capitolo 36

3.9K 203 46
                                        

Mi trovo nello studio di Killian e sto osservando alcune mappe e testi di una lingua antica che dobbiamo ancora tradurre.
Il capitano mi ha informato che da anni stanno cercando un tesoro nel centro dell'isola ma che non sanno nient'altro. Vogliono utilizzare il giorno in cui combatterò con Peter per intrufolarsi nell'isola e cercare il tesoro che tanto desiderano.
Nel mentre sto cercando di tradurre questi testi, scritti in greco antico, ma senza dizionario o qualsiasi cosa d'aiuto mi risulta complicato. Le uniche parole che sono riuscita a tradurre sono state "centro" "isola" "vita".

«Killian Jones la tua puzza di vodka si sente da metri di distanza» esclamo raggruppando i vari fogli senza sollevare lo sguardo.
«Madelaine Cooper ti hanno mai detto che sei insopportabile» ribatte divertito e sollevo lo sguardo su di lui, sollevando in modo presuntuoso l'angolo della bocca.
«ieri non dicevi questo»
«oh colpito e affondato» esclama in modo fin troppo teatrale, fingendo di essere stato colpito al petto. Scuoto la testa divertita e noto che si avvicina a me per posarmi un semplice bacio sulla fronte.

«ieri cosa voleva da te Spugna?» domando dopo qualche secondo portando, curiosa, il mio sguardo su di lui.
«nulla di che» cerca di liquidare il discorso con una mano, per poi sedersi di fronte a me e prendere alcune mappe per analizzarle.
«beh allora dimmelo» rispondo scontrosa. Non sopporto quando cerca di nascondermi le cose e gliel'ho fatto capire più volte, ma è come se non mi ascoltasse.
«non è im-» cerca di liquidare nuovamente il discorso e così ribatto, utilizzando ancora un tono serio e autoritario.
«se non è nulla di che, allora dimmelo» inarco un sopracciglio osservandolo attentamente e quando capisce che mi sto innervosendo, alza le mani in aria in segno di sconfitta e sbuffa.
«Spugna ha scoperto delle cose riguardanti a Peter Pan» spiega deglutendo amaramente il nome di quel ragazzo dagli occhi neri.
Rimango interdetta per qualche secondo e poi annuisco invogliandolo a continuare.
«gira voce che con il passare degli anni, il suo potere sia aumentato e che sia molto più spietato rispetto ad un secolo fa» aggiunge e rimango in silenzio per qualche secondo riflettendoci.
«e ti spaventa?» domando aspettando una sua reazione.
«certo che no! voglio semplicemente capire da dove provenga il suo potere» risponde frettoloso alterando il suo tono.
«e allora perché non me lo volevi dire?» sbotto chiudendo le mani in due pugni, capisco che questa notizia non sia bellissima ma non capisco il motivo per cui non me lo volesse dire.
«perché sono solo voci! non sappiamo se sia la realtà» risponde ma lo conosco fin troppo bene da capire che c'è altro sotto.
«avevi paura che una volta saputo ciò, non mi sarei voluta più battere con lui?» domando in modo fin troppo arrogante mentre mi sporgo dalla sua parte in attesa di una sua reazione che non tarda ad arrivare.
«certo che no!» urla battendo la scrivania con un forte pugno «mi hai raccontato la tua storia, so che niente ti farà cambiare idea!»
«e allora qual è il problema?»
«anzi, non rispondermi!» affermo liquidandolo con una mano «non mi interessa» mento.
Certo che mi interessa, ma in questo mento non mi va di discutere, ho cose più importanti a cui pensare.
«ma sai che ti dico?» domando e a passo svelto mi dirigo verso l'uscita dello studio.
Salgo sopra il cornicione della nave e mi mantengo al palo, per avere una visione completa di tutta la nave.

