Capitolo 53

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~pov Brian~
7:45, vengo svegliato dal suonò frastornante della sveglia.
Mi ero addormentato sulla sedia, con il busto in avanti, le braccia appoggiate sul lettino e la testa su di esse.
Mi alzo e prendo il mio zaino, prima di lavarmi la faccia e i denti, mangio una fetta di crostata che mi ha portato mamma il giorno prima, e poi poso un bacio sulla fronte a Rachel.

"Buon compleanno a me bimba"
Esco e mi dirigo alla fermata del pullman, arrivo a scuola verso le 8:15 e dopodiché mi vengono vicino i miei amici per farmi gli auguri.
Ringrazio quei pochi che si sono ricordati e prego che questa giornata passi il più in fretta possibile.

Grace sarebbe stata con Rachel tutta la mattina finché io non torno in ospedale per poi farci  il cambio.
Torno in ospedale e ad aspettarmi c'è Grace che legge un libro ad alta voce.
"Oh, ciao non ti avevo visto"
"Cosa leggi?"
"Stephen King"
"Ci vai giù pesante"
"Si beh, in questo periodo meglio nessun libro sdolcinato, già sono debole, quindi vado di horror"
Rimaniamo a guardare la sua amica nel letto.
"Ad ogni modo, devo andare. Ci vediamo domani, auguri di buon compleanno !"
Mi abbraccia e se ne va prima che possa dirle qualcosa.

Mi siedo sulla sedia e dal nulla prendo la sua mano, è fredda come sempre, pallida.
Una lacrima ricade sulla sua mano, poi un'altra e poi un'altra.
Non sono in grado di fermarle, cadono rapide come una valanga, che non ti da modo di farne a meno.
"Speravo di portarti a cena fuori, e invece sono qui, a piangere come un fottuto bambino."
Il silenzio si impadronisce della stanza, per poi essere riempita di nuovo da un...
"B-Brian" quasi un soffio, un respiro.
Sto sognando.
La mente gioca brutti scherzi.
"Brian sono io"
Alzo la testa e vedo due occhi guardarmi dentro.
"R-Rachel" piango di gioia vedendo la persona che amo davvero, respirare di nuovo come prima.
"È un sogno cazzo, tu...come?"
"Non lo so, ma sono qui ora"
Le bacio la mano, la fronte e le guance bagnate di lacrime che le scendono dagli occhi.
"Mi sono mancati questi due labirinti scuri, cuore"
Il suo umorismo non cambia neanche in fin di vita?
"Sei mancata anche a me bimba, tanto..."
L'infermiera entra in camera portando dei medicinali con se.
"Questo è un miracolo "
Ridacchia l'anziana.

"Un miracolo di compleanno "
Mi guarda con quegli occhi da cerbiatta sorridendo a trentadue denti.
"Te lo sei ricordata?"
"Come potrei dimenticarlo?"
Le prendo la guancia e la bacio appassionatamente, intanto Grace ci raggiunge dicendo che è stata chiamata dall'ospedale, stanno per arrivare anche i miei genitori e i signori Harris.
"Questo è decisamente il compleanno più bello che abbia mai avuto in 7 anni"
„Hmm da quando sei così dolce?"
„Solo per te"
"Lei ti guarda da lassù, è fiera di te Brian"
Appoggio la fronte alla sua respirando a fondo.

"La mia bambina"
Entra la mamma seguita dal padre di Rachel.
"Ci sei mancata amore"
Entrano anche i miei genitori, che dopo aver abbracciato me, vanno anche dalla paziente stesa nel letto.
"Mi dispiace interrompervi, la paziente dovrà restare un'altro giorno per accertamenti, se non ci saranno anomalie a susseguirsi allora potrà andare a casa."
"Grazie dottoressa"
Fa cenno di sì con la testa ed esce lasciandoci alle nostre lacrime.
"Domani appena uscirai ti porterò a mangiare fuori, anzi alle giostre, o in libreria, dove vorrai"
Ridacchia appoggiando la testa sulla mia spalla.
Oramai è ovvio a tutti che ci sia qualcosa tra di noi ma poco importa, voglio stare con la mia bambina e basta.

Ma purtroppo ci sono ancora degli affari da svolgere.
James non si fermerà qui e neanche io, ma lei non deve saperlo.
Non dovrà saperlo.

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