Capitolo 51

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Sono giorni che non si sveglia, ormai sono passate due settimane e sono rimasto con lei tutti i giorni per tutte le notti, sperando in un suo respiro, o movimento o scatto.
Ma nulla.
Zero, vuoto, proprio come la mia anima e i miei occhi.
Mi sveglio presto, a causa della pioggia che picchietta sulle grandi finestre dell'ospedale.
È brutto tempo e non c'è neanche uno spiraglio di luce.
Vado in bagno ma non prima di averle dato il mio buongiorno.
Dopo un bacio sulla fronte vado in bagno, torno dopo qualche minuto, nella speranza di vederla con gli occhi aperti...
Esco subito e invece..
Come credevo, mi sbagliavo di grosso.
Grace non mi parla da giorni  e la capisco, io non sto andando più a scuola e gli Harris  sono diventati più spossati e non li vedo quasi mai.

Esco per distrarmi, cerco di andare a correre e non pensarci troppo, faccio il mio solito giro per il parco e torno in ospedale.
Non mi hanno detto nulla i medici, perché sanno come reagirei se qualcuno mi dicesse cosa devo fare, dopo quello che è successo.
Ormai il mio umorismo influenza tutti, quando passo di fianco alle persone abbassano lo sguardo, ho sempre avuto la stessa espressione, ma ora ha un significa ben profondo.

La cicatrice che si era cucita con la morte di mia sorella si è riaperta con lei ora.
Dopo che mi ha supplicato di non tornare in quel tunnel della droga non ci ritornerei mai, ma ne ho bisogno...
Non mi fa pensare, e soprattutto non mi fa pensare a lei.
Ogni notte mi addormento con le mani intrecciate nelle sue fredde e bianche, ripetendo nella mia testa sempre la stessa frase: "non te andare piccola, non abbandonarmi ti prego non anche tu"
Sempre, volta per volta , sera per sera.

Non sono un tipo che lascia scappare le lacrime cosi facilmente, e ultimamente mi scappane tutte le sere.
Resto vicino a lei nella speranza di trovarla sveglia la mattina dopo.
Tra un mese è il mio compleanno e si avvicina sempre di più.
Non lo festeggerò senza di lei.
Per nessuna ragione al mondo.
Vengo catapultato nella realtà dai fremirei che entrano nella stanza.
Mi alzo dalla sedia, credendo avessero delle informazioni o notizie.

"Resta seduto caro, dobbiamo cambiarle la flebo. "
"Ci sono novità?"
Mi guarda tristemente e prima di riabbassare lo sguardo sulla siringa, dice:
"Mi dispiace ragazzo, ma dobbiamo essere pazienti, finché non si sveglierà non siamo certi di nulla"
Mi risiedo, deluso dalla sua risposta.
"Ti ammiro sai?"
"Per cosa" rispondo confuso
"Per essere rimasto qui, sono ormai 16 giorni che sei qui, è da pochi"

"Ci tengo molto a lei, spero si risvegli presto, intendo rimanere qui fin quando non si sveglia"
"Si vede che la ami...ma non va bene che tu rimanga qui tutto il tempo, non sappiamo quanto ci metterà a svegliarsi, se mesi o anni devi ritornare alla tua vita, continua con la scuola o il lavoro e appena si sveglierà ti chiameremo noi"
Non so cosa rispondere una parte di me vuole andarsene da questo posto è l'altra vuole soltanto rimanere accanto a lei.
"Potresti tornare dopo la scuola o il lavoro"
Prende le sue cose e si dirige verso la porta.
"Riflettici ragazzo"
....

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