Entro in casa sbattendo la porta, devo pur sfogare la rabbia in qualche modo, quel presuntuoso deve essermi grato che non lo abbia strozzato in quell'ufficio, ma ho sudato per quel posto e ora che ho la mia occasione non sarà di certo quel pallone gonfiato a mettermi i bastoni tra le ruote.
Anzi deve ringraziare Mark per essere arrivato proprio in quel momento, lo ha salvato dalla mia furia.Oh, il mio Mark, come era bello con quei jeans e quella polo verde, risaltavano i suoi occhi neri.
Butto la borsa rossa portafortuna sul divano, ed io mi lascio cadere al suo fianco, la guardo con astio, di certo è servita a poco oggi, c'è qualche entità soprannaturale che vuole prendersi gioco di me rimettendo quell'arrogante sul mio cammino, ancora.
Sofi esce allarmata dalla sua stanza.
<< Che diavolo è successo? Credevo stesse venendo giù tutto il palazzo, ero pronta a correre. >>
Non sono dell'umore per le sue scemenze in questo momento, lo nota subito dato che non le do retta e resto nel mio mutismo.
<< Avanti, dimmi che è successo? Chi dobbiamo fare fuori? >>Si siede accanto a me prendendo il cuscino stringendolo sul ventre, gambe incrociate, pronta al mio racconto.
<<Il problema è che in Italia la fanno sempre franca, ma qui in America in genere no, quindi vediamo se possiamo risolvere senza omicidio. >>
Ignoro l'ennesima battuta e vado a ruota libera, ho bisogno di sfogarmi.
<<Finalmente sono nella città che ho sempre sognato, riesco ad ottenere uno stage in un'agenzia pubblicitaria prestigiosa, mi faccio in quattro saltando i pasti, cercando di mantenere i ritmi, e mi notano, ripagando ogni sacrificio.>>
Mi alzo e inizio a fare avanti e indietro in questo piccolo open space di meno di dieci metri quadri.
<<Tutto perfetto, il capo dopo lo stage mi affianca ad un senior per una campagna, imparerò molto e dovrò dare il meglio di me.>>
La mia amica mi interrompe, ignara di girare il coltello nella piaga.
<<Il tuo Mark? >>
Chiede con occhi sognanti, gli stessi che avevo io fino a quando non sono arrivata davanti la porta di quel dannatissimo ufficio e ho visto lui.
La fisso, lei mi guarda ad un tratto terrorizzata vedendo l'espressione che trasforma i miei zigomi e faccio cenno di no con la testa.
<<Lui.>>
Stringo i pugni al solo pensiero di doverci avere ancora a che fare.
<<Lui? Lui chi?>>
Giustamente Sofi non può immaginare a chi io mi stia riferendo, ma il solo nominarlo mi irrita ancora di più.
<< Andrea. >>
Inizio a giocherellare nervosamente con l'elastico che sono solita portare al polso.
<< Che diavolo ci faceva lì? E proprio con lui dovevo lavorare? Non ci posso credere. >>
Continuo isterica, e vedo la mia amica rimuginare su ciò che io disperatamente sto dicendo, poi sembra che la lampadina che ha in testa si sia accesa.
<<No, non me lo dire, stai parlando di quel ragazzo figo dell'aereo? È destino! >>
Le strappo il cuscino dalle mani per usarlo come antistress.
<< Non ho mai detto che era figo quando te l'ho descritto. >>
Chissà quando la smetterà di dire stupidaggini.
<< Chloe, hai detto che aveva degli occhi magnetici, un profumo che ricordava il mare, e un'aura luminosa nonostante il caratteraccio. >>
Ad un tratto ho voglia di scappare e sotterrarmi.
<<Questo mi fa pensare ad un gran figo e soprattutto che sia destino rivederlo. >>
Ha già gli occhi sognanti, sta immaginando chissà cosa, persa nel suo mondo, ed io, stizzita me ne vado in camera, non la sopporto proprio quando inizia a farneticare su queste idiozie del destino, è fissata, per lei è tutto legato al destino, ed io, ora, sono troppo giù di morale per avere pazienza.
Mi butto sul letto, per fortuna Sofi mi ha ceduto il matrimoniale, tanto alla fine dormiamo spesso insieme quando guardiamo qualche film e finiamo per addormentarci qui.
Lei è la mia migliore amica, ci siamo conosciute all'università, questa pazza scatenata è venuta in Italia in Erasmus, è una forza della natura, è impossibile non volerle bene, è una ragazza buona e dolce, troppo sognatrice e si innamora ogni dieci minuti, fissata anche con l'oroscopo.
Grazie a lei ho avuto la possibilità di venire qui avendo un appoggio, e questo piccolo, minuscolo appartamento, è di sua zia, che mi fa pagare un affitto irrisorio e in più, per sdebitarmi, quando sono libera, lavoro nella sua caffetteria, le devo ringraziare entrambe, altrimenti non mi potrei permettere di vivere qui in America.
Spero che presto mi faranno un contratto fisso in agenzia e se questa campagna andrà bene, credo di avere buone opportunità, visto che lo stage è andato alla grande.
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Stravolgi Tutti I Miei Piani
RomanceQualunque progetto tu abbia, l'amore finirà sempre per stravolgere tutti i tuoi piani, perché quando si tratta del cuore, tutto è fuori controllo. È inutile fare piani, nulla andrà come progettato, l'amore arriverà a mischiare le carte a proprio pia...