanti. Doveva ancora capirlo.
Comunque, abbisognava di una dose di caffeina ingente. Almeno tre caraffe, solo per affrontare le prime dodici ore. Ma dato che la festa si sarebbe prorogata minimo fino alle quattro, e che la visita in programma a sua madre e sua sorella le avrebbe tolto energie, forse il numero di caraffe era da moltiplicare.
Adesso il cielo sembrava rischiarato, ma il mare era in rivolta. Non sembrava finita la rivoluzione del cielo, ma appena cominciata.
La cubana si vestì, si truccò, si lavò i denti e uscì dalla stanza. Alla maniglia di Lauren era affissa ancora la targhetta "Do not disturb." Camila ipotizzò che la corvina non fosse riuscita a prendere sonno, sempre a causa del ribaltamento degli emisferi, e che fosse rimasta a vegliare tutta la notte. Non la disturbò, così come richiesto. Tanto non avevano niente schedulato in agenda, non per la mattinata. L'unico evento prefissato era quello serale: l'apposizione della famigerata firma! Ma per il resto, Camila aveva qualche ora d'aria. O, meglio, d'uragano.
Si rifornì al bar, facendo una scorpacciata di fette biscottate e marmellata, fette biscottate e nutella, caffellatte e succo di pesca. Dopo aver saziato la prima fame, la cubana lasciò detto alla reception di avvertire Lauren che non sarebbe stata in albergo fino alle 16. Se avesse avuto bisogno di lei, poteva contattarla oppure trovarla all'indirizzo trascritto sul foglio. In largo anticipo, come piaceva alla corvina, per azzimarsi per la messa televisiva.
Chiamò un taxi e si fece scortare fin sotto casa. Le strade erano un disastro, circolare era un'impresa. Solo pochi avventurieri si addentravano fra le "macerie" della città. Alberi caduti che intralciavano la strada, alcuni tetti scoperchiati, cassonetti rovesciati e oggetti vari che sventagliavano ancora impigliati fra le chiome delle palme, o sventolavano fra le rotte incongrui del vento. Sembrava una città fantasma.
Il tassista fu costretto a lasciarla a qualche metro dall'indirizzo indicato, perché la strada era bloccata da un tronco. Camila lo ringraziò e gli lasciò la mancia.
Il vento soffiava impetuoso. L'ululato le assordava i timpani, il freddo le pungeva ogni arto e, in più, era difficile muoversi in quel turbine impietoso. Un alito di vento spostava agilmente la figura gracile della cubana, che doveva opporre tutte le sue forze per non essere spazzata via come un ramoscello.
Sopraggiunse sul patio in una manciata di minuti. Nessuno avrebbe udito bussare, visto il frastuono che si stava scatenando. La cubana si munì di mazzo di chiavi e aprì la porta, sperando che non avessero cambiato la serratura. Fortunatamente era ancora quella. Girò nella toppa e si infilò nell'ingresso, richiudendo con il chiavistello l'uscio.
«Mamma!» Chiamò a gran voce, sperando di essere udita. Nessuna risposta.
Probabilmente il suo richiamo si era perso nella risacca egocentrica del vento.
Percorse tutto il corridoio, riscaldandosi al tepore della sua accogliente dimora. Era strano essere di nuovo lì, ma ne era felice. Adocchiò la cucina, ma le luci erano tutte spente. Allora si voltò verso il salotto e vide una luce soffusa illuminare l'ambiente. Si approssimò ad essa, ed ecco che sul divano compresero due teste. La televisione aveva ripreso a mandare in onda i cartoni solo poche ore prima, quindi Sofia stava recuperando le lacune del giorno antecedente con una maratona degna di medaglia.
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Towers
Fiksyen PeminatLauren, 25enne pluripremiata, è a capo di una grossa azienda multinazionale che fattura miliardi di soldi annui. È molto quotata online, a tal punto che le sue azioni sono ripartite solo fra pochi fortunati. Camila, 23enne "allo sbando", riceve in...
