18. La fuga inaspettata

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Ero veramente nella merda.

Mia madre guardava Jack con aria di chi sperava in una bella notizia, pur sapendo che quella che sarebbe arrivata era tutto tranne che positiva.
Jack era senza parole, non sapeva cosa rispondere; era indeciso se dire di sì e rivelare che lui era l'erede di Settentrione, o dire di no e mentire di brutto.

Purtroppo, era troppo falso per risultare vero.

Mary, invece, aveva un'aria mortificata e non riusciva a guardarmi negli occhi, dalla vergogna. Aveva appena smascherato il mio amico.
Probabilmente se lei non avesse aggiunto quel dettaglio, forse ora avrei potuto inventarmi una qualsiasi scusa.

Il mio sguardo vagava dal mio migliore amico indeciso, a mia madre scioccata, Mary e alla sua voglia di sprofondare.

Alla fine, annuii e vidi mia madre sgranare gli occhi; Jack confessò tutto; Mary era arrossita dalla vergogna.

《Precisamente, dove vi siete conosciuti voi due?》chiese mia madre, assumendo un tono autoritario.

Odiavo quella domanda.

Ovviamente, le dissi tutto: le spiegai che ero uscita di nascosto per i boschi e avevo visto Jack per la prima volta, poi ero uscita di nuovo e l'avevo trovato ferito. Dopo che finii di parlare, Mary raccontò come venne a sapere della presenza di Jack e finalmente alzò lo sguardo e lo posò su di me e poi sul mio migliore amico.

《Quindi fammi capire. Tu sei usc-》, ma non finì.

Mary aveva detto la stessa cosa quando le dissi di Jack e non avevo proprio voglia di sentirmi dire le stesse cose.

《Sì, mamma. Sono uscita da sola, che è contro le regole, sono andata nei boschi, che è contro le regole, ho fatto amicizia con un “estraneo”, che è contro le regole e il giorno dopo l'ho condotto a corte per aiutarlo, che a quanto pare è contro le regole. Mary, mi puoi dire dove c'è scritto che aiutare un innocente ferito sia contro le regole, per favore?》parlai, senza permettere a nessuno di interrompermi e, alla fine, mi rivolsi alla donna che mi aveva sempre aiutato in tutto.

Mia mamma si girò verso Mary, rivolgendole uno sguardo di fuoco.

Sapevo che Mary rischiava molto: avrebbe potuto cacciarla dal palazzo o bandirla dal Regno fino alla fine dei suoi giorni.

《Rebecca, ma ti sei forse impazzita? Cosa credi che debba fare, ora? Lasciarlo qui? No, signore, non esiste!》cominciò a sbraitare mia madre.

Non l'avevo mai vista così infuriata.

Persino Mary dalla paura fece un passo indietro, sentendosi quasi in colpa.

Pregai mia madre di non dire nulla; Jack non aveva causato problemi – almeno non enormi – , perciò avrebbe potuto lasciarlo qui per un po'.
Peccato che lei volle ricordarmi che per colpa sua c'era stata una perquisizione, un attacco e un Re infuriato.

Volevo poter dire che si sbagliava, ma aveva ragione.

Non sarebbe questo, però, a impedirmi di difendere il mio migliore amico: non avevo intenzione di starmene con le mani e vedere qualcuno portarmi via Jack.

《Adesso, tu, signorina, starai in camera tua; tu, ragazzino, vieni con me e sistemiamo questa faccenda e tu, Mary... con te farò i conti dopo》disse mia madre, con aria minatoria.

Istintivamente, presi Jack per mano e lo allontanai da mia mamma; lei, però, mi scansò.

Prese Jack letteralmente per un orecchio.

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