Come mi sento? Non saprei spiegarlo, temo leggermente per quel che sarà la reazione di Baelfire.
Sono stata fuori per tutta la notte, ho vagato per l'isola per ore intere, non ho chiuso occhio, troppo occupata a pensare a come uscire da questo casino che io stessa ho combinato.
Prendo un respiro profondo ed entro di scatto nella tenda che condivido con Baelfire. Quest'ultimo è seduto sul mio letto pensieroso e come il suo sguardo incontro il mio, incrociando il mio viso afflitto, si alza di scatto dal letto e corre verso di me e rimango stupita quando mi racchiude in un abbraccio.
Incredula per il suo gesto, rimango bloccata sul posto e non riesco a ricambiare; fatto sta che non mi merito tutta questa gentilezza da parte sua.
«se te lo stai chiedendo» inizia a parlare allontanandosi di un passo da me «sono amareggiato per ciò che è successo, pensavo che tra noi non ci fossero segreti e non ti nego che come lo scoprii rimasi furioso nei tuoi confronti per qualche ora» le sue parole sono pugni sul mio stomaco «ma poi mi sono messo nei tuoi panni e ho compreso che è dura veder morire un ragazzo tra le tue braccia per poi ritrovarti suo fratello che lo cerca. Fatto sta però che io al tuo posto mi sarei comportato in maniera differente»
Capisco ogni singola parola pronunciata da Bae e sono felice che abbia capito la mia posizione difficile ma ho imparato la lezione e sono convinta che non si ripeterà più.
Siamo rimasti troppo tempo su quest'isola e non vedo l'ora di andare via, costi quel che costi.
«niente più segreti, promesso» esclamo alzando il mignolo in alto, come quando si è soliti a mantenere un segreto oppure una promessa.
Nonostante sia leggermente titubante decide di stringere comunque il suo mignolo con il mio e sorrido.
Non merito tutto ciò, non merito la sua bontà e un giorno riuscirò a ripagare tutto l'amore che mi sta dando.
🍃🍃🍃
Dopo aver risolto con Baelfire e svolto i compiti che mi sono stati assegnati, ho deciso di cercare John per risolvere la questione.
Ho vagato in diversi posti senza mai trovarlo, ma per mia fortuna mi è rimasto un ultimo luogo, ovvero il lago. Sono sicura al 99% che lui si trovi lí, peccato che me lo sia ricordato solamente adesso. Da come ho capito va la per riflettere o semplicemente per rilassarsi.
Come previsto lo trovo accovacciato vicino al lago, che guarda ammaliato.
Gira voce che quel lago sia incantato, ma non ho mai trovato nulla di strano o di sospetto.
Prendo un profondo respiro e mi faccio coraggio.
Forza Madelaine!
Forza Madelaine!
Forza Madelaine!
Ho bisogno che qualcuno mi incoraggi...
«sono stata egoista» deglutisco rumorosamente, quando noto che a parlare sono stata proprio io, non essendo del tutto pronta. «ero ossessionata dallo scappare dall'isola che non ho pensato a chi mi circondasse»
«vai via Madelaine! Non ho voglio di discutere» sbotta John ma lui deve sapere che può fidarsi di me e che non ho cattive intenzioni.
«ero accecata! Non mi sono messa nei tuoi panni e ho fatto l'errore più grande del mon-» non riesco a finire la frase che il ragazzo rosso in viso mi blocca.
«smettila! Le tue scuse non riporteranno indietro mio fratello!» sputa acido e mi merito ogni sua singola parola.
«non voglio il tuo perdono! Voglio farti capire che ti puoi fidare di me»
«citasti queste ultime parole anche quando ci incontrammo! Chi mi dice che non mi stai mentendo ancora?» domanda furioso più che mai alzandosi da terra e avvicinandosi a me.
Mi sa che sto oltrepassando il limite.
«tutto ciò che mi importa è far scappare Baelfire da questa maledetta isola! E ammetto che ho ignorato qualsiasi ostacolo e mi sono buttata a capofitto» esclamo tutto d'un fiato «non ti chiedo il perdono...solo pensaci, okay?» domando abbassando il tono di voce.