«pirati!» urlo richiamando la loro attenzione «avvicinatevi»
Scruto attentamente che vengano, almeno la maggior parte e tra questi vi è anche Killian che mi guarda con un cipiglio sul viso.
«98 anni fa vi feci una promessa» urlo sorridendo in modo presuntuoso «è arrivato il momento di mantenerla!»
La nave viene riempita da urla di gioia ed esaltazione, e come ogni buon pretesto, corrono a prendere della birra o del vino per brindare.
«questa sarà la mia ultima notte qua, poiché all'alba andrò all'isola» spiego e con un veloce salto scendo dal cornicione, sotto gli applausi dei pirati.

Salkey mi passa un calice che mi appresto a prendere per berlo.
«non credi che me ne avresti dovuto parlare prima?» domanda con tono leggermente scontroso Killian, avvicinandosi a me.
«no» rispondo scontrosa «non ho bisogno del consenso di nessuno» aggiungo con tono presuntuoso mentre lo noto inclinare leggermente il capo e mostrare un sorriso sghembo.
«la tua determinazione è la prima cosa che mi colpì quando venisti da me per la prima volta» spiega passando l'uncino sulla lunghezza de mio viso, come una carezza.
Non rispondo, non ho nulla da dirgli e quando lo nota, decide di avvicinarsi prepotentemente per far combaciare le nostre labbra, e non mi tiro indietro.
cosa c'è tra me e Capitan Uncino? nulla.
Con lui cerco di distrarre semplicemente i miei pensieri e credo che lui l'abbia capito, essendo lo stesso per lui. Non è amore, tantomeno un qualsiasi tipo di attrazione, se non fisica. Vorrei anche dire che quando lo bacio mi trasmette qualsisia emozione, ma mentirei.
Perché non mento quando dico che da 98 anni non sento nulla, solo questa irrefrenabile voglia di vendicarmi. Sembro uno zombie, un morto che cammina, poiché non sento nulla, solo un vuoto allo stomaco che ha bisogno di essere colmato, questo vuoto che da quasi un secolo l'ho trasformato in rabbia, pura e semplice rabbia.
In questi anni ho imparato a farmi rispettare, nessun pirata ha mai osato rivolgersi a me in modo inappropriato. Solo le prime settimane che arrivai, facevano commenti di ogni tipo, iniziai subito a reagire e a stabilire la mia posizione. Vorrei dirvi che sono stati come una famiglia per me, ma anche questa volta mentirei. Sembro una persona totalmente diversa e questa volta non mi spaventa, 98 anni fa è morta Madelaine, la ragazza innocente e sognatrice, per dare spazio a questa nuova versione di me, che personalmente mi piace di più.

***

Sono seduta sul cornicione della nave e osservo le lievi onde del mare scontrarsi tra di esse, mi ricordo che un tempo avevo paura del mare profondo, di cosa si potesse nascondere al di sotto, soprattutto di notte, quando è tutto scuro; adesso, invece, mi incanto a guardarlo.

«signoria Cooper» si avvicina a me Spugna, interrompendo i miei pensieri.
«dimmi» dico puntando lo sguardo su di lui, e come ogni volta si rigira il cappello tra le mani con fare nervoso.
«beh i-io so-ono» balbetta poi parole incomprensibili e quando corrugo la fronte non riuscendo a capire, rilascia un lieve sospiro per rilassarsi.
«volevo solo dirvi 'buona fortuna'» afferma con tono più sicuro osservandomi malinconico.
«non ne ho bisogno» rispondo fredda riportando lo sguardo sul mare.
Lo sento sospirare e credevo che se ne sarebbe andato, ma rimane al mio fianco ancora per qualche secondo.
«che Dio abbia pietà dei tuoi nemici» lo sento sussurrare prima di allontanarsi.

•𝑃𝑒𝑡𝑒𝑟 𝑃𝑎𝑛 𝑛𝑒𝑣𝑒𝑟 𝑓𝑎𝑖𝑙𝑠•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora