《Sai una volta mia cugina, di sedici anni, mi ha detto che si era imbucata ad una festa. Mi chiedo che intendesse?》feci una riflessione ad alta voce.
La prima volta che lo dicevo a voce alta.
Io e Jack eravamo nella mia casa nel bosco e stavamo aspettando il tramonto.
Il mio amico sosteneva di non aver visto un tramonto per intero, in tutta la sua vita. Rimasi scioccata nel venire a sapere tale rivelazione. Lo costrinsi ad andare nel bosco, senza dire nulla a nessuno – nemmeno a Mary – e aspettare che il sole calasse oltre l'orizzonte.
《Mia madre una volta me l'ha spiegato. Vuol dire, mi pare, entrare in una festa a cui non sei invitato. Chissà cosa si prova ad infrangere una tale regola》spiegò il mio amico, guardando il cielo.
Gli chiesi se davvero non avesse mai visto un tramonto intero nella sua vita o se lo stesse solo inventando. Mi rispose che era la triste e cruda verità; purtroppo non aveva avuto quella fortuna: ma c'ero lì io!
Gli sorrisi rassicurandolo sul fatto che questo sarebbe stato un tramonto magnifico e che non se lo sarebbe assolutamente perso.
《Com'è tua sorella?》chiesi di getto, senza pensare.
Solo dopo, realizzai la pesante domanda che avevo posto e mi scusai.
《Fa niente》mi rassicurò Jack《Io e lei abbiamo uno strano rapporto. Questi deriva dal fatto che io mi trovo meglio con mia madre che con mio padre, però mia madre non vede di buon occhio Carmen e quindi io la penso come lei. Non credo che la mia sorellastra sia un mostro, ma cerco di evitarla. Sono una così cattiva persona?》rispose, per poi guardarmi preoccupato
Scossi la testa.
Non c'era nessun problema se lui non andasse d'accordo con sua sorella. Capivo cosa provava.
《Tranquillo, so cosa si prova》mi lasciai scappare.
Mi poggiai una mano sulla bocca e spalancai gli occhi. Forse se non l'avessi fatto, Jack non avrebbe fatto domande. Mi guardò perplesso, poi chiese.
《Anche tu hai un fratello o una sorella, per caso?》domandò, senza sapere la gravità di quel quesito.
Scossi la testa.
I ricordi cominciarono a riaffiorare. Uno alla volta, piano piano. Mi sentii come inghiottita da essi, come se non potessi più respirare. Mi sentii come se la mia anima stesse urlando di scappare, correre via, ma io non riuscissi a muovermi. Loro mi raggiunsero e si scagliarono contro di me, attaccandomi e mettendomi al suolo. Mi sentii come in battaglia, quando sai di star per morire.
Jack non capiva. Mi guardava in attesa di una ripsota, che forse mai sarebbe arrivata. Non ero pronta a parlarne e volevo solo fare finta di non aver detto nulla. Mi pentii della mia reazione esagerata.
Dovevo essere più cauta.
Già.
《No》risposi.
Mi alzai e uscii dalla casa, per andare a girovagare e poi tornare a casa.
Jack mi guardò, ma non si mosse.
Era scioccato quanto me.
*****
《Ehi, tutto bene?》chiese il mio amico, quando tornai da lui.
Eravamo ancora nel bosco e Jack mi aveva aspettata per tutto il tempo.
Il tramonto non era ancora iniziato e gli dissi che non se lo sarebbe perso per nulla al mondo. Disse che si sarebbe perso anche mille tramonti, pur di sapere perché fossi così giù di morale.
Purtroppo, quel giorno non dissi nulla. Gli assicurai che un giorno avrebbe saputo tutto, che gli avrei detto tutto.
Aspettammo che il sole tramontasse. Sorrisi vedendo la faccia di Jack estasiato davanti dai colori che il cielo assumeva. Diceva che guardare il tramonto fosse stata la cosa più bella della sua vita, mentre la più emozionante era stata scappare con me e rifugiarsi nella casetta nel bosco.
Tornati al castello, Mary ci guardò con sguardo infuriato. Pensai fosse persino sul punto di prenderci a schiaffi.
Era arrabbiata come non l'avevo mai vista.
Le importava così tanto che io e il mio amico stessimo al sicuro?
All'inizio, quando Mary scoprì la presenza di Jack, pensai che l'avrebbe subito denunciato. Feci lo stesso pensiero quando arrivarono le truppe di Settentrione. Ora, ero stupita che Mary ci tenesse così tanto a tenere al sicuro Jack.
Dopo la sua – lunga – ramanzina, ce ne tornammo in camera mia e dopo cena ammirammo un po' le stelle.
Jack disse che tutto questo tempo e silenzio per godersi tali meraviglie naturali non li aveva. A detta sua, nel castello di Settentrione, c'era sempre un via vai di gente e mai il silenzio necessario per godersi un attimo di pace.
Mi disse che stare con me era stato una liberazione.
Qui non vedeva o sentiva tutto il caos, che regnava in casa sua. Non c'era nessun via vai per le camere e poteva stare tranquillo.
Guardò le stelle con me.
Ci addormentammo davanti alle stelle. Eravamo seduti, con la schiena appoggiata al mio letto e la faccia rivolta alla finestra aperta.
Non avevo paura sbattesse durante la notte, poiché c'era un sistema per bloccare la finestra ed evitare che si muovesse.
Jack fu il primo dei due ad addormentarsi. Me ne accorsi solo quando vidi una stella molto luminosa muoversi nel cielo.
Mia cugina le chiamava 'stelle cadenti'.
Diedi un colpo con il gomito al mio amico e indicai la stelle che stava “cadendo” nel cielo.
Avevo un sorriso sulle labbra. Mi girai verso Jack e vidi che aveva gli occhi chiusi, ma l'ombra di un sorriso sul viso; aveva un'aria così rilassata, che quasi mi dispiaceva svegliarlo.
Presi una coperta che giaceva sul mio letto e la stesi sulle sue gambe, poi feci la stessa cosa con un'altra coperta e la misi sulle mie di gambe. Rimasi a fissare quell'ammasso di stelle ancora per un po', prima di sentire le palpebre farsi pesanti.
Tento di restare sveglia il più a lungo possibile, così da guardare ancora per un po' il cielo. Purtroppo, dopo pochi minuti, la situazione diventa insostenibile e perciò decido di chiudere la finestra, mettermi sotto le coperte e dormire.
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Royal friend
FantasiLa leggenda narra che ci siano due ragazzi, ma che dico? Due bambini! Due bambini destinati a cambiare le cose, il cui destino è stato già scritto. Chiunque sa che la leggenda esiste, ma che i bambini siano proprio loro nessuno. E sarà compito di R...