«va via» borbotta John per poi risedersi pensieroso in riva al lago.
Scusa, sono pessima.
Decido di non insistere e dargli un po' di tempo, domani ritornerò a parlargli.
Mi volto di spalle per poi inoltrarmi nell'enorme foresta, fa così strano pensare che un'isola possa essere collegata ad un ragazzo, precisamente un ragazzo dagli occhi neri come la pece.
Il sole sta tramontando e fra un po' i bimbi sperduti devono cenare per poi rintanarsi nelle loro tende. La cosa strana è che al contrario mio, molti si sentono fortunati a stare in questo luogo.
Capisco di essermi persa quando noto di trovarmi a qualche metro su un precipizio, la cosa che mi inquieta parecchio è il ragazzo seduto al confine con le gambe penzolanti nel vuoto.
Ho studiato così attentamente questo ragazzo che subito riesco a collegare di chi si tratta, beh non vi meraviglierete se vi dicessi che è proprio Peter Pan.
Senza dire nulla decido di avvicinarmi e sedermi al suo fianco, sono consapevole del fatto che con una mossa mi potrebbe far precipitare da metri e metri di altezza ma non so con quale coraggio decido comunque di farlo.
Una volta seduta al suo fianco, osservo il suo profilo senza paura che mi possa beccare, cosa probabile poiché ci dividono pochi centimetri.
Ha la fronte corrugata e alcune ciocche ribelli cadono coprendola un po', gli occhi neri come sempre ma questa volta intravedo un pizzico di luce, una briciola di umanità, ha lo sguardo di chi ha la mente troppo affollata dai suoi pensieri e non riesce a liberarsene, conosco troppo bene quello sguardo e quel luccichio chiaro.
«cosa fai qua?» domanda dopo qualche secondo di totale silenzio in cui guardava immobile la luna.
«nulla in particolare» rispondo semplicemente evitando il discorso su John, se ci penso vorrei urlargli contro. Sapere che a qualche centimetro di distanza si trovi l'assassino di Michael e di molti innocenti mi fa rabbrividire ma non a tal punto da andarmene.
«a cosa pensi?» non so con quale coraggio le parole mi escano dalla bocca.
«che sono stato così a lungo nelle tenebre...che ho quasi dimenticato quanto fosse bello il chiaro di luna» risponde Peter Pan e finalmente riesco a vedere un ragazzo normale, e non vorrei illudermi ma non riesco a non vedere del buono in lui.
Sorrido alla sua affermazione e lui gira il capo, iniziando ad osservare il mio viso. Non nego che il suo sguardo mi mette in soggezione, ma rimango immobile aspettando una sua mossa.
E come se fosse la fine di una favola, tutta l'atmosfera sparisce, i suoi occhi ritornano neri come la pece ed il solito ghigno compare sul suo viso.
Pensavo che adesso avrei dovuto assistere ad una delle sue solite sfuriate ma deglutisce e quasi in modo impercettibile apre bocca per parlare: «i bimbi sperduti avranno sicuramente fame...meglio ritornare all'accampamento»
Ha gli occhi più tristi del mondo eppure non piangono mai.
Heyy
Sono consapevole del fatto che questo non sia il capitolo più bello che io abbia mai scritto ma volevo farvi vedere quella piccola parte umana di Peter Pan.
E, inoltre, ritenevo necessario che voi sappiate di come Baelfire abbia affrontato la cosa e di come John non voglia più avere nulla a che fare con loro.
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•𝑃𝑒𝑡𝑒𝑟 𝑃𝑎𝑛 𝑛𝑒𝑣𝑒𝑟 𝑓𝑎𝑖𝑙𝑠•
FantasySapete la storia dello yin e dello yang? Dicono che rappresenti rispettivamente il male e il bene. Il simbolo dello yin è completamente nero, tranne per un piccolo puntino bianco, ciò sta a significare che per quanta oscurità si celi nel corpo di u...
