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Taehyung

Quando, la mattina dopo, aprii gli occhi, sperai tanto di trovare una notifica sul telefono da parte di Jungkook, cosa che non accadde.

Ci avevo sperato così tanto che, in quel momento, ci ero rimasto estremamente male. Avevo davvero creduto che, per lui, quel bacio avesse significato qualcosa, ma invece non era stato così.

Passai minuti e ore a fissare lo schermo del cellulare, e ogni volta che si illuminava spalancavo gli occhi, eppure, quando mi accorgevo che provenisse da qualcuno che non fosse lui, mi accasciavo di nuovo sul letto. Continuai in quel modo per troppo tempo, tanto che dalla finestra vidi il sole calare e fare spazio al tramonto.

Sbuffai e scossi la testa, allontanando dalla mia mente le immagini di Jungkook che mi prendeva in braccio e mi poggiava su un banco, baciandomi voracemente.

Decisi di uscire a fare una passeggiata, per distrarmi, così mi vestii con le prime cose che trovai nell'armadio e misi le scarpe, lasciai il telefono sul tavolo della cucina e uscii.

Camminavo nella parte più interna del marciapiede, lontano dalla strada, con le mani nelle tasche e gli occhi rivolti davanti a me.

Ero quasi nei pressi di casa di zia Hyejin, quando mi sentii tirare da un braccio. Urlai più forte che potetti, spaventato da quella situazione e da chiunque fosse lì con me.

"Taehyung, sono io, sono Jungkook." e appena sentii quelle parole mi calmai per un secondo, poi mi voltai verso di lui.

"Ma ti sembra il modo!" esclamai, allontanandomi e spingendolo via. Mi guardai intorno e notai che quello fosse lo stesso vicolo cieco che avevo visto qualche settimana prima, quando stavo tornando da casa di zia Hyejin.

"Scusa, scusa." alzò le mani, facendo qualche passo avanti e ritrovandosi di fronte a me, che incrociai le braccia.

"Perché mi hai tirato qui? E che ci fai tu in un posto del genere? Mi stavi pedinando?" sparai domande a raffica, perché se fossimo stati zitti entrambi a guardarci negli occhi avrei perso le staffe.

"Aspetta, vai con calma." disse lui, sedendosi per terra "Siediti."

"Io? Lì? Sei pazzo? Chissà quali animali ci sono-" iniziai a lamentarmi, finché il mio polso non venne preso tra le sue mani e io non mi trovai seduto di fianco a lui "Jungkook! Che schifo!"

"Quanto parli, Taehyung." sbuffò lui, facendomi voltare per guardare i suoi occhi già posati su di me.

"Tu mi hai portato qui!" spalancai gli occhi e gli diedi un pugno sulla spalla.

"Lo so, non ti stavo pedinando, sono solo stato fortunato a vederti arrivare, chissà, sarà stato il destino a farci incontrare." sorrise, mi leccai le labbra e voltai il mio sguardo, non riuscendo a reggere il suo.

"Credi nel destino?" gli chiesi, davvero interessato alla sua risposta e anche per cercare un argomento che non ci lasciasse il silenzio velocemente. Avrei potuto benissimo andarmene, ma non era ciò che volevo realmente.

"Esattamente," si fece più vicino a me, facendo sfiorare le nostre gambe "sono convinto che le cose succedano perché devono farlo, niente è per caso, anche noi siamo qui per un motivo."

"Quale?" domandai, trattenendo il fiato. Sentii due sue dita finire sotto il mio mento, obbligandomi a girare il viso verso di lui.

"Prima di rispondere alla tua domanda vorrei che tu rispondessi a una mia."

"Va bene." sussurrai, con le nostre labbra troppo vicine. Vidi i suoi occhi brillare, illuminando quel vicolo troppo buio.

"Perché eri con Namjoon? Al centro commerciale." mi chiese, facendomi inclinare il viso verso destra.

"Ero lì con Jimin, poi all'improvviso è arrivato lui e mi ha chiesto di andare a mangiare un gelato, gli ho detto di si e siamo andati in gelateria, poi Jimin mi ha chiamato e sono tornato a casa." dissi la verità "Tu come sai che ero con Namjoon?"

"Ero lì con Yoongi e Hoseok e vi ho visti, pensavo ti avesse raccontato tutta la storia dal suo punto di vista per metterti contro di me." rispose Jungkook, accarezzandomi una guancia che stava piano piano diventando bollente.

"Non mi ha detto nulla." sussurrai "Perché non me lo racconti tu?" chiesi allora, sospirando e sperando lo facesse.

"Il destino ha voluto che ci incontrassimo stasera per questo, Taehyung, prima che io ti dica tutto, ti prego, riprendi a fidarti di me." le sue parole mi fecero tremare, non sapevo cosa fare, ma il mio sesto senso mi diceva di credergli e di ascoltarlo, di permettergli di entrare di nuovo nella mia vita.

"Io non lo so, Jungkook, il mio cuore mi sussurra di perdonarti, ma la mia mente mi urla di alzarmi e andarmene." dissi sinceramente.

"La scelta è solo tua, Taehyung, ti ripeto che ho detto tutto quello solo perché ero estremamente arrabbiato e confuso, ma se lo avessi pensato davvero non sarei qui, non sarei stato alla tua laurea ieri e non ti avrei baciato." e i suoi occhi sembravano così onesti che proprio non ce la feci ad ascoltare la mia mente, infatti sorrisi e rimasi lì.

"Va bene, dimmi tutto."

"Quando tua madre morì, tuo padre provò a crescere te e Namjoon, aveva un buon lavoro e tanti soldi, eppure la mancanza di tua madre iniziò a farsi sentire, lui iniziò a ubriacarsi e capì che non avrebbe potuto gestire due bambini, così lasciò te da tua zia e tenne Namjoon, lasciò il lavoro e, quando Namjoon aveva ormai quasi la mia età, vostro padre morì. I giornalisti non lo sanno perché Namjoon negò sempre tutto, per paura che incolpassero lui, non so cosa fece con il suo corpo ma non fu mai ritrovato, così rimase da solo e senza soldi, poi mi venne a chiedere un prestito, e non potevo dirgli di no, perché so benissimo cosa significhi rimanere in strada senza niente. Gli avevo dato due anni per restituirmi i soldi, ma il tempo è scaduto e lui non si muove a ridarmi ciò che mi spetta." terminò il suo discorso.

"Come le sai queste cose?" gli domandai, per avere la certezza che fosse sincero.

"Prima di fare un prestito a chiunque, quando ancora li facevo, chiedevo sempre il motivo per cui servissero quei soldi, e Namjoon mi disse questo, feci tante ricerche, ovviamente solo su ciò che sa anche la stampa, e scoprii che fosse la verità, tutto ciò che mi avava detto combaciava."

Gli credevo, e proprio per quello sentii una lacrima rigare la mia guancia sinistra. Sentii una sua mano asciugarmela, poi lo vidi sorridere.

"Non permetterò a Namjoon di sfruttarti per i suoi scopi, Taehyung, adesso ci sono io con te." sussurrò e mi abbracciò, così mi lasciai coccolare dalle uniche braccia che, in quel momento, volevo sentire attorno al mio corpo.

Any reason to stay || TaekookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora