Capitolo 9

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Oggi c'è una festa a casa di un nostro compagno di corso.
Grace e io ci stiamo preparando per andare, abbiamo deciso che andremo a piedi così non avremmo dovuto  guidare.
"Non mi va di venire Grae"
"Dai Rachel non fare la lagnosa e preparati ci divertiremo, come sempre"
Uffa, prendo un vestito a caso e le af1 e andiamo.
Arriviamo e ovviamente c'è puzza di alcol e di erba, ci sono maggiorenni a ovviamente ventunenni sennò l'alcol non ci sarebbe stato.
"Ehi ragazze, ci viene incontro Liam"
"Ciao Liam" diciamo in coro.
Ci accompagna al tavolo degli alcolici ma ho deciso di non bere sta volta.
"Io no grazie"
"Va bene, di più per me allora" Ridiamo e ci andiamo a sedere.
Già non volevo venire io.
Non vedo più Liam e credo che stia bevendo già da troppo tempo.
"Grae non devi stare qui per forza, vai a ballare"
"No non mi va, non c'è neanche nessuno di carino"
La guardo con un sorrisetto ma subito svanisce appena lo vedo.
Sulle sue gambe c'è una mora che non ho mai visto. Non mi sorprendo visto che è invitata tutta la scuola praticamente.
"Ehi non lo guardare"
"Troppo tardi, mi sta già guardando "
Mi giro dall'altro lato.
Ci alziamo entrambe appena vediamo Liam venire verso di noi con il viso rosso.
"Ehi ragazzeee ciaoo, vi stavo cercando.
Vi ho già detto che siete uno schiantoo?"
Io e Grace ci scambiamo degli sguardi palesemente preoccupate per lui.
"Liam sei ubriaco vieni ti accompagnamo"
"No Rachel,non lo sono"
"Liam lo sei e come, lo dico per il tuo bene andiamo a casa ora!"
"E chi sei? Mia madre? Perché dovrei ascoltarti? Vuoi che tutti si pieghino al tuo cospetto perché la tua famiglia è ricca? Beh non funziona così "
Dice ridendo e prendendomi in giro.
"Non lo ascoltare" mi avverte Grace.
Intanto sento già gli occhi di tutti addosso.
Anche i suoi.
"Beh però se vuoi posso farti piegare io così vediamo chi si piegherà al cospetto di chi"
"Un pensierino io ce lo farei"
"Ora basta!"
Dico infuriata.
"Sennò?" Mi prende il braccio in una presa che quasi mi blocca la circolazione.
La presa di fa più stretta e i suoi anelli non aiutano molto.
Ad un certo punto non sento più nulla.
Vedo sfocato anche se non ho bevuto nulla.
La tensione, l'odore dell'alcol, il bruciore sul braccio, gli occhi di tutti addosso e il caldo che fa qui dentro.
Mi gira la testa.
"Ehi bastardo!" Sento urlare da una voce cupa e roca.
  Il ragazzo comincia a prendere a pugni Liam che intanto cade sul pavimento in preda a gemiti di dolore.
"Toccala un'altra volta e ti taglio le palle, hai capito?"
C'è del sangue sulle sue mani e una volta finito mi prende in braccio è mi carica in macchina, da lì non ricordo più nulla.
Ora sono in una camera che mi sembra familiare ma in cui non sono mai stata.
Sono su un letto e addosso ho ancora il vestito con delle gocce di sangue ,probabilmente di Liam, sulla stoffa.
La porta si apre rivelando l'ultima persona che avrei voluto incontrare in quel momento e che non doveva vedermi in quello stato.
"Ciao bellezza "
Lo guardo e sembra abbastanza contento.
"Che ci faccio qui?"
Domando in preda al panico.
"Ti ci ho portata io"
"E perché ?"
"Perché non potevi tornartene a casa con chiazze di sangue sul vestito e con i segni di quel coglione sul braccio"
"Da quando in qua ti preoccupi per me?"
