Capitolo 26

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Sono a scuola, mancano ancora 2 ore prima di andare  a casa, non l'ho visto oggi, molto probabilmente sarà con qualche ragazza in qualche bagno o sgabuzzino.
Alzo la mano per chiedere di andare in bagno e una volta uscita dalla classe, dirigendomi verso i bagni, lo incontro vicino una macchinetta del caffè.
È solo stranamente.
Mi guarda ma non posso fare a meno di fermarmi di soprassalto.
Quando lo vedo ritirare il caffè dalla macchinetta me ne vado, il più veloce possibile apro la porta del primo sgabuzzino che mi ritrovo davanti per evitare di parlargli.
Vedo l'ombra delle sue scarpe sotto la porta, rimane fermo finché sono sento la porta aprirsi di scatto.
"Rachel"
"Scusa devo andare"
Cerco di scappare come faccio sempre ma mi blocca.
"Ascoltami ti prego"
"Cosa dovrei ascoltare Brian? Eh? Le tue patetiche scuse per avermi sbottato addosso la tua rabbia quella sera, per poi scusarti e trattarmi bene di punto in bianco, comandare su di me, dirmi di non poter uscire con i tuoi amici come se fossi tua proprietà e poi umiliarmi davanti a loro stessi!"
Dico con le lacrime agli occhi.
Lui rimane in silenzio, è fermo sul ciglio della porta e non batte ciglio.
Ha lo sguardo triste e ferito ma qui quella ferita sono io.
"...sai pensavo veramente che tu provassi qualcosa per me."
Detto ciò me ne vado strappandogli il mio polso dalla mano.

~Pov Brian~
Che cazzo mi è preso?
Aveva ragione lei, fin dall'inizio.
È una delle poche persone che veramente tiene a me e io me la faccio scappare.
Non voglio comandare su di lei, non voglio dirle con chi uscire e con chi no,
ma non sa di cosa è capace Jackson e di certo non la farò uscire con lui, mettendola in pericolo più di quanto non lo sia già.
Ormai l'ha addocchiata.
Devo parlarle, forse è meglio spiegarle come stanno le cose, fare pace.
Evitare che tutto questo possa riaccadere di nuovo.
E... magari... raccontarle cosa è accaduto davvero  alla mia famiglia...

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