21. Andrà meglio?

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《Ehi, Carmen, aspetta, ti devo parlare!》urlai alla ragazza, dall'altra parte del corridoio.

Giravamo per il castello, in cerca di qualcosa da fare; oggi, Mary era stanchissima e dormiva ancora, nonostante fossero le due del pomeriggio, e Jack non aveva voglio di fare nulla, neanche di parlare.

Lui e sua sorella si evitavano come la peste da una settimana: non parlavano mai, lei a stento andava a trovarlo e si rifiutava di sentire il suo nome. Non sapevo che cosa si fossero detti sette giorni prima, ma avevo visto Carmen uscire dalle segrete in lacrime e dedusse che avevano litigato.

《Sì?》rispose.

Le corsi incontro, camminando a piedi nudi sul pavimento. Anche lei nona aveva nulla ai piedi ed era sempre in pigiama.

《Senti, volevo chiederti una cosa》dissi《Riguarda...》

Ma finì lei.

《Jack. Lo so》, aveva un tono vagamente malinconico.

Indossavano da giorni solo il pigiama; avevamo sempre i soliti pantaloncini leggeri e una maglietta a maniche corte, giravamo scalze o in ciabatte.

《Sono giorni che non vi parlate e, sì, ho anche sentito la vostra conversazione di una settimana fa. Non puoi negare che tu stia male, perché non vuoi nemmeno sentir pronunciare il suo nome. Quindi, ora, dimmi che succede》e mi guardò con un'aria... afflitta?

Andammo al piano di sotto, dove si tenevano le mie lezioni, che avevo sospeso. Ci sedemmo su un divano marroncino di velluto, una accanto all'altra: Carmen mi guardava con aria molto seria e triste.

《Jack non vuole che io mi immischi in queste faccende》iniziò.

Faccende?
Che faccende?

《Sai, quelle di Settentrione e della sua famiglia. È vero, io non sono la sorella... sono una normale ragazza di undici anni. Non vuole che io entri a far parte della sua vita, pensa che sia di troppo e che dovrei andare via; io tento sempre di stargli vicino e di aiutarlo, ma sembra quasi che lui... che lui mi odi. Pure con sua madre va male.
Il padre aveva avuto un'altra, prima di mettersi con Kyla, e ha avuto per sbaglio me; mia madre vive a New York, ci sono stata ed è bella, e non la vedo quasi mai. La chiamo a volte, ma non mi aiuta per niente. Io e Kyla non andiamo d'accordo. Lei è gelosa del fatto che il marito abbia avuto, prima un'altra, prima di lei, e quindi mi disprezza. Se fosse per me, sparirei dalle loro vite e andrei a vivere con mia madre a New York, una città di grandi palazzi alti e a quanto pare tanto divertimento.
Jack non vuole che io inizi a prendere parte alle questioni della sua famiglia e quindi mi evita, come la peste.
Sai, io potrei essere l'erede al trono; tecnicamente dovrebbe essere Jack, certo, ma io sono più grande e, perdipiù, sono la figlia del padre.
Non so se lo sai, ma il padre è l'erede al torno e la madre l'amore della sua vita》parlano allo stesso modo《Quindi, se io fossi stata figlia di Kyla non sarei, nemmeno lontanamente, erede al trono, ma purtroppo sono figlia di mio padre.
Ti svelo in segreto: a volte, scrivo delle lettere per mia madre, dicendole di essere in pericolo e che deve salvarmi. Non le ho mai spedite. Ho paura che se lei le ricevesse, lo si presenterebbe troppo e scoppiasse un periferico.
Al telefono, le dico di tutto: della mia vita, di Jack, del papà, di Kyla, della residenza a Corte, di come mi sento, ma non la vedo bene. La sento come se fosse... impassibile. Mi sembra quasi che non le importi, ma come può non importarle se sua figlia sta male? Quale madre si lava le mani dei sentimenti di sua figlia?
Jack mi disprezza, dicendo che non posso entrare a far parte della sua famiglia. Dice che non sono sua sorella. E purtroppo è vero》, subito dopo il racconto scoppiò a piangere.

Non sapevo davvero che cosa fare. Ero immobile accanto a lei, che piangeva, e io che non sapevo come agire; le misi una mano sulla spalle e le sussurrai che sarebbe andato tutto bene. Continuava a singhiozzare, ma non le importava di farsi sentire, e diceva che voleva nascere in un'altra famiglia.

Una che le avrebbe voluto bene davvero.

《Secondo te, andrà meglio?》domandò dopo aver finito di piangere ed essersi asciugata le lacrime.

Annuii e questa volta ci credevo davvero.

Carmen viveva in una famiglia che non la apprezzava e ci stava male per questo, ma non lo dava a vedere. Vidi il disprezzo di Kyla verso di lei, quando le disse aspramente che era matta a chiedere a me un'opinione, sulle sorti del figlio.

《Sì, andrà meglio, Carmen. Andrà meglio》e la abbracciai di nuovo.


















Io così: 💔

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