Doppio
Andrea
La vedo camminare verso il corridoio, con quel tessuto sottile appiccicato alla sua pelle a mostrare meglio le sue curve, i capelli bagnati che cerca di raccogliere da un lato, la porta del bagno, proprio di fronte, si chiude, ma non prima di far combaciare per un'ultima volta fugacemente i nostri occhi.
Non so perché mi sia comportato così, non so perché mi sia messo a schizzarle l'acqua addosso e poi l'abbia voluta a tutti i costi prendere e stringere addosso al mio corpo per farle fare il suo primo bagno nell'oceano con me.
Scuoto la testa per tutte le idiozie che la mia mente sta partorendo, poggio la camicia che ancora stringo in mano su una sedia e vado nel ripostiglio a prendere un asciugamano, sono fradicio quanto lei.
La vedo uscire con indosso una mia maglietta da basket, che le ricade scoprendo una spalla, e i pantaloncini enormi, è imbarazzata, lo dimostrano le sue guance colorate e il fatto che non mi guardi, mi sfugge un sorriso.
Il suo telefono squilla e scatta come una molla.
« È Sofi, è venuta a prendermi, vado, ho già disturbato abbastanza.»
Potrei ricordarle che era qui per parlare del nostro piano di conquista, potrei dirle di far andar via l'amica, che l'accompagnerò io più tardi, invece la lascio andare, mentre mi saluta con la mano e corre verso l'ingresso.
Il tonfo del portone di casa mi fa sentire meglio e peggio allo stesso momento e non me lo so spiegare, ma decido di averci pensato fin troppo e tolgo questi pantaloni fradici con difficoltà, insieme l'intimo.
Mi butto sotto la doccia, l'acqua scorre sulle mie spalle portando via il sale dell'oceano, la tensione dei miei muscoli, ma non la sua immagine.
Devo essere impazzito, credo di aver bisogno di una bella scopata, perché altrimenti non si spiega questa fissazione.
Una volta rivestito chiamo Davide ed esco, stare in questa casa vuota per questa sera, non so perché, mi deprime.
Arrivo al pub dopo una ventina di minuti, lui alza la mano per farsi notare, lo raggiungo al tavolo, oggi c'è il pienone per via della partita, per evitare attese lunghe un secolo ha ordinato anche per me.
Tutti i tavoli sono pieni e c'è gente che ha occupato anche il bancone pur di riservarsi un posticino e godersi il proprio sport preferito in compagnia, fuori dal locale c'è fila, per fortuna Davide conosce il proprietario e noi abbiamo sempre un tavolo riservato in queste serate.
«Hey amico, sei solo? E la tua ragazza?»
Si guarda intorno ed io gli tiro un pugno sul braccio.
« Smettila, cretino.»
Inizia a ridere.
« Magari ti faccio conoscere la sua amica, ora che ci penso fareste una bella coppia.»
I suoi occhi neri puntano i miei, interessati alle mie parole, fa tanto la morale a me, ma non mi sembra che lui abbia trovato l'amore o si impegni a farlo.
«Sei già in quella fase dove conosci le sue amicizie, mi fa piacere, era ora che ti mettessi in gioco davvero con una donna.»
Addenta il cheeseburger che nel frattempo ci hanno portato.
« Frena fratello, fra me e Chloe c'è un patto, nulla di più.»
La sua fronte mulatta si aggrotta e le sopracciglia si incurvano, decido di togliergli ogni dubbio.
« Io le darò consigli per conquistare Mark, il mio collega, e lei mi darà consigli sulle donne per far breccia nel cuore di Caroline.»
Quasi si strozza con una patatina, deve bere un sorso abbondante di birra per farla andare giù.
« Che scemenza, perché cercare altrove ciò che ho visto? Era palese che stavate per baciarvi, e a proposito, mi scuso per l'interruzione.»
Sembra rammaricato.
« Ma che stai dicendo? Hai travisato la situazione...»
Lui mi interrompe.
«Andrea, perché quella ragazza era avvinghiata a te, con tutti i vestiti, nell'acqua?»
Crede di avermi in pugno, ma io ho una spiegazione più che valida.
«Lei era stretta a me perché aveva paura degli squali e non ha mai fatto un bagno da quando è qui, volevo farle provare questa esperienza, quindi l'ho trascinata io in acqua.»
Davide mi fissa con il suo solito sguardo di chi non crede ad una parola, massaggiando la sua barba scura ed ispida.
« E comunque ora basta parlare di questo, godiamoci la partita, quando mi vedrò con Caroline, poi non avrò tutte le serate libere amico.»Sfoggio il mio sorriso vittorioso, perché so già che andrà a finire così nonostante Davide continui a guardarmi scettico.
Chloe
Fuggo via da quella casa, con in mano ancora il mio vestito fradicio e la borsa, richiamo l'ascensore e non appena le porte metalliche si aprono, mi ci fiondo dentro.
I suoi occhi erano così vicini, le sue labbra...no, niente labbra, ma che razza di pensieri mi vengono, sono messa male, non ho una storia da troppo tempo, e il fatto che Mark non mi calcoli, non aiuta.
Esco da questo ascensore e quasi corro fuori dal palazzo, dall'altro lato della strada, poco distante, vedo la macchina di Sofi, la raggiungo e poco prima di salire l'istinto di alzare gli occhi verso casa sua è stranamente forte, ma non lo faccio.
«Ok, parti.»
La macchina però non si muove, mi volto verso la mia amica che mi guarda con la sua espressione basita.
« Ma ciao anche a te, "sei venuta fino in culo al mondo per venire a prendermi, grazie, sei la migliore amica del mondo", mi aspettavo questo, non semplicemente parti e nemmeno un ciao.»
Alzo gli occhi al cielo per la sua sceneggiata.
« Dovresti iscriverti ad un corso di teatro, hai talento Sofi.»
Mette in moto sorridente per le mie lusinghe e finalmente parte.
« Per farti perdonare stasera cucini tu Chloe e lavi anche i piatti.»
Mi volto a bocca aperta con tutto il busto verso questa ragazza che non ha vergogna.
« Mi prendi in giro? È quello che succede sempre.»
La guardo torvo.
« Si, ma io intendo senza lamentarti di me stavolta.»
Ci rinuncio con questa ragazza.
Arriviamo a casa e dopo aver gettato nella lavatrice quel vestito, mi metto ai fornelli, canticchio tranquilla ma la mia quiete è costantemente interrotta da unghie che picchiettano sul tavolo dietro di me e sospiri.
I minuti passano, i sospiri aumentano, l'intensità del ticchettío di queste unghie è sempre più frequente, i miei nervi sono talmente tesi da potersi spezzare con un solo soffio, quello dell'ennesimo sospiro.
«Ora basta. Si può sapere che c'è?»
Ecco, sono esplosa.
«Dimmelo tu Chloe, non mi racconti più niente, ti ritrovo con una uniforme da basket, palesemente non tua, sono corsa fino lì e non mi racconti nulla.»
Sofi mi scruta per intero ed è visibilmente triste.
«Hai ragione, anche se non c'è molto da dire. Lì abita Andrea...»
Interrompe il mio racconto con i suoi occhi sognanti e un sorrisone enorme.
«Uuuuu, dovremmo invitarlo a casa, o dovrei venirti a trovare a lavoro, insomma, troviamo un modo per farmelo rivedere, così mi rifaccio almeno gli occhi.»
Sono talmente abituata ai suoi farneticamenti che continuo tranquilla il racconto.
«Mi ha convinta a fare il bagno.»
All'improvviso ho la sua attenzione.
« Dici sul serio? Io non ci sono mai riuscita. E come ha fatto?»
Giustamente è molto sorpresa, in tutti questi mesi non ne ho mai voluto sapere, non sono mai entrata in acqua più delle caviglie.
« Buttandomici insieme a lui.»
Scoppia a ridere non appena si rende conto che sono seria e un po' viene da ridere anche a me nel rivivere quei momenti, e ignoro qualsiasi battito in più provocato dal ricordo di noi due stretti, troppo vicini.
«Mi piace il tuo collega, chissà, magari tra voi...»
Ora tocca a me interromperla.
«No, abbiamo fatto un accordo.»
Mi guarda interrogativa.
« No!»
Spalanca occhi e bocca.
«Non mi dire che hai accettato di avere una amicizia speciale, essere... come si dice in Italia, trombamici?»
Rido, ma talmente tanto da dovermi tenere la pancia e sentire male alle guance, siamo proprio amiche visto che anche io inizialmente avevo capito qualcosa di simile.
«Assolutamente no. Lui mi darà qualche consiglio su come approcciarmi con Mark, in quanto è un uomo, ed io farò lo stesso con lui, visto che è interessato a Caroline.»
La vedo tranquillizzarsi e portare una mano al petto, la sua espressione però continua ad essere triste.
«Ah, peccato, secondo me non stavate poi così male insieme, è solo una sensazione, di che segno è secondo te?"
Scuoto la testa, è fissata con l'oroscopo.
« Ti sbagli Sofi, la nostra collaborazione avrà successo, inizio a convincermene anche io, anzi, dobbiamo darci da fare, sogno un Natale Italiano con Mark e un capodanno qui insieme.»
Ignoro Sofi che continua a rimuginare tristemente seduta al tavolo su un'assurda idea di me ed Andrea, non capisco come le sia potuta venire in mente, e mi perdo nei miei sogni ad occhi aperti.
Secondo le previsioni del mio compagno di avventure entro al massimo un mese avremo successo, magari potrò portare per le feste Mark a conoscere i miei, fargli vedere la mia bella Italia.
Andrà di sicuro a finire così.
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Stravolgi Tutti I Miei Piani
RomanceQualunque progetto tu abbia, l'amore finirà sempre per stravolgere tutti i tuoi piani, perché quando si tratta del cuore, tutto è fuori controllo. È inutile fare piani, nulla andrà come progettato, l'amore arriverà a mischiare le carte a proprio pia...