4.

214 10 2
                                        

Revisionato ✅

Dopo la pesante lezione di matematica in cui si era parlato di equazioni e non altro, Nicole era pronta a raggiungere Sophie per pranzare con lei, non aveva la più pallida idea di dove si sia diretta dopo essersela svignata, ma aveva il vago sospetto che fosse andata a far visita all'adorabile barista del bar che si trovava a quattro kilometri dalla scuola, aveva stretto amicizia con questa ragazza da qualche settimana e sicuramente con la scusa di passare a farle un saluto aveva approfittato della bontà di quella donna per bere un mojito oltre al caffè, nonostante non fosse consentito vendere alcolici prima delle 18. Questa era proprio una strana regola, perché potevano essere servite bevande come birra, vino o mojito solo di sera? Pensandoci bene era una cosa bizzarra, se una persona aveva voglia di bere poteva benissimo comprare una scorta di alcolici al supermercato e usufruirne quando voleva a qualsiasi ora del giorno, invece in quel bar no. "Bah, che tipo strano il padrone" pensò Nicole "anche altri bar hanno questa regola, ma tanti altri no, il che significa che la scelta di vendere o meno alcolici prima delle 18:00 dipende interamente dal proprietario".
La mattinata in fin dei conti non era stata così pesante per Nicole, aveva seguito con abbastanza attenzione le lezioni - tranne matematica - e era soddisfatta. Filosofia era stata la più interessante, la professoressa aveva parlato per tutto il tempo della vita.
Mentre, uscendo dalla scuola con l'odioso suono acuto della campanella, una brezza fresca le accarezzava i capelli facendoli ondeggiare qua e là, Nicole chiamò Sophie per sapere dove si trovava e per dirle di passare a prenderla per pranzare insieme. Neanche cinque minuti dopo il SUV nero di Sophie era davanti la scuola. Nicole salì in macchina non curante di dove sarebbero andate a pranzo, lasciò scegliere a Sophie. Inizialmente Sophie aveva pensato di prendere un pezzo di pizza e andare a mangiarlo al parco, poi però ricordandosi che i suoi genitori non erano a casa, Sophie aveva deciso di andare nella sua abitazione. Sua madre e suo padre raramente erano contemporaneamente fuori casa, erano spesso riusciti a conciliare i loro lavori in modo che almeno uno dei due fosse sempre presente in caso di bisogno. Sophie la considerava una vera sfortuna questa perché li aveva sempre in mezzo alle scatole. Entrambi lavoravano in una fabbrica farmaceutica, "quanto vorrei che fossero due persone d'affari come i genitori di Nicole" aveva spesso pensato Sophie.
Le ragazze, appena arrivate, entrarono in casa e subito presero gli ingredienti per cucinare qualcosa così da zittire il brontolìo del loro stomaco. Nicole, essendo stata in quella casa parecchie volte, conosceva benissimo dove si trovavano le cose, perciò prese sale, olio e uova e cercò di far venire fuori qualcosa di commestibile.
<<Attenta!>> gridò Nicole. Aveva appena lanciato in aria la sua frittata sperando che ricadesse nella padella, senza contare che l'olio avrebbe schizzato sul braccio nudo di Sophie.
<<Tranquilla sono solo due schizzetti, ci metto un po' di sale e olio, ho letto che fa bene>> disse Sophie, poi prese il recipiente poggiato sul tavolo e ci mise un dito dentro per assaggiarlo, amava il sale. Da piccola si sarebbe mangiata anche il barattolo ma la mamma glielo toglieva sempre dalle mani dicendole che troppo, faceva male. <<Nicole non dirmi che hai usato questo per la frittata>> chiese Sophie arricciando il naso disgustata.
<<Sì. Perché?>>
<<È zucchero>> entrambe guardarono la frittata che stava finendo di cuocersi e scoppiarono a ridere.
<<Oh>> sospirò Nicole <<mi sono confusa, credevo che il sale fosse quello nel cassettoin alto a destra vicino i piatti>>
<<Infatti, credo sia stata mamma a far confusione con i barattoli>> Sophie diede un breve sguardo alla frittata <<Quello è il coccio dell'uovo?>> chiese indicando i pezzetti color carne vicino il tuorlo
<<Va bene non sono brava a cucinare>> ammise Nicole.
<<Non è una novità>> disse Sophie prima che la sua amica potesse finire la frase
Qualche anno prima sua mamma si era presa una giornata di riposo e era uscita a cena fuori con le amiche. Nicole, suo padre e suo fratello Joseph, avevano messo a soqquadro la cucina per trovare tutti gli ingredienti che servivano per fare la pasta. Per fortuna erano pochi e non era difficile cucinarla, altrimenti avrebbero mandato a fuoco l'intera casa. Nicole si era quasi grattugiata un dito con il parmigiano e suo papà si era bruciato perché si era scordato di mettersi i guanti prima di prendere la padella bollente sul fuoco. Invece Joseph sembrava un pezzo di pane che stava per essere infornato perché si era riversato addosso un intero pacco di farina, che era anche un ingrediente che non serviva. Lì Nicole aveva dedotto che la sua famiglia non veniva da un gruppo di chef, infatti quando era a casa da sola o si preparava un panino o ordinava qualcosa.
<<Proviamo con una fettina panata, quella va solo buttata nella padella con l'olio, che ci vuole>> disse Nicole togliendo la padella con la frittata dal fuoco. Si diresse verso il freezer per prendere il sacchetto di fettine ma Sophie la fermò e disse:<<ordiniamo una pizza>>
Nicole annuì.
<<Rimetto a posto l'olio le altre uova e il sale e chiamo io>> disse Nicole <<cioè lo zucchero, vabbe hai capito. Ah e lavo anche la padella>>
<<Fallo dopo, altrimenti pranziamo alle 16:00. Prima chiama, sai quanto se la prendono comoda, soprattutto se sono consegne a domicilio>>
<<Va bene>> disse Nicole guardando l'orologio. Erano le 14, sperò di iniziare a pranzare entro le 14.30 perché la fame la stava veramente divorando.
Le ragazze si divisero: Sophie andò a cercare un rimedio più efficace dello zucchero per le scottature, Nicole invece andò alla ricerca di un telefono.
"Giuro di fare un corso per imparare a cucinare qualcosa di decente, prima o poi" si disse Nicole. Certo che non c'era da meravigliarsi che la casa fosse sempre a soqquadro quando Nicole e Sophie erano sole, Sophie - incapace di fare le pulizie e senza voglia di cucinare - non se ne curava minimamente, risolveva tutto in maniera semplicissima senza affaticarsi minimamente: il cibo lo ordinava e la casa poi veniva messa in ordine da sua madre invece. Più volte Sophie aveva cercato di convincere i suoi genitori ad assumere qualcuno che cucinasse, pulisse, lavasse i piatti e facesse tutte le cose che c'erano da fare, ma entrambi si erano rifiutati dicendo che sarebbe stato solo uno spreco di soldi e che tutti in casa dovevano collaborare almeno un minimo. Nicole invece le pulizie le sapeva fare - svogliatamente, ma le faceva - ma a cucinare era un disastro ed essendo la maggior parte delle volte sola in casa, o con la compagnia di suo fratello, aveva imparato ad arrangiarsi. Alcune volte prendeva due fette di pane e le rendeva buone mettendoci in mezzo il salame o il prosciutto cotto, altrimenti altre volte pranzava o cena a con solo un po' di frutta perché si sentiva piena o poco bene e non aveva voglia di mangiare chissà che, ma la maggior parte dee volte mangiava fuori casa perciò non c'erano problemi, per la cazione invece non poteva fare a meno del suo yogurt preferito:cremoso bianco con anelli al cioccolato.
L'unica cosa che Nicole avesse mai saputo cucinare alla perfezione era la torta al cioccolato con le fragole che le aveva insegnato a fare sua nonna quando era piccola, cucinava in continuazione questo dolce senza mai mangiarlo perché non era grande amante del cioccolato, ma con il passare degli anni le cose erano cambiate.
Erano in uno stato completamente diverso rispetto a quello della mattina per andare a scuola. Nicole aveva raccolto i capelli in una coda fatta velocemente e si era messa una tuta, che aveva preso dall'armadio di Sophie, per stare più comoda.
Sopra indossava un top bianco con due minuscole bretelle di circa un centimetro, sembrava pronta per fare ginnastica, una lunga corsa magari in mezzo a un prato pieno di fiori per respirare un po' d'aria fresca.
Nonostante non fosse vestita elegante e si fosse struccata era comunque di una bellezza inimmaginabile, quando sorrideva il viso le si appuntiva e formava quasi una V e i capelli raccolti mostravano la quantità di orecchini che riusciva a sopportare. Aveva quattro buchi che le donavano tantissimo. Il primo era di argento a forma di fiore, gli altri rotondi e piccoli.
Sophie invece si era fatta una treccia bassa da un lato, giusto per non farle andare i capelli davanti agli occhi. Anche lei era vestita con una comoda tuta nera e una canottiera dello stesso colore. Le ragazze in attesa della pizza andarono in camera, non chiusero la porta visto che in casa c'erano solo loro due.
Aprì il suo armadio. "Nicole deve essere bellissima per incontrare il ragazzo misterioso" pensò Sophie. Le mostrò tutti i suoi abiti, Nicole era decisa a mettersi qualcosa della sua amica perché i suoi vestiti erano decisamente più vistosi e adatti per una festa. Il ragazzo misterioso doveva vederla per riconoscerla e lei avrebbe fatto in modo di farsi notare. Appeso alla prima stampella c'era un abito blu elettrico, aderente, capestro, brillante, leggermente più lungo dietro che davanti con una scollatura a cuore, le bretelle erano talmente sottili che si faceva fatica a vederle. Nicole lo aveva notato subito, era il più vistoso dell'armadio ma non cercava qualcosa del genere. Affianco c'era un vestito identico al precedente, stesso modello ma colore diverso, quello era menta verde (o perlomeno così lo aveva chiamato Sophie, era simile al verde acqua), due stampelle dopo c'era un abito nero, aderente halter a croce con coulisse laterale, sembrava molto bello ma un po' troppo poco sobrio per i gusti di Nicole.
Fece scivolare velocemente la mano fra i diversi abiti come se stesse suonando un pianoforte.
<<Questo!>> esclamò Nicole.
<<Io avrei optato per un qualcosa tipo...così!>> disse Sophie indicando l'abito blu elettrico
<<Non mi piace quella scollatura a cuore>>
<<Che cos'ha che non va?>>
<<È troppo profonda e in ogni caso non ho un reggiseno da abbinarci, tra l'altro le bretelle con la scollatura a cuore sono orrende>>
<<Ho sempre detto che avevi dei pessimi gusti, ma non credevo fino a questi livelli>>
<<Spiritosa>>
<<Comunqhe questo che hai in mano starebbe benissimo con questi stivaletti, guarda>>
Il cuore di Nicole batteva all'impazzata ma non per il vestito, era entusiasta del pensiero di poter forse rivedere o addirittura parlare con il ragazzo che la mattina stessa l'aveva colpita. Esattamente. L'aveva colpita con una freccia talmente grande che sarebbe rimasta lì per sempre, niente e nessuno avrebbe potuto toglierla. Il peggio che poteva succedere era che quella freccia facesse spezzare il suo cuore un giorno, ma questo dipendeva tutto dal misterioso ragazzo che aveva il potere, per ora, di spaccare il suo cuore a metà con quella freccia.
Ancora non sapeva bene se l'avevano attratta fin da subito gli occhi, lo sguardo seducente, il sorriso sinistro o la potente energia, l'aria misteriosa che emanava, forse non lo avrebbe capito mai. Quel che era certo era che era partito tutto da un semplice sguardo. Sophie tirò fuori dall'armadio il vestito rosso che piaceva a Nicole, corto con la schiena scoperta al punto giusto, era aderente e svasato, senza maniche. Le bretelle si incrociavano sul petto e facevano il giro del collo, il tessuto era molto leggero, elegante ma non troppo, adatto per ogni occasione. Semplice ma d'effetto. Nicole lo accostò al suo corpo, le bastò girarsi allo specchio e guardarsi per capire che anche con quel vestito sarebbe stata bellissima.
Per completare l'opera Sophie prese i suoi stivaletti neri e bassi e li abbinò al vestito.

Driiin, driiin, driiiin

Il campanello continuava imperterrito a suonare.
<<La pizza!>> esclamò Nicole.
<<Che fattorino insistente, andiamo a pranzare, ricordati di portarti a casa l'abito>> disse Sophie. Nicole poggiò il vestito sul letto e le scarpe ai suoi piedi e entrambe si precipitarono ad aprire la porta.

Ogni sguardo [In revisione]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora