Capitolo 33

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Ora che le cose con Valentina si sono chiarite anche a casa c'è molta più serenità.
Camilla non è più voluta venire sul set ma ci siamo concessi molte passeggiate al porto e abbiamo visitato ogni piccolo anfratto di questa bellissima città. In questi giorni stiamo organizzando il viaggio per andare a trovare i miei, partiremo fra 4 giorni. Mamma ha prenotato una visita di controllo per Camilla dal suo medico e io spero sia tutto a posto. Ho una voglia tremenda si lei, di farlo come prima che quella sottospecie di uomo le facesse ancora male. Per ora a parte qualche bacio non mi permette nemmeno di toccarla. Per me è una vera tortura ogni sera coricarmi accanto a lei sapendo di non poterla nemmeno sfiorare così mi concentro giorno per giorno di piu sul lavoro. E mentre siamo seduti sul divano io immerso nello studio del copione e le nella lettura di un libro mi dice:
C: Ehi è da qualche giorno che ti vedo distaccato assente.... scene difficili da girare
L: Anche...
C: Di solito sono io che ti rispondo a monosillabi.... -mi dice accennando un sorriso ansioso- che c'è che non va?
L: Nulla Camilla sono solo concentrato su quello che devo fare
C: Lino... mi avevi promesso sincerità.
V: Ok -le dico sospirando- è vero che sono molto concentrato sul lavoro perché ci tengo a realizzare un ottimo prodotto e voglio godermi i giorni di vacanza ad Avezzano insieme a te ma.... non è solo questo.
La sua espressione cambia e si fa seria e preoccupata...
L:Beh vedi- le dico un po' imbarazzato- ho voglia di farlo Camilla, ho voglia di fare l'amore con te.
Lei abbassa lo sguardo e rimane muta torturandosi le mani.
C: forse è meglio se ci prendiamo una pausa. Forse è il caso che io non venga con te anche se mi piacerebbe da morire rivedere la tua famiglia, soprattutto tua mamma
L:Ma che dici perché parli così? Mi hai chiesto di essere sincero ed io lo sono stato ma perché adesso vuoi scappare da noi?
C: Perché io non me la sento non voglio farlo il che non vuol dire che non ti amo ma non voglio rivivere quei momenti terribili è prestissimo per me, ma mi rendo anche conto che tu hai altre esigenze.
L: Non dire così Camilla, non sono un animale e posso aspettare ho semplicemente voglia di te perché ti amo.
C:Sono comunque convinta che un periodo lontani può farci bene.
L Dai, lo sai anche tu che non è così! La distanza, la lontananza divide ancora di più non unisce. Senti- le dico prendendole le mani- prima di tutto sentiamo cosa dice il dottore al controllo poi... ma lei mi interrompe
C: A proposito credo che il controllo non sia necessario sto bene.
L: No no signorina la visita e già prenotata e va fatta... la dottoressa del pronto soccorso è stata chiara: controllo fra 20 giorni.
C: Si ma è tutto ok.
L: Niente storie
C: Senti Lino- mi dice con uno sguardo minaccioso- io non ho intenzione di fare nessuna visita né di andare mai più a letto né con te né con nessun altro. Mi hai capita?
Io rimango pietrificato, il sangue gelato e non mi esce più nessuna parola. Mi alzo vado in cucina a prendere un bicchiere d'acqua. Mi sento mancare il terreno sotto i piedi. Poi torno da lei
L: Ok Camilla mi potresti dire sinceramente che intenzioni hai?- le dico più calmo che posso
C: Voglio tornare alla mia vita. Studio lavoro e basta.
L: E così saresti felice?
C: Credo di sì. Almeno più tranquilla. In questo modo nessuno si aspetterebbe da me nulla che non posso dare.
L: Ti riferisci al sesso?
C : Si. Per me è un capitolo chiuso.
L: Quindi vuoi tornare a Modena?
C: Si.
L: Sicura?
C:Si
L: Ok allora dovrai sopportarmi ancora un paio di giorni poi prima di partire per Avezzano ti accompagno a casa. Ma.... mi devi promettere che farai la visita di controllo. Ti chiedo solo questo poi promesso ti lascerò in pace.
C: Non posso permettertelo. Non voglio mi tocchi nessuno.
L: Non è un gioco Camilla è la tua salute.
C: Va bene ci penserò ma ora chiuso discorso e grazie per esserti offerto di accompagnarmi.
L:Io ti amo Camilla e farei tutto per te ma se tu hai preso la tua decisione la rispetto come ho sempre rispettato te.
C: Grazie- si limita a dire molto fredda.
Mi alzo accarezzandole una guancia e con un dolore mai provato mi ributto sul copione cercando di distrarmi almeno un pochino, ma più cerco di concentrarmi più una tristezza incontenibile mi invade. Sono consapevole che non posso andare al lavoro in questo stato, così mi fiondo sotto la doccia per scacciare un po' di pensieri. Le passo accanto per andare in bagno ma lei non alza nemmeno lo sguardo dal suo libro e una fitta profonda mi trafigge l'anima. Mi guardo allo specchio e comincio a schioccare le dita. Così un po' riesco a calmarmi e dico a me stesso che piano, piano supererò anche questa.

Nascosta tra la folla....La tua prossima ossessione. Scoprilo ora