capitolo 94 - Chloe

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Chloe

Prendo la mia enorme valigia e la metto sul letto, faccio scorrere la zip fino alla fine e la apro, ho sistemato dall'altro lato del letto tutti i vestiti che ho intenzione di portarmi in Italia, più dei regali che ieri sono andata a comprare insieme a Sofy.
Inizio a riporli dentro la valigia, tentando tutte le combinazioni possibili e immaginabili per fare in modo di incastrarli per bene, così da non avere poi bisogno, come al solito, di sedermi su questa per poterla chiudere.

Il problema è che io non sono mai stata brava a giocare a Tetris, avrei dovuto fare più pratica da piccola, dovrei scaricarmi un gioco sul telefono ed esercitarmi così da essere in grado, in queste situazioni, di uscirne vittoriosa.

Mentre per l'ennesima volta svuoto la valigia con la speranza che sia l'ultima e, con tutta la volontà inizio di nuovo a riempirla, tentando altre combinazioni, il campanello di casa suona.
Corro ad aprire la porta perché chiunque ci sia dall'altra parte, e ho qualche idea in merito, ha deciso di attaccarsi al campanello con l'intenzione di farmi impazzire.
Ovviamente i miei sospetti erano fondati, davanti a me una Sofy sorridente, che strozzerò prima o poi, mi saluta con entusiasmo sorpassandomi.

«Scusa ma le tue chiavi di casa che fine hanno fatto?»
Non è di certo la prima volta che succede questo episodio.
«Non ne ho idea, per fortuna sei in casa, mi sto facendo la pipì addosso.»
La vedo correre verso il bagno facendomi alzare gli occhi al cielo e scuotere la testa.

Sto per chiudere la porta quando delle voci alle mie spalle mi fanno voltare.
Iris e Grace mi salutano allegre, ed io resto stranita nel vederle insieme, ma le accolgo con calore, perché sono felice di vedere entrambe.
«Non sapevo vi conosceste voi due.»
Aggrotto la fronte e cerco di ricordare quando possa averle presentate, ma non mi viene in mente.
«In realtà, qualche giorno fa sono passata dalla caffetteria, ma non eri di turno, bensì ho trovato Sofi, ci ha presentate lei, abbiamo passato qualche ora insieme tutte e tre.»

Mia cognata svela il mistero.

Dopo aver passato più di mezz'ora a sorbirmi le battute di queste tre sulla mia imbranataggine nel fare una valigia, ci spostiamo in cucina per cucinare un bel piatto di pasta all'italiana, preparato da Grace.
Ormai vive lì da anni e comunque le sue origini Italiane le scorrono nelle vene, quindi decidiamo di fidarci, soprattutto io.
Mentre sto apparecchiando vedo sul display del cellulare della rossa, abbandonato sul tavolo, apparire il nome di Davide, glielo faccio subito notare, ma in quel momento i suoi occhi sorridenti, grazie alle solite battute della mia amica, si spengono letteralmente.
Decide di ignorare la telefonata, ma il mittente non è molto d'accordo, visto che ci riprova ben tre volte.
Non posso fare finta di niente, e decido di indagare perché non è la prima volta che assisto a cambi repentini di umore davanti a quel ragazzo o una sua telefonata o addirittura al suono del suo nome.

«Come va? Ci sono novità, o preoccupazioni, di cui vuoi parlare?»
Come al solito mi liquida con un semplice 'no, va tutto bene ' e un sorriso alquanto forzato, quindi mi tocca andare dritta al sodo.
«Vorrei solo che tu sapessi che puoi sentirti libera di confidarti con me e, qualunque cosa, non arriverebbe alle orecchie di tuo fratello.»
Capirei perfettamente se avesse timore di aprirsi fino in fondo visto che sono la fidanzata del suo fratellone.

«Sono felice che tu e Andrea abbiate risolto i vostri problemi, e che noi abbiamo legato.»
Sorride sincera, posso vedere nei suoi occhi la purezza di un affetto che sta nascendo tra noi, e anche io ne sono felice.

«Anche io, quindi, se magari tu volessi parlare di Davide, potresti farlo liberamente.»
I suoi occhi, al suono di quel nome, scattano nei miei, quasi impauriti, le sue guance candide iniziano a tingersi di rosso, come i suoi capelli.
« Perché dici così? Cosa dovrei dirti su di lui? Non capisco proprio.»
Si volta verso la pentola e lascia che la sua chioma scivoli davanti il volto, come se potesse fungere da scudo fra le sue bugie e la verità.
« Grace, mi hai appena dato la conferma che ci sia qualcosa fra voi.»
Afferra un pacco di pasta dalla credenza e lo apre, pronta per cuocerla.
« Ti stai sbagliando, lui è solo il migliore amico di mio fratello, fa parte della mia vita da quando ho ricordi e, nient'altro può legarci.»
I suoi movimenti sono dettati dalla rabbia, vista l'irriverenza con cui gesticola e stringe il mestolo, e che dire dei suoi occhi?
Frammenti di una gemma preziosa, quasi infuocati ma, allo stesso tempo, velati di tristezza.

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