"Non mi preoccupo per te ma per quello che tuo padre potrebbe fare una volta vista in questo stato." Cerco di credere a quello che dice ma fallendo.
"Dov'è Grace? Oddio devo avvertirla, e se-"
"Calma bambolina, le ho già detto tutto"
Sono al quanto scioccata.
"Ah si? E cosa le hai detto?"
"Che saresti venuta a casa mia e avresti dormito qui fino a domani mattina poi lei sarebbe venuta ad "accompagnarti" facendo credere ai tuoi che hai dormito da lei."
Beh non è stupido vedo.
Spiegherò ai miei che ho dormito da lei ed ero così stanca da dimenticare di avvertirli.
"Sarà qui domani alle 10:30"
"Ok" dico stanca morta.
Se n'è accorto.
" se vuoi puoi farti una doccia, ti preparo dei panni"
Lo guardo e annuisco.
Entrò in bagno e mi spoglio, una volta entrata in doccia comincio ad insaponarmi.
Mi ci voleva proprio una bella doccia calda.
Certo non a casa del mio vicino che conosco da poco e che è uno scorbutico puttaniere ma va bene.
Esco con un asciugamano addosso e vedo che ha posizionato dei boxer e una sua maglietta bianca ,che mi va come vestito, sul letto.
Mi cambio, la maglia mi fa da vestito  e subito dopo entra con una pomata anti rossore in mano.
Rimane lì a guardarmi, scrutando ogni parte del mio corpo leccandosi le labbra.
"Vuoi una foto?" Dico provocandolo
Si sveglia dalla sua trance probabilmente di film mentali su di me e mi dice:
"Haha molto divertente, comunque questa è per il braccio"
Mi siedo sul letto e lui fa la stessa cosa, prendendomi il braccio e posandolo sulla sua gamba, mette un po' di pomata su di esso è comincia a spalmarla.
Quel contatto è...strano, ma allo stesso tempo piacevole. Non so bene come spiegarlo.
"Grazie... non dovevi"
Mi guarda, la luce della lampada sul comodino che riflette nei suoi occhi, profondi e scuri come due labirinti.
"Non c'è di che, ripeto è solo perché non voglio che i tuoi si preoccupino non montarti la testa"
Ed ecco il lato stronzo che riesce dalla sua tana, decido di non rispondere.
"Io dormo sul divano" dice
"No, è casa tua il dormo sul divano"
"Non voglio che i miei si spaventino se ti vedessero sul divano di casa mia alle 6 prima di andare a lavoro"
"Allora dormiamo entrambi qui, sul tuo letto"
Non ci credo, l'ho detto.
Mi guarda e un sorriso da ebete gli compare sulle labbra.
"Ho detto dormire, non montarti la testa"
Alza gli occhi al cielo e poi si sdraia dalla sua parte mentre io faccio la stessa cosa dalla mia. Addormentandomi subito.

~pov Brian~
Non so se riuscirò a contenermi.
Il solo pensiero dei averla nel mio letto mi fa uscire pazzo.
Il suo piccolo e caldo corpo vicino al mio freddo e due volte più grande del suo.
Mi giro dalla sua parte e la vedo dormire in pace come se stesse sognando.
Alcune volte si avvicina per non cadere dal letto.
Vorrei tanto sapere che cosa succede in quella testa che mi tormenta da quando sono arrivato qui.
I capelli lunghi che le ricadono sulla faccia e sulle spalle.
La maglietta che le ho dato che si alza ogni volta che si muove, facendo intravedere i miei boxer che le stanno da Dio.
Non so cosa le farei.
Sembra così docile e innocente che quasi mi faccio schifo a pensare a queste cose ma è più forte di me.
Evito di farmi venire un'altra  erezione proprio ora, voglio dormire in santa pace quindi mi giro dall'altra parte e spengo la luce cadendo in un sonno profondo.

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