Capitolo 10

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Come ogni sera i ragazzi sperduti danzano intorno al focolare accompagnati dal flauto di Peter Pan, mentre io, appoggiata ad una grande quercia osservo il tutto e come ogni volta mi domando quale sia la storia che si celi in ognuno di loro. Al di là dei loro sguardi apparentemente felici e spensierati vedo delle persone che hanno sofferto molto. Cerco di memorizzare più volti possibili e collegarli a qualche nome che ho sentito dire ma conosco poche persone.
Ma mentre li osservo mi viene in mente qualcosa e cerco con lo sguardo quel ragazzo, uno dei miei pochi pregi è quello di capire quando le persone mentono e lui lo stava facendo. Per mia sfortuna non lo trovo così senza pensarci mi volto verso Felix.
Come sempre il suo capo è coperto dal cappuccio così mi avvicino trovandomi uno sguardo afflitto e malinconico, per quanto mi abbia trattato male dal primo giorno mi dispiace vederlo così e non poterlo aiutare.
Inoltre sono convinta che io non gli sto molto simpatica e probabilmente la cosa migliore sarà spostarmi da vicino lui ma non lo farò.

«So cosa ti renderà felice» esclamo di botto attirando la sua attenzione e lui, annoiato, si volta verso la mia parte, è solo adesso noto un'altra cicatrice sul suo volto, una già la teneva quando sono arrivata e si trova sotto l'occhio ma solo adesso noto la piccola cicatrice sulla fronte.

«Cosa?stai andando via?» domanda confermando la mia teoria di prima, gli sto leggermente antipatica.
Ruoto gli occhi divertita ma noto che è serio così mi ammutolisco.

«Tu aiutami e io sparirò» affermo sperando di entrare in qualche compromesso ma nel suo volto non traspare nessuna emozione.

«Fammi indovinare» inizia a parlare strofinando le mani tra loro «vuoi scappare dall'isola e stai chiedendo aiuto a me pur sapendo che sono il braccio destro di Pan» continua e sembra una barzelletta detta così e pensandoci lo è, inoltre chi folle chiederebbe aiuto a Felix?

«No,ho bisogno di un tuo aiuto per qualcos'altro» vacillo in cerca di qualche parola adeguata da dire. Con un cenno del capo mi invita a continuare e così, raddrizzando la schiena, faccio come dice. «mi sai dire il nome di un ragazzo poco più alto di me, con indosso un paio di occhiali, capelli e occhi marroni» lo  descrivo cercando di ricordarmi più particolari possibili e per mia fortuna, fino ad adesso, è l'unico che indossa gli occhiali e dovrebbe essere semplice capire a chi mi riferisco.

«Stai parlando di John» afferma leggermente divertito, mi sa che tra i due il folle è lui, cosa c'è di divertente in quello che ho detto? Vabbè almeno sta ridendo, un punto a me.

«Sai dove si trova?» domando avvicinandomi di più a lui, ansiosa di sapere, c'è qualcosa in quel John che mi incuriosisce e devo sapere cosa ci faceva ieri in quel luogo che lui stesso ha detto che era proibito.
Sul viso di Felix compare un sorriso beffardo mentre si guarda intorno divertito.

«Cosa ci guadagno?» domanda e sbuffo per ciò, non può semplicemente farmi un favore? la riposta sarà sicuramente negativa così decido di non chiedere proprio e penso a cosa può guadagnare.

«Tutto quello che vuoi» affermo non proprio sicura ma non ho nulla da perdere e nulla da dare quindi non so cosa mi chiederà, so solo che sento la necessità di incontrare John.
Sul suo viso si dipinge il solito sorriso beffardo e capisco che ha accettato l'accordo.
Potrei chiedergli della sorella di Michael ma sarebbe troppo azzardato.

«È un tipo abbastanza strano» afferma grattandosi il mento con fare pensieroso «So che di solito si rifugia nella collinetta vicino al lago» spiega e le escursioni dell'isola si stanno rendendo utili, per fortuna sono passata davanti ad un lago ma non ci ho fatto molto caso.
Gli sorrido per ringraziarlo e di fretta mi alzo correndo via, non ho tempo da perdere, più i minuti passano su quest'isola più Bealfire rischia e sono convinta che questo John mi possa aiutare.

•𝑃𝑒𝑡𝑒𝑟 𝑃𝑎𝑛 𝑛𝑒𝑣𝑒𝑟 𝑓𝑎𝑖𝑙𝑠•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora