Capitolo 36

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Sono quasi le dieci quando mi sveglio, riposato si ma quel senso di vuoto e di tristezza non mi abbandona. Accendo il telefono sperando di trovare scritto il nome di Camilla ma nulla. Mi manca tremendamente anche se l'ho salutata solo ieri, così decido di mandarle un messaggio per chiederle come sta. Nell'attesa di una sua risposta mi sento ansioso e ho paura: ho paura che non mi risponda, che mi abbia già dimenticato. Cosi per distrarmi controllo le mie pagine social. La prima cosa che mi salta all'occhio sono le tantissime bellissime foto di Vale a Verona. Sono contento vedo che si sta divertendo e mentre penso a questo ecco spuntare dentro di me un'emozione nuova. Si mi piacerebbe essere lì con lei, divertirmi con lei, avrei voglia di quella spensieratezza che traspare da queste immagini. E inevitabilmente penso a cosa stia facendo. Dormirà- mi dico mentre mi si disegna un sorriso involontario sul volto- visto che le ultime foto le ha postate alle tre sta notte! Decido di scriverle un messaggio:- Non c'è che dire.... mi hai preso in parola! Ti stai divertendo! Sei bellissima Vale! A presto un abbraccio.-
Apro WhatsApp e vedo le spunte blu che segnano che Camilla ha letto il messaggio ma purtroppo nessuna risposta. Immediatamente un nodo mi si stringe alla gola vorrei piangere ma non ci riesco. In quel momento sento la voce di mio fratello arrivare del piano di sotto
G:Lino sbrigati preparati che ti porto a fare colazione! Muoviti!
L: Ma tu non lavori oggi?
N: No mio caro.... ti ricordo che oggi è sabato.
L: Arrivo,arrivo!
Mi preparo velocemente e poco dopo sono al bar con Giorgio.
G: Allora che mi dici? Non si può certo dire che ti trovo in forma...
L: Grazie, davvero gentile
G: Credo che l'aggettivo più appropriato sia onesto.....- mi dice sorridendo- dai che succede perché Camilla non è qui con te?
L: Abbiamo litigato.
G: Si beh fino qui potevo immaginarlo da solo.... Perché avete litigato?
L: Ok vedi dopo quello che è successo ovviamente tra noi non c'è stato più rapporto fisico. Però più i giorni passavano più io avevo voglia di lei. Mi ero imposto di aspettare la sua visita di controllo per parlarle, naturalmente se il medico diceva che era tutto a posto. Ma nonostante ciò mi sentivo scoppiare ad averla accanto, a sentire il suo profumo e non poterla nemmeno toccare. Cosi mi sono concentrato moltissimo sul lavoro per cercare di non pensare. Lei se ne è accorta e mi ha chiesto spiegazioni. Io ho tergiversato dicendo che avevo scene difficili da girare ma non ci ha creduto poi molto e guardandomi dritto negli occhi mi ha chiesto la sincerità che le avevo promesso.
Cosi le ho detto che avevo voglia di lei perché l'amo ma vedevo che non era ancora pronta così per sviare il pensiero da questo mi sono buttato a capofitto nel lavoro. No so poi perché ma lei mi ha detto che voleva tornare a Modena alla sua vita normale che sarebbe stata più felice così. Io ero esasperato, svuotato perché non capivo la sua reazione così le ho detto che se era sicura della sua decisione l'avrei accompagnata a casa prima di venire qui e così e stato.
G: Capisco. E come stai tu?
L: Uno schifo. Sono confuso e mi manca!
G: Perché sei confuso?
L: Perche non capisco che le ho fatto! Sono stato onesto e non le ho fatto mai pressione. Ho cercato di starle vicino come meglio potevo e non capisco il suo atteggiamento.
G: È evidente che lei tenga a te più di quanto immagini. Sai perché lei ha reagito così?- scuoto il capo- perché ha compreso benissimo quali sarebbero le tue esigenze ma lei non è proprio in grado di soddisfarle in questo momento. Non può Lino. Credimi è davvero passato troppo poco da quel giorno. Cosi ha deciso di lasciarti libero.
L: Ma era così fredda nei miei confronti....
G: Penso proprio che sia stato dura anche per lei, molto. Sono convinto che quella freddezza sia stata l'arma che ha usato per proteggersi un pochino dal dolore.
L: Spero tu abbia ragione... non ho mai letto la vicenda da questo punto di vista. Ma ora che devo fare?
G: Lasciale il suo tempo, ma non troppo poi vai a riprendertela se i tuoi sentimenti non sono cambiati.
L: No credo di no... ma
G:Ma cosa?
L: A volte penso a un'altra ragazza ma non come a Camilla
G: Ah- mi dice sconcertato-e chi è?
L: Valentina la mia collega... ma la penso per la sua freschezza e gioia di vivere. Le voglio bene ma non è amore. Però a volte penso che mi piacerebbe lasciarmi trasportare da lei nel suo mondo spensierato.
L: Ti sei risposto da solo. Spesso le cose più belle alla fine non sono le più facili.... Lotta per i sentimenti veri. Solo così non avrai rimpianti.
L: Grazie Gio! Sempre un piacere parlare con te!
E col cuore più leggero ci avviamo verso casa dove tutta la famiglia riunita ci aspetta per il pranzo.

Nascosta tra la folla....La tua prossima ossessione. Scoprilo ora