Qualunque progetto tu abbia, l'amore finirà sempre per stravolgere tutti i tuoi piani, perché quando si tratta del cuore, tutto è fuori controllo.
È inutile fare piani, nulla andrà come progettato, l'amore arriverà a mischiare le carte a proprio pia...
Vado verso il mio ufficio, dopo aver cercato di sbollire la rabbia accumulata a causa della telefonata da parte di Niva. Lei continua a voler capire quali siano le mie intenzioni, sentendomi per la prima volta sempre più titubante sul da farsi, riguardo ai piani già stabiliti insieme. Ed è proprio così, per la prima volta voglio mandare tutto a puttane, per la prima volta lui e questa vendetta non sono più importanti, fin'ora sono stati il fulcro della mia esistenza, mi svegliavo solo per questo, agivo e pensavo solo in base a questo, ora ho un altro motivo per alzarmi dal letto.
Dopo anni, la mia anima sembra essersi placata, sembra non essere più tormntata dai mille demoni che graffiavano la mia coscienza ricordandomi quella notte, quella promessa, ciò che mi è stato tolto.
Adesso ho lei.
Ha riportato luce nel mio mondo oscuro e non voglio risprofondare in un baratro fatto di ombre e risentimento.
Ho provato a prendere tempo con Niva, tempo che non ho, come lei mi ha ripetutamente ricordato. Probabilmente questa sarà l'unica occasione per attuare i nostri piani ed essere sicuri di andare incontro a vittoria certa, ma perderei l'unica donna che abbia mai amato, anche se non gliel'ho mai detto.
Ho scaraventato il telefono contro il muro vedendolo andare in frantumi, mentre Niva mi urlava contro che non potevo abbandonarla ora che eravamo così vicini, perché cazzo, lo so. L'ho coinvolta io in tutto questo, garantendomi così la tranquillità di poter tenere mia sorella Grace fuori da tutto.
Vedo Mark davanti il nostro ufficio, rivolto verso l'interno e parlare con qualcuno, non ho voglia di incontrarlo e rallento il passo, purtroppo ha assistito al mio scatto d'ira e non mi è piaciuto affatto il suo commento. 'Che ti prende? Spero almeno che con la tua ragazza abbia altri modi.' Ci è mancato poco che la sua testolina non finisse accanto ai resti del telefono rotto, la verità è che ancora gli brucia il fatto che Chloe abbia potuto scegliere me, anziché lui. In questi momenti mi chiedo perché lo abbia fatto, con lui non avrebbe rischiato di stare male, avrebbe avuto una relazione sana e normale.
Ma poi chiama per nome la sua interlocutrice invitandola a bere un caffè e mi avvicino, quasi come se temessi di venire deluso e non trovarla lì, invece eccola. Chloe è impalata davanti la mia scrivania e i nostri occhi si catturano a vicenda come se non potessero farne a meno, come se non stessero aspettando altro, e quasi mi dimentico che accanto a me c'è un intruso. « Ok ragazzi, vi lascio soli, a domani.» Non riceve risposta da nessuno dei due, Mark è già nella sala comune, diretto verso gli ascensori, ormai l'orario di lavoro è terminato e i colleghi stanno tutti andando via.
«Che cosa è successo?» Chloe indica il cestino della spazzatura e io istintivamente serro la mascella, non voglio farle conoscere quel lato di me, ne sarebbe schifata, ma non posso proteggerla da tutti i demoni che ho dentro.
La perderei lo stesso.
«Andrea, chi ti chiama, cosa vuole da te, cosa mi nascondi?» Le sue iridi sono di un nocciola talmente intenso quasi brillante, ha una determinazione che fa paura, e lo conosco quello sguardo, appartiene a chi non vuole arrendersi, a chi vuole lottare a tutti i costi. È lo stesso sguardo che avevo io prima di conoscerla, prima che lei arrivasse nella mia vita per mettere in dubbio ogni certezza.
Oltrepasso la soglia del mio ufficio e richiudo la porta alle mie spalle, poggio la schiena su questa e la nuca si sposta verso il basso, devo trovare le parole adatte per poterle raccontare di Niva. Ovviamente non posso togliere il velo che copre i misfatti che sarei stato pronto a compiere, scapperebbe da me, ma potrei dirle cosa vuole.
«È una donna a telefonarmi, e...» Gli occhi di Chloe sembrano spegnersi, il volto diventa paonazzo carico di risentimento, viene verso di me e cerca di spingermi via per poter liberare l'unica via d'uscita e scappare lontana dal sottoscritto. «Mi fai schifo, sta lontano da me d'ora in poi.» Afferra la maniglia e tenta di aprire la porta che non si muove a causa del mio peso, non mi guarda, i suoi occhi sono fissi verso il basso, ma carichi di lacrime, è evidente quale sia stato il suo primo pensiero.
Ha frainteso tutto.
«Chloe, non ho un'altra donna, non ti ho tradita, non intendevo questo.» Afferro le sue spalle per cercare di trattenerla ed avere la sua attenzione, non voglio che pensi una cosa del genere e soffra inutilmente, neanche per un minuto. Bruscamente si divincola liberandosi dalla mia presa e si allontana di pochi passi, gli occhi lucidi mi guardano quasi supplichevoli di ricevere la verità. « Io e lei abbiamo un piano per vendicarci di mio padre.» Aggrotta la fronte mostrando una piccola ruga al centro, vorrei quasi sfiorarla con tenerezza, ma tengo le mani apposto. « È lei il mio contatto, chi mi da le soffiate quando capitano clienti che posso portargli via.» Ad un tratto sembra quasi sollevata, fuoriesce dalle sue labbra un sospiro e chiude per qualche istante gli occhi.
«Ok, quindi lavora per tuo padre ma vuole aiutarti, allora perché ultimamente sei così sofferente quando ti chiama?» Abbasso lo sguardo non sorreggendo il suo, il mio è colpevole, il suo è bisognoso di comprendere cosa stia succedendo.
«Chloe, io non sono una brava persona, c'è il suo sangue nelle mie vene e sono disposto, come lui, a tutto per arrivare ai miei scopi, e il mio obiettivo è sempre stato quello di distruggerlo, senza preoccuparmi degli effetti collaterali.» Forse dovrei salvarla da me.
Ma poi, le sue mani calde afferrano il mio viso, costringendomi a guardarla, Dio, in quel caldo cioccolato mi ci tufferei, mi guarda come se fosse pronta a salvarmi, come se fosse pronta a farmi da scudo contro i proiettili sparati a bruciapelo da una mano oscura. «Andrea, non voglio più sentirti dire che non sei una brava persona, che sei marcio dentro, perché per innamorarmi di te io ho visto del bene e starò al tuo fianco per ricordartelo, ogni volta che lo dimenticherai.» Sorride, quelle carnose, stupende e rosee labbra si allargano formando un sorriso. «Sarò la tua bussola.» Poggio la mia mano sulla sua, ancora sul mio viso, tutto inizia a rischiararsi, e lei riesce sempre a portarmi a casa, ogni volta che mi ritrovo nei suoi occhi, perché solo rispecchiandomi in quelle pozze scure riesco a vedere il vero me, ciò che ero un tempo, ciò che vede lei, ciò che vorrei essere.
«Chloe, sei già la stella polare che mi mostra la strada di casa, ogni volta che mi perdo.»
Senza riuscire ad avere padronanza sul mio corpo, la sto già stringendo a me, talmente forte probabilmente da esagerare, ma non se ne lamenta. Respiro a pieni polmoni il suo dolce profumo, una fragranza di un fiore misterioso che riesce a rasserenarmi all'istante, perché sa di lei, della mia Chloe.
Ogni volta che, come quei vecchi marinai, mi troverò alla deriva, o in balia delle onde, perso in una tempesta interiore, saprò che potrò sempre tornare a casa grazie a lei.
Nessuna vendetta può essere più importante, Niva dovrà continuare senza di me.
